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Viaggio a Kandahar

Concorrenza sleale

La tigre e il dragone

Il Club degli Imperatori

   

 

  --- “A Beautiful Mind”

Recensione del film “A Beautiful Mind”

Il film, che racconta la vita di un matematico ancora vivo, è ambientato nel dopoguerra, nella seconda metà degli anni ’40 precisamente. John Nash (interpretato da Russel Crowe), giovane matematico, si reca in un’università dove ci sono molti giovani come lui, che hanno studiato la matematica sin da piccoli e che hanno fatto scoperte importanti nel campo di tale scienza. Ma John è diverso da tutti gli altri, e passa tutto il tempo ad osservare il movimento degli uccelli e degli uomini per cercare di trovare una formula che esplichi quanto gli uomini e gli animali abbiano un comportamento comune nella loro vita.Dopo un po’ di tempo trascorso lì, John si ritrova a fare da insegnante ad una classe di giovani universitari, dove conoscerà la sua futura moglie, una ragazza vogliosa di imparare, gentile e comprensiva. Più passa il tempo, più John si accorge di avere un dono soprannaturale: riesce, guardando semplici articoli di giornale, ad estrarre codici che sono la base delle sue ricerche frenetiche. John viene incoraggiato e seguito dal suo fedele compagno di stanza, con il quale condivide gioie e dolori. Le sue facoltà di ricavare codici e combinazioni lo porteranno a diventare un uomo dei servizi segreti, dove il suo capo lo proteggerà e gli farà decifrare codici per intercettare una bomba atomica mandata dai russi per distruggere l’America. La moglie non capisce che cosa stia succedendo al marito, che lo vede sfiorire giorno dopo giorno, fino a quando non fa una terribile scoperta: il marito è schizofrenico. John Nash, vive in una realtà che a lui sembra vera, quando invece né l’amico di stanza, né il suo capo dei servizi segreti è mai esistito; sono solo il frutto della sua mente. L’uomo, perso in sé stesso, viene rinchiuso in un manicomio, ma poi rilasciato sotto la custodia della moglie.

Alla fine John Nash fa una scelta: vuole vivere normalmente anche se è malato, e così si sforza di ignorare le persone che vede ma che non esistono, concentrandosi di più sulle sue teorie da matematico che stava seguendo da anni, prima che la malattia peggiorasse. Negli anni ’90, dopo anni passati ad insegnare, viene candidato al premio Nobel perché le sue teorie ed applicazioni hanno trovato il loro impiego in tutti i campi economici e militari.

Dalla trama avvincente, il film mostra e racconta in modo molto toccante la vita travagliata di un uomo che fa di tutto per ingannare la sua malattia. Un’interpretazione molto riuscita da parte di Russel Crowe che riesce a trasmettere tutte le emozioni a chi vede questo film. E’ veramente un film che non bisogna perdere poiché l’unione tra “drammaticità-azione-romanticismo” in questo caso ha dato risultati spettacolari.

Marco Colaiacomo 2a l.s.t.

 

“A Beautiful Mind”

 

Titolo: “A beautiful mind”
Anno: 2001, USA
Data di uscita: uscita nelle sale italiane 22/02/2002
Durata: 132’ minuti
Sceneggiatura: Akiva Goldsman tratta dal libro di Sylvia Nasar
Regia: Ron Howard
Interpreti: Russell Crowe, Ed Harris, Jennifer Connelly, Christopher Plummer, Paul Bettany, Adam Goldberg, Josh Lucas, Vivien Cardone, Anthony Rapp, Jason Gray-Stanford, Judd Hirsch, Austin Pendleton, Victor Steinbach, Tanya Clarke, Thomas F. Walsh, Jesse Doran, Kent Cassella
Produzione: Universal
Produttori: Brian Grazer e Ron Howard
Produttori esecutivi: Todd Hallowell e Karen Kehela
Co-produttore: Maureen Peyrot
Produttori associati: Louisa Velis, Aldric La'Auli Porter e Kathleen McGill
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Dan Hanley e Mike Hill
Musiche: James Horner
Scenografie: Wynn Thomas
Direzione artistica: Robert Guerra
Costumi: Rita Ryack
Casting: Jane Jenkins e Janet Hirshenson
Sonoro: Allan Byer
Effetti speciali: Kevin Mack, Matthew Butler, Will Caban e Digital Domain
Trucco: Neal Martz e Todd Kleitsch

Trama:
Siamo negli anni 50’, il matematico John Nash è un uomo dal genio indiscutibile, incapace però di relazionarsi con le persone. Questo lo porta ad estraniarsi dal mondo che lo circonda: Durante gli studi universitari (nell’università di Princeton) la sua ossessionante ricerca di una teoria matematica originale rischia di compromettergli il futuro. La sua capacità di manipolare i numeri lo porta ad essere spesso utilizzato dai militari per interpretare i messaggi in codice russi, fin quando non viene coinvolto in un'operazione top-secret: ma è la sua mente straordinaria a giocargli un bruttissimo scherzo...

