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Inquinamento antartico

L'intervento di depurazione è stato escluso per il timore 

di diffondere maggiormente i contaminanti chimici 

Un rapporto dell'agenzia governativa neozelandese Antarctica ha rivelato che alcuni fondali attorno al continente antartico sono contaminati da varie sostanze chimiche e coperti di rifiuti. In particolare, il rapporto ha documentato per la prima volta l'inquinamento della baia dove si trova la base americana di McMurdo. Si è visto così che in alcune zone le lattine di birra sono addirittura più numerose delle spugne marine. Nella zona sono stati osservati anche 15 veicoli, 26 container da trasporto, 603 barili. Purtroppo, questi oggetti non rappresentano l'unica forma di inquinamento, perché la stessa area è risultata contaminata anche da metalli pesanti, idrocarburi e varie altre sostanze chimiche. Secondo la direttrice dell'agenzia Emma Waterhouse conviene comunque lasciare le cose come stanno e aspettare che i rifiuti vengano coperti dalla fauna dei fondali e dai sedimenti. Un'operazione di pulizia rischierebbe soltanto di disperdere ulteriormente i vari contaminanti chimici. Ovviamente, però, non si può permettere alle basi scientifiche di continuare lo scempio dei fondali e, a questo proposito, a partire dal gennaio del 2003 la base americana di McMurdo verrà dotata di un depuratore dei rifiuti. Anche la Nuova Zelanda sta lavorando a progetti simili per le proprie basi e si spera che anche molte altre nazioni seguano questo esempio. Secondo il rapporto, comunque, i fondali sono ancora in gran parte intatti e l'impatto ambientale delle attività umane è limitato alle aree immediatamente adiacenti le basi scientifiche

da Scienze

In Viaggio con Giovanni Soldini

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Conto alla rovescia per Fila Tri

Venerdì, 8 giugno 2001, ore 10.30. Questo l’appuntamento di Giovanni e di Fila Tri. A quell’ora infatti verrà dato il segnale preparatorio della prima prova del Grand Prix di Cap d’Agde, prima regata del trimarano del Team Fila. "Stiamo facendo una vera corsa contro il tempo" ci dice Giovanni che assieme a Tommaso Stella, Alberto Sonino, Bruno Laurent, Jean Saucet e Patrick Sourisse ha trasferito la barca da La Rochelle raggiungendo Cap d’Agde nella mattinata di lunedì. "Ci sono mille lavori da fare. Per fortuna non si è rotto nulla ma potete immaginare cosa vuol dire mettere a punto una barca così. Anzi non c’è nulla da immaginare perché anch’io sto scoprendo i problemi di queste barche che sono davvero difficili".

10 per la prima

Sarà di dieci e non di nove persone l’equipaggio di Fila Tri per la prima regata di Cap d’Agde. Oltre a Giovanni ci saranno Tommaso Stella, Alberto Sonino e Luca Devoti, la fantastica medaglia d’argento nei Finn a Sydney. Poi altre due medaglie olimpiche come Mitch Booth (bronzo a Barcellona e argento ad Atlanta nel Tornado) e Roland Gaebler (bronzo a Sydney sempre nel Tornado). Ben quattro i francesi a bordo con Bruno Laurent, il costruttore dell’albero di Fila Tri e compagno di Giovanni alla prossima Transat Jacques Vabre, Jean Saucet (responsabile della costruzione di Fila Tri), Patrick Sourisse (ex preparatore di Bruno Peyron, di Alain Gautier e di Roland Jourdain) e Olivier Lozachmeur, che ha partecipato a The Race a bordo di Innovation Explorer. Le biografie di tutti i componenti dell’equipaggio le trovate su www.soldini.it sotto il Team Fila.

Fred l’uomo chiave

Si chiama Frederick Ganstivel, è francese, ha 30 anni e una lunguissime esperienza avendo fatto da shore team per moltissimi navigatori francesi, compreso Marc Thiercelin. Ora è il responsabile dell’assistenza a terra di Fila Tri il che significa seguire il trimarano via terra a bordo di un furgone che accoglie una piccola ma attrezzatissima officina e che traina il carrello con il tender principale della barca (un Arkos motorizzato Toahtzu 80 CV), il tender secondario e le stecche di riserva della randa. "È un lavoro che mi piace e con Giovanni e gli altri ci si conosce da tempo. Unico problema con tanta gente è tenere in ordine dentro il furgone. Tra attrezzi - abbiamo anche un tornio - e pezzi di ricambio lo spazio a disposizione è davvero poco. Però, visto che Fila Tri è una barca italiana, il posto per la macchinetta per il caffè l’abbiamo trovato".

Fila 60 torna a navigare

Dopo lunghi mesi di lavori e con moltissime novità nell’assetto Fila 60 Open è tornato in acqua questa mattina alla Marina di Fezzano (La Spezia). Il monoscafo del Team Fila è quindi pronto per il primo appuntamento della stagione: l’EDS-Atlantic Challenge, la regata a tappe dall’Europa agli USA e ritorno. Per Guido Broggi, che sarà lo skipper della barca, per Massimo Rufini, Stefano Pelizza e Andrea Scarabelli (durante la regata faranno parte dell’equipaggio anche il tedesco Roland Gaebler e Isabelle Autissier), il lavoro non è comunque finito. "Entro la fine settimana faremo le prove di raddrizzamento a 180° e a 90° - dice Guido -. Poi dovremo reinstallare la strumentazione e infine preparare la barca per la partenza per Saint Malo. Dobbiamo essere in Francia entro il 27 giugno". Se tutto andrà come da programma Fila 60 Open lascerà La Spezia lunedì 11 giugno partendo da Porto Lotti dove, sempre lunedì, si terrà la presentazione alla stampa della barca e del suo equipaggio.

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