L'Osservatorio
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-Termovalorizzatori, una scelta miope, tra le peggiori che si possano fare
termovalorizzatori bruceranno circa 100 tonnellate di CDR lora, 360 giorni lanno, 24 ore al giorno, per un totale di circa 864°000 tonnellate di CDR annue. Un altro problema riguarda la combustione imperfetta delle barrette di CDR, che deriva dal fatto che le percentuali di ciascuna tipologia di Rifiuto Solido Urbano (RSU) sono dinamiche. Qualsiasi combustione produce, nella migliore delle ipotesi, monossido di carbonio, ceneri e fumi, che sono più o meno le stesse sostanze emesse dai motori delle nostre vetture e che si cerca assolutamente di ridurre con soluzioni purtroppo non ancora definitive, arrivando alcune volte all'estremo del blocco della circolazione. Un termovalorizzatore, la cui potenza ha come ordine di grandezza il "Mega", brucia tonnellate di materiali, emettendo nell'atmosfera, a dispetto di filtri più o meno efficienti, sostanze nocive di ogni tipo e lasciandoci poi comunque un buon 30% circa di ceneri che vanno smaltite in discariche per rifiuti speciali insieme agli inutili filtri ormai saturi accanto ai termovalorizzatori devono quindi continuare ad esistere le discariche, solo che stavolta sono discariche per rifiuti speciali! Abbiamo, in definitiva, trasformato rifiuti di per sé non nocivi in qualcosa che viene catalogato come "Rifiuto Speciale". Per ogni kg di CDR che entra in caldaia si ha una produzione di scorie pari a 90 g e di ceneri volatili pari a 10 g. Le emissioni gassose contengono sostanze inquinanti nelle quantità riportate in tabella. In conclusione l'unico modo per liberarsi in maniera intelligente dei nostri rifiuti è quello di riciclarli, arrivando così al reimpiego della quasi totalità dei materiali di scarto e compensando così la mancata produzione di energia elettrica con la salvaguardia dell'ambiente e di noi stessi. Cyfra+ |
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Razzismo: sentimento di odio verso persone diverse per sesso, religione, nazionalità e colore della pelle. Questa è la definizione di “razzismo” sul dizionario. Trovo che bisogna però cercare nel cervello delle persone, per capire il vero razzismo, perché oggi le persone anche se non se ne rendono conto sono razziste per via dei numerosi pregiudizi che si fanno sui “diversi”, che ormai non sono più i neri ma anche i loro stessi “simili” bianchi (rumeni, albanesi…) questi infatti, anche se lavorano onestamente sono comunque “una minaccia per la società” poiché, secondo alcuni, sottraggono lavoro agli italiani per darlo agli immigrati, che si accontentano anche dei lavori più umili, solo per non far morire di fame la famiglia. Questo è il vero razzismo che è presente nella mente delle persone che, dopo aver studiato o vissuto la storia e sapendo le cose terribili che Hitler ha fatto sugli ebrei, ancora pensano di essere la razza perfetta e di avere il predominio sulle altre razze. Al mondo ci sono diverse organizzazioni che combattono il razzismo e danno aiuto a queste persone bisognose cioè trovano loro una casa e un lavoro, poi li mettono in regola permettendogli una vita normale e decorosa. In un futuro non ci dovranno più essere differenze e si dovrà pensare ad una società multirazziale.