E’ un film molto coinvolgente in quanto narra la vera storia di un uomo capace di brillanti intuizioni, ma che improvvisamente viene colpito dalla schizofrenia, e che dopo anni e anni di sofferenza, riesce a trionfare sulla sua tragedia personale. E’ molto interessante vedere sullo schermo le straordinarie doti della mente umana, nel bene come nel male. Essendo un film drammatico non si provano emozioni forti come accade nei film d’azione, si provano soprattutto sentimenti di pena e di stima, per un uomo la cui straordinaria intelligenza diventa un’arma a doppio taglio, in quanto a causa proprio di quest’ultima Nash riscontra dei problemi a livello psicologico. Quello che davvero rende particolare il film sono le eccezionali doti recitative di Russell Crowe (Jhonn Nash) capace di interpretare le sfumature della mente di Nash con grande naturalezza, e anche le doti del regista Howard elegante e abilissimo narratore. Per buona parte della pellicola si assiste alle allucinazioni di Nash credendole vere e, a mistero svelato, ripensando alle scene in questione ci si rende conto come il regista le avesse seminate di indizi (il generale che non risponde alla domanda su chi sia Parcher, la strana tranquillità con la quale Charles parla della sorella morta). Molto realistici sono gli effetti speciali, e presenti le musiche, anche se poco incisive nella mente dello spettatore
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Stafferini Giuseppe II A l.s.t.

 

 


--VIAGGIO A kANDAHAR 

TITOLO: Viaggio a Kandahar
PERSONAGGI: Niloufar Pazira
REGIA: Mohsen Maklmabaf
INTERPRETI: Niloufar Pazira
SCENEGGIATURA: Mohsen Maklmabaf
DISTRIBUZIONE: Mohsen Maklmabaf
PRODUZUIONE: Maklmabaf film

Questo film è la descrizione del viaggio di una donna afgana, residente in Canada, di nome Niloufar Pazira. Tratto da una storia vera, è un film "pesante", molto complicato da capire e per alcune scene, che mettono in mostra la cruda realtà della vita in quei luoghi deserti dell'Afganistan, io consiglierei la visione solo ad un pubblico adulto.
Questa ragazza, Niloufar Pazira, era nata in Afganistan, ma per la sua contrarietà alla cultura Afgana, soprattutto al modo di trattare le donne imposto dal modo di vivere del luogo, emigrò in Canada. Dopo alcuni anni di permanenza in Canada, una sua sorella, che era rimasta in Afganistan nella città di Kandahar, le scrisse una lettera.
In questa le diceva che era stufa della vita, che era costretta a fare, e che aveva deciso di suicidarsi appena dopo l'eclissi che si sarebbe verificata a distanza di pochi giorni, trovando pace nella morte. Così, Niloufar Pazira cercò di superare il confine dell'Afganistan e di raggiungere Kandahar in qualsiasi modo: pagando altre persone, a piedi, clandestinamente ecc. pur di arrivare in tempo fino a che...
Nel film la protagonista, Niloufar Pazira, è aiutata da più persone che la accompagnano per generosità e per soldi. Penso che, tutto sommato, sia un discreto film ma un po' noioso e non dovrebbe finire dove finisce.


 

--CONCORRENZA SLEALE 

Sergio Castellitto e Diego Abatantuono sono due commercianti di stoffe nell'Italia del 1938. Uno è ebreo, l'altro no. Li divide una piccola rivalità professionale alimentata da screzi, tiri mancini e furbizie da commercianti. In poche parole, non si amano. Finché non vengono promulgate le terribili e tristemente famose leggi razziali contro gli ebrei. Il rapporto tra i due cambia giorno dopo giorno. L'intolleranza, l'esclusione, scoprire di essere considerati 'diversi' per la razza, tutte queste novità faranno avvicinare i due, una volta nemici. Nasce un'amicizia, un mutuo soccorso. Regole e divieti assurdi quanto intollerabili scandiscono la vita di ogni giorno. Solo l'unione può fare la forza. L'Italia degli anni '30 è stata fedelmente ricostruita a Cinecittà. Ettore Scola, classe 1931, torna dietro la macchina da presa dopo il bellissimo La cena del 1998. Uno dei maestri che ha reso grande il cinema italiano, abile e sagace fustigatore dei costumi dell'italietta borghese con tutte le sue ipocrisie e contraddizioni, torna ad indagare con il suo inconfondibile stile la realtà del fascismo nell'aspetto più bieco. Il film è stato scritto con Fulvio Scarpelli, Silvia Scola e Giacomo Scarpelli.