Mirko Calvano 1^ G
NESSUNA CIVILTA', NESSUN GRUPPO UMANO, NESSUNA IDEOLOGIA PUO' ACCAMPARE DIRITTI DI SUPERIORITA'
Più di mezzo secolo fa i tragici eventi della seconda guerra mondiale portarono milioni e milioni di morti a causa di uomini che si ritenevano superiori biologicamente e intellettualmente rispetto ad altre “razze” umane. Da qui nasce il razzismo che sta ad indicare l’intolleranza di uno verso l’altro. Lo sterminio degli ebrei è una delle conseguenze cui il razzismo ha portato. Oggi, si manifesta sotto molteplici aspetti che possono sembrare innocui, ma che portano a conseguenze molto gravi. Infatti i mass-media parlano spesso di scontri fra persone di nazionalità, religione o cultura differenti. Sicuramente non si potrà più ripetere lo scempio verificatosi negli scorsi anni, anche se sembra che molte persone vogliano riprovarci. Nella nostra società è nata una nuova figura sociale quella del diverso, cioè colui che noi non riteniamo al nostro stesso “livello”, perché magari straniero o handicappato. Attraverso sondaggi fatti da diversi studiosi è uscito fuori che la maggior parte della popolazione italiana non si ritiene razzista. Questo porta a pensare che nella nostra società sono ammessi uomini di colore, persone con handicap, insomma quelli che noi denominiamo diversi. Questo non è assolutamente vero, forse perché non abbiamo ben capito come si manifesta il razzismo e a che cosa può portare. Dobbiamo capire che solamente il non rivolgere la parola a gente che noi pensiamo diversa, questo è gia un atto di diversificazione. Oggi si stanno integrando molto bene le persone handicappate che, salvo alcune eccezioni, sono accettati da tutti. E’ difficile ammetterlo, ma siamo tutti razzisti. Sembra secondo recenti indagini che quella del terzo millennio sarà una società multietnica e multiculturale, in pratica una società composta da individui che appartengono a gruppi tra loro differenti per cultura e tradizione e che si ritroveranno a vivere insieme sullo stesso territorio, che diventerà la loro patria comune. Per riuscire a far questo non bisogna diventare tutti uguali e rinunciare alle proprie caratteristiche e differenze, ma dobbiamo far sì di creare una nuova mentalità comune, dove la differenza non è vista come un ostacolo da superare ma come frutto di discussione e avvicinamento tra culture diverse. Per far questo bisognerebbe affrontare il problema considerando i suoi aspetti positivi. Tutti, infatti, parlano dei problemi che gli immigrati provocano nei Paesi che li ricevono ma dobbiamo capire che non bisogna attribuire ogni fattore negativo presente all’interno del nostro Paese allo sbarco di clandestini nelle nostre coste. Ricordiamoci che anche noi un tempo emigravamo verso altri stati in cerca di fortuna ed è pensando a questo che dobbiamo cercare di far integrare i nuovi arrivati; il fenomeno emigrazione porta anche molte trasformazioni positive, non bisogna dimenticarci che proprio grazie a molte ondate migratorie da parte di popolazioni a noi prima sconosciute, la nostra cultura si è molto arricchita ed è proprio pensando a questo che l’integrazione del diverso deve stare al centro dei nostri pensieri. Marco Petrelli 3^ B elettronica
L’INTOLLERANZA RAZZIALE È ANCORA PRESENTE?
Ripercorso storico dell’intolleranza razziale sviluppando le conseguenze
Cinquant’anni fa Hitler sterminò sei milioni di persone perché secondo lui non appartenevano alla razza ariana, quale se non questo, è una forma evidente d’intolleranza razziale? Questo dovrebbe essere preso d’esempio da tutti per non commettere più un errore che determinerà la nostra storia. Il dispotico pensiero di Hitler contemplava l’idea di una razza superiore, cioè quella ariana, ma l’idea di un uomo può troneggiare indiscussa sui pensieri di milioni di persone? Noi pensiamo che un uomo non può influenzare il pensiero di un intera società e con questo vogliamo criticare in prima persona Hitler e tutto il regime nazista, che ingiustamente ha sterminato un popolo che si era dimostrato superiore nel campo amministrativo ed economico. Arrivando ai giorni nostri si possono ancora vedere degli atteggiamenti razzisti : in televisione, in internet e ancor peggio nelle scuole, molti ragazzi tendono a emulare i compagni, gli amici appoggiando politiche morte come quelle razziste. Noi vorremmo abbattere questo muro di diversità tra popoli differenti i quali hanno diverse culture, idee politiche, religioni fino ad arrivare al colore della pelle, quest’ultima non ci diversifica fisicamente, ma qui riemerge la superficialità e la stupidità dell’essere umano. Il pensiero razzista nasce dalla paura di essere sopraffatti da popoli considerati inferiori che in realtà non lo sono, un’altra motivazione che porta successivamente ad una forma di razzismo è a volte anche il patriottismo… Quante volte avete sentito parlare di extra comunitari che creano disagi? O che rubano il posto di lavoro in Italia? Molte persone però non sanno che queste persone pur di lavorare cercano i posti più umili, senza un contratto che li tuteli e che offra loro garanzie e vengono sfruttate. Un atteggiamento razzista è costantemente presente nella storia dell’umanità, come testimonia la pratica antica della schiavitù. Tuttavia, il razzismo per come lo intendiamo noi , si sviluppò nel XVII secolo, in seguito a scoperte geografiche e al colonialismo. In questo periodo si affermò la convinzione che il progresso (intellettuale, politico, scientifico, economico), fosse un’ esclusiva prerogativa dei bianchi e che gli altri popoli non potessero conseguire gli stessi risultati proprio a causa di una differenza biologica. Nel mondo contemporaneo, travagliato da conflitti e problemi, purtroppo queste occasioni non mancano e infatti stiamo assistendo, accanto al riemergere di un nazionalismo aggressivo, alla ricomparsa del fenomeno del razzismo.
Coculo Luca, Vincenzi Federica 2°C lst
La storia ci ha insegnato molto; perché ancora c’è intolleranza? Il razzismo odierno
Il termine razzismo è stato formulato per la prima volta dal francese J.A. Gabineon (saggio sull’uguaglianza sulle razze umane del 1853-1855) che affermò la superiorità della razza bianca e ariana su tutte le altre. Un atteggiamento di tipo razzistico è costantemente presente nella storia dell’umanità, come testimonia la pratica antica della schiavitù. Il mondo contemporaneo ha visto salire alla ribalta alcuni grandi figure che anno operato, in modi e tempi diversi, per dare un volto a quel ansia di libertà, di dignità e di tolleranza che ha caratterizzato l’uomo di tutte le nazioni negli ultimi decenni. La diffusione della cultura che ha raggiunto anche i ceti più umili, ha dato ai neri la conoscenza non solo dei torti subiti, ma anche i vantaggi che hanno avuto i bianchi per il loro sfruttamento; hanno scoperto di essere una classe numerosa e potente, che ha in comune una storia di atroci ingiustizie subite, e una comune lotta da combattere per il riconoscimento dei diritti dell’uomo. Ma la battaglia per la pianificazione razziale trova ancora oggi forti resistenze e non riesce ancora a eliminare completamente il problema. Un esempio che può confermare quest’affermazione è l’occidente, che dice di non essere assolutamente razzista quando invece cerca di “occidentalizzare” l’oriente; in questo modo afferma inconsciamente di essere superiore a quest’ultimo. Ormai i giovani sono stanchi di sentirsi dire dagli adulti che esiste una sola razza, quella umana, quando sono proprio quest’ultimi a non rispettare questo principio e sono convinti che spetta loro riconquistarlo e se necessario anche con la forza, convinti che sia l’unico sistema efficace. Anche il problema nero è uscito dai limiti di tempo ed ha acquistato dimensioni nazionali, interessando tutte le forze politiche e l’opinione pubblica, anche se la soluzione non sembra ancora vicina perché comunque il razzismo è sinonimo di malessere sociale. Vega Giancarli 1^B Lst Nessuna cultura può essere superiore ad un’altra cultura Superiorità di idee Da sempre i problemi dell’uomo sono stati quelli di essere superiore ad un altro sia dal punto di vista politico, sia da quello economico. Fatti di questo tipo possono spiegare come mai le guerre che la storia ci racconta sono state utilizzate come mezzo di confronto tra due o più Stati. Le cause di questo “impulso di superiorità” sono sempre le stesse cioè la diversità culturale, ideologica e somatica di ogni popolo. Queste differenze di etnie è stata sempre vista dagli umani come forma di male assoluto sebbene alcuni grandi personaggi furono contrari a questa affermazione, e lo sono tuttora. Il valore della diversità fu compreso dall’uomo molto tardi rispetto alla sua comparsa sul pianeta Terra per essere certi di questa affermazione possiamo dire che questo valore è stato acquisito nel corso del passare degli anni o perché no dei secoli in quanto già gli Illuministi tentarono quella forma di superiorità del governo chiamata pena di morte. Questo fu soltanto un inizio chiaramente i segni di significato di diversità come simbolo di unione tra più popoli comparsero solamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ovvero quando il popolo capì che senza un altro differente da lui avrebbe continuato ha vivere con quella benda chiamata ignoranza che gli impedisce di scrutare il mondo con lo sguardo di un unico popolo estremamente vario al suo interno. Al momento non tutti sono in grado di apprezzare ciò come principio di tolleranza, esiste ancora chi viene picchiato per aver commesso il reato di essere diverso, esiste ancora chi rifiuta l’aiuto di un diverso e pure c’è qualcuno che non fa nulla per cambiare ciò. La domanda lampante sarà chi è questo qualcuno? La risposta è noi stessi che ogni giorno ce la prendiamo con i diversi quando si vedono aumentare le scritte razziste sui muri. Questo è ciò a cui ho riflettuto. Antonelli Danilo 1^B Lst. No al razzismo!Non esistono bianchi e neri-uguaglianza Il razzismo moderno