Critica

A un giovane potrebbe sembrare, vedendo il film, che le leggi razziali si risolsero in una serie di vessazioni insensate: dalla confisca delle radio al divieto di avere a servizio domestiche ariane. Tutto questo è raccontato con scrupolo, ma la tragedia resta sottintesa. Tullio Kezich - Corriere della Sera Il film scivola sotto gli occhi dello spettatore con crescente malinconia, ma la sua dolcezza incide duro. Siamo noi a fare concorrenza sleale alla nostra stessa umanità. Questo, con la grazia di un artista vero, ha voluto raccontarci Scola. Enzo Siciliano - La Repubblica

Minicritica

Un altro grande film firmato Ettore Scola. La tragedia delle leggi razziali vissuta attraverso gli occhi di un commerciante ebreo che scopre l'amicizia del suo concorrente di sempre quando si trova di fronte alla discriminazione e alla sofferenza. Grande prova di Abatantuono e Castellitto, con una piccola parte per Gerard Depardieu. Da vedere.
Andrea Mazzanti

Intervista a Ettore Scola

Ettore Scola, maestro del cinema italiano, autore di capolavori come C'eravamo tanto amati e La cena, presenta la sua ultima fatica, Concorrenza sleale, con Diego Abatantuono, Sergio Castellitto e la partecipazione straordinaria di Gerard Depardieu. Storia lieve ma pungente del fascismo nell'Italietta degli anni '30, nei mesi in cui furono emanate le leggi razziali. Abatantuono e Castellitto sono due commercianti che si fanno la guerra finché la crudeltà inspiegabile del razzismo non finirà col renderli amici.

Un parere degli studenti

Alla proiezione di questo film ha assistito la classe del II° L.S.T. che ha trovato la pellicola interessante perché ha permesso agli studenti di avere un approccio con il periodo della dittatura fascista in Italia. L’interpretazione degli attori è stata buona, particolarmente interessante è stato la ricostruzione più che fedele degli usi e costumi del tempo. Poco avvincente la trama, che non è riuscita a coinvolgere gli spettatori mentre ottima è stata la scenografia soprattutto nei momenti in cui venivano riprese le scene di massa; momenti più intensi sono stati sdrammatizzati dal regista con l’inserimento di scene anche comiche.

 

“A Beautiful Mind”

Concorrenza sleale

La tigre e il dragone

-LA TIGRE E IL DRAGONE

Inquadrature a ritmo di danza, montaggio cinetico e musicale, Tao e arti marziali, fumetti e filmografia di Hong Kong. Queste le caratteristiche di La tigre e il dragone, il film di Ang Lee che ha conquistato pubblico e critica Usa. Non è poi così sorprendente. Pur essendo di Taiwan, Lee è, a tutti gli effetti, un regista americano che ha studiato alla New York University e ha esordito sul set con Spike Lee (Bed-Stuy's Barbershop). La Cina di questo movimentato cappa e spada è più vicina a John Woo che a Zhang Yimou. È infatti quella fantastica delle antiche leggende, del wuxia - il genere popolare che narra le gesta eroiche dei guerrieri taoisti - ma rivista e corretta in salsa hollywoodiana. Amore, morte, matrimoni forzati o mancati, tutto ruota intorno a un'antica spada, la Green Destiny. Li Mu Bai (Chow Yun Fat, protagonista di Anna and the King), uno dei più grandi maestri di arti marziali del suo tempo, siamo all'inizio del XIX secolo, vuole cambiare vita e incarica la sua compagna, Shu Lien (Michelle Yeoh, protagonista di OO7 il domani non muore mai) di portare Destino Verde al vecchio Sir Te, un aristocratico molto autorevole: l'unico ritenuto adatto a custodirla. Ma nonostante tutte le precauzioni, un ladro agile quanto misterioso se ne impadronisce. Intanto nel palazzo di Sir Te la giovane figlia del governatore, Jen, conduce un'esistenza da reclusa, promessa sposa di un uomo che non ama. La trama, ripresa da un popolare romanzo di Wang Du Lu, è tutta un susseguirsi pirotecnico di colpi di scena. Ma la scommessa del film sta nel tentativo di mantenere in armonia la drammaturgia dei personaggi con i ritmi surriscaldati delle molte scene d'azione. Manca il realismo, ma le emozioni che comunica sono reali, calci e pugni diventano ginnastica del cuore, espressione dei sentimenti. Con due Globi d'Oro, uno per il miglior film straniero e l'altro (è la prima volta che viene assegnato ad un film non di lingua inglese) per la miglior regia, Crouching Tiger Hidden Dragon è uno dei candidati più forti per la notte degli Oscar.

Il maestro di lotta
Le scene di lotta sono costruite come coreografie. Dietro c'è un maestro della messa in scena d'azione, Yuen Wo Ping. Lo stuntman cinese, classe 1945, si è imposto a Hollywood dopo aver coordinato le scene di Matrix.

 

 

IL CLUB DELI IMPERATORI

Regia di Michael Hoffman

Questo film ha come attore principale Kevin Kline e Emile Hirsch nelle rispettive parti del professor Hundert e dello studente ribelle Sedgewick Bell.

Nell'istituto maschile Saint Benedict fila tutto liscio; il professor Hundert gestisce alla perfezione le sue lezioni di Storia greco-romana, gli studenti seguono con interesse. L'atmosfera tranquilla viene interrotta dall'arrivo in classe di Sedgewick Bell, figlio di un ricco senatore, che con il suo carisma riesce a ^trasportare^ la classe in futili bravate. Infatti, dopo un iniziale momento di rifiuto, Sedgewick riesce ad ambientarsi nella classe. La spiccata intelligenza del ragazzo non viene però sfruttata in ambito scolastico, di conseguenza ha un rendimento scarsamente sufficiente e tra professore e studente viene a crearsi un rapporto conflittuale. Il professore cerca di stimolare Sedgewick facendolo partecipare  ad un concorso storico sull'Impero Romano..

Il professore dà fiducia a Sedgewick e gli permette di arrivare in finale. Purtroppo si scopre che durante la finale l'alunno ^bara^; il professore se ne accorge, ma non può fare nulla perché il ricco e potente senatore è in sala

Comunque, Sedgewick perde la gara.

Dopo 25 anni il professor Hundert riceve l'invito da parte di Sedgewick, ormai milionario e sposato, a dirigere la rivincita che vuole riguardo alla gara di 25 anni prima.

Ancora una volta Sedgewick bara e il professore cerca di parlargli, ma lui con immensa arroganza gli spiega che l'invito è stato solo uno strumento di propaganda elettorale per convincere gli invitati a votarlo nelle prossime elezioni per senatori. Il prof. si convince sempre di più che Sedgewick è stato solo un fallimento.

Alessio Montesanti IV A chimici.

 

 

IL CLUB DEGLI IMPERATORI

Questo film ha come interprete principale Kevin Kline nel ruolo del prof. Hundert, un docente di Storia greca e romana nel prestigioso collegio St. Benedict, che si pone come scopo primario quello di forgiare i caratteri dei suoi allievi.

Tutto fila liscio fino a quando in classe arriva Sedgewick Bell, figlio di un senatore del West Virginia, che ha pochissima voglia di studiare, ma che riesce con il suo carattere a coinvolgere gli altri studenti andando contro le regole del severissimo collegio americano.

Tra i due nasce subito un rapporto conflittuale che li porta a scontrarsi più di una volta nel corso delle lezioni.

Il professore, convinto che l'ostilità del ragazzo sia legata ad un rapporto problematico con un padre severo e distante, cerca di aiutarlo negli studi dandogli un suo vecchio libro di testo.

Lo studente contraccambia la fiducia del professore studiando e guadagnandosi il quarto posto nel torneo Giulio Cesare.

 

Dato che alla finale accedevano soltanto i primi tre classificati, il prof. lo favorisce alzando il voto da a- ad a+.

Durante la competizione, Sedgewick viene scoperto a barare, ma il professor Hundert non può squalificarlo per l'influenza del padre del giovane che è in sala. e decide di fargli una domanda non inserita nel programma scolastico.

Dopo 25 anni il professore Hundert è ricercato da Sedgewick, diventato ricco uomo d'affari, per prendersi la rivincita sulla gara .

Anche in questa occasione lo studente bara, ma il prof. se ne accorge e riesce a tendergli un tranello in modo da fargli perdere la gara.

Alla fine tra i due c'è un colloquio in cui emerge che tutto era stato organizzato per la propaganda elettorale di Sedgewick.

Il professore Hundert comprende che il suo tentativo di trasformare l'allievo in un uomo ^degno^ ha fallito clamorosamente.

Maurizio Ciambella classe IV A chimici

 

 

 

IL CLUB DEGLI IMPERATORI

La storia del film vede protagonista un professore di mezza età, di nome William Hundert, che insegna Storia e pensiero delle antiche civiltà greca e romana. Hundert, da sempre impegnato a trasfondere i valori etici della vita alle generazioni di studenti che si susseguono nel suo corso, trova difficoltà nell'