Il razzismo è sempre esistito, ed è il complesso delle dottrine che sostengono la superiorità di determinate razze nei confronti di altre. Oggi che viviamo in una società molto avanzata e progredita questo problema ancora affligge l’umanità, con discriminazioni razziali. Allora cerchiamo di eliminare queste ideologie, cercando di modificare il nostro comportamento. Nessuna persona può credersi superiore di un’altra perché appartiene ad una nazione diversa o perché i suoi usi, costumi e tradizioni sono diversi. Però in fondo anche noi giudichiamo spesso una persona in base alla sua provenienza o alle sue condizioni economiche , quindi commettiamo uno sbaglio che dovremmo cercare di evitare. Ad ogni persona resta facile criticare i comportamenti razzisti di un altro senza pensare che tutti assumiamo i loro stessi comportamenti, infatti anche noi quando vediamo una persona diversa per colore e per religione esprimiamo pensieri e opinioni del tutto negative senza sapere che quella persona potrebbe essere onesta e leale, infatti pensiamo che queste persone siano solo criminali e malviventi. Negli ultimi anni c’è stato una crescita del tasso di immigrazione nelle regioni italiane, caratterizzato da persone provenienti dai paesi dell’ex Jugoslavia e questo ha portato ad un aumento di episodi razzisti ,perché la popolazione non tollera la loro presenza nel proprio paese, infatti quando si verificano furti di qualsiasi genere tutti li accusano, quindi anche se ci sono livelli economici diversi tra le varie popolazioni dobbiamo ricordarci che tutti apparteniamo alla razza umana. Io penso che sia utilissimo avere amici diversi da noi perché ci possono insegnare cose nuove e magari farci capire cose nella vita importantissime. E’ molto facile a non essere razzisti scrivendo, diventa molto più difficile nella realtà, perché siamo abituati male, dobbiamo diventare tolleranti. Morbidini Cece
1^B Lst- Minoranze e maggioranze Bisogna eliminare i contrasti tra le due parti
In Italia, come nel resto del mondo, si hanno gesti di intolleranza verso chi rappresenta una minoranza nella società. Persone, come ad esempio i neri o i musulmani, subiscono soprusi da parte di chi si sente più protetto poiché le proprie idee vengono condivise dalla maggior parte delle persone. L’Italia, essendo un paese con principi democratici dovrebbe, se tutti si sentissero italiani, essere esente da tali fatti, ma non è così: i casi di violenza verso chi è “diverso” sono sempre più frequenti. Al giorno d’oggi, anche nel nostro paese, sono presenti varie etnie e minoranze religiose le quali si fanno sempre più numerose e la richiesta di altri diritti è in grande aumento. Il governo italiano fa si che la maggioranza abbia molti privilegi, ma allo stesso tempo cerca di garantire alle minoranze di ogni genere il proprio aiuto perché, come tutti noi sappiamo è difficile accontentare tutti, soprattutto quando le minoranze si trovano in netto contrasto con la maggior parte dei cittadini. A nostro parere, tutti vanno accontentati, nei limiti delle possibilità perché le proposte sono tantissime e non possiamo certo aspettarci che lo stato le soddisfi tutte. Davide Fasanella Stefano Moroni 2^ C Lst. Il valore della solidarietà I nostri soldati, sparsi in tutto il mondo, sono considerati ambasciatori di solidarietà. Gli è stata conferita questa titolo perché il loro operato è svolto ai fii di aiutare le popolazioni che hanno bisogno di aiuto. Sono stati inviati in Kosovo, in diversi paesi dell’Africa martoriati dalle guerre, in Afghanistan, in Iraq, ma in qualunque caso, il loro lavoro è stato apprezzato nei modi migliori possibili. I nostri soldati si sono impegnati a rifornire di cibo e di risorse necessarie alla sopravvivenza, quelle località rimaste isolate, a rifornire di medicine e a dare un istruzione di base a molte popolazioni. I nostri contingenti per questi nobili motivi sopraelencati, hanno dato la loro vita, come improntato dai mass-media recentemente, a causa dell’attentato suicida nei confronti di un nostro contingente a Nassirya, Iraq, nel quale sono morti diciannove italiani. Da ciò che ho potuto assorbire da quello che i mass-media ci hanno descritto, ne posso dedurre chele nostre forze armate sono in Iraq sia per aiutare l’America a liberare l’Iraq dalla dittatura, sia per aiutare a risollevare culturalmente e civilmente la popolazione irachena. Io penso che questi ragazzi e ragazze che si offrono come volontari nell’esercito e in altre organizzazioni, siano delle persone spinte da ottime motivazioni e da dei grandi valori, impressi in essi già nell’ambito familiare in tenera età. Davide Bellizia 1° G
Diritti e doveri del popolo: un arduo compito
La Democrazia nel 2003
La Democrazia nasce come forma base nell'età classica ed è forse il maggior esempio di civiltà e di rispetto; nata dall'uomo per preservare i suoi stessi diritti e medesimi dell'umanità. Essa nasce per poter dare al popolo il diritto di parlare, la libertà di pensiero ed di qualsiasi forma e di espressione ; affinchè non sia mai messa in pericolo la singola libertà di un individuo. Il popolo italiano può scegliere se appartenere alle linee di pensiero della destra e della sinistra, le due frazioni politiche contrapposte che tramite il voto dei cittadini vengono scelte per essere alla guida dello stato. Ovviamente quando una delle due si aggiudica il posto di maggioranza che ha il potere di guidare il governo , l'altra frazione ha il diritto di contrastare le decisioni della maggioranza in quanto rappresenta il popolo e le sue ideee . Il dovere della maggioranza oltre a quello di rappresentare il popolo è quello di far si ch i bisogni e le richieste della minoranza vengano il più possibile ascoltate e rispettate tenendone conto quando si è alla guida di un governo , mitigandole e introdurle nelle decisioni che il paese comporta. Gianluca Calicchia 1^ B Lst
Realtà di tutti i giorni Il razzismo non è soltanto storia passata ma una Realtà attuale
La parola razzismo deriva dalla parola latina “ratia“ che vuol dire razza e cioè l’orientamento culturale che sottolinea le differenze esistenziali tra le diverse etnie umane e spesso perciò genera atteggiamenti pratici di intolleranza, separazione o persecuzione aperta come per esempio quella di Hitler contro gli Ebrei. Il razzismo è nato con la nascita dell’uomo sin dai tempi più remoti ci sono stati molti esempi di razzismo per esempio già nell’antica Grecia c’erano forme di razzismo infatti costoro consideravano “barbari“ i propri vicini; in modo dissimile si comportarono per lo più le comunità umane via via venute a contatto tra loro. L’esempio più catastrofico di razzismo che la nostra storia abbia conosciuto è stata la persecuzione degli Ebrei da parte del regime Nazista guidato da Adolf Hitler, costui non perseguitò soltanto gli Ebrei ma anche zingari, persone malate di handicap e prigionieri di guerra. Hitler perseguitò gli Ebrei perché non facevano parte della razza “ariana” e perché a loro volta la contaminavano. Secondo Hitler la razza ariana e cioè quella tedesca era una razza superiore e costoro dovevano avere la supremazia su tutte le altre razze. La fine di queste orribili persecuzioni razziste terminò con la sconfitta della Germania nella Seconda Guerra Mondiale; il razzismo non si è estinto con le persecuzioni naziste ma è presente ancora oggi in molte parti del mondo per esempio in Sudafrica dove fino a qualche decennio fa esisteva la cosiddetta apartheid che oggi solo teoricamente si è estinta, anche qui in Italia ci sono forme di razzismo, non molto accentuate, verso persone diverse da noi e come in Italia il razzismo esiste in tutte le parti del mondo. C’è solo un’arma per combattere il razzismo e quest’arma è la conoscenza delle altre razze o meglio etnie che vivono intorno a noi, soltanto esso può aiutarci ad abbandonare l’avversione per l’altro.
Coluzzi, Lidano 1^B Lst
Solidarietà
Tutti ricorderanno cosa è accaduto precisamente un mese fa a Nassiria: Alcuni kamikaze iracheni hanno fatto un attentato ad una caserma di carabinieri italiani, venuti li per portare pace, facendo esplodere diversi camion-bombe all’interno di essa, provocando circa venti morti e circa una dozzina di feriti. Ma, da quel brutto giorno, possiamo dire che in Italia è nata una cosa stupenda in tutte le famiglie d’Italia, e cioè la solidarietà. Scrivo ciò perché da quel giorno tutta l’Italia, è come se si fosse unificata ad abbia formato un grande ed unico sostegno per quelle povere persone che hanno perso un famigliare, un amico o un fidanzato. Molte delle vittime, erano giovani, altre, erano persone a cui servivano i soldi per cercare di fare arrivare la propria famiglia alla fine del mese, ed altre invece, erano li con la speranza di guadagnare qualche soldo in più, e di far fare una vita migliore ai propri figli affetti da malattie incurabili. Tutto ciò, ha fatto nascere nei curi degli italiani qualche cosa che prima forse non c’era o magari c’era ma che non si era mai svegliata prima di allora e, questa cosa, è la voglia di amare il prossimo ed essere solidali alle persone meno fortunate, ai famigliari delle vittime e non solo, ma anche di riportare pace, speranza e libertà al popolo iracheno, perché tutti abbiamo il diritto di vivere la nostra vita e tutti siamo d’accordo che se ognuno è solidale con l’altro, si vive meglio e in pace.
Cristina Ricci 1^ G
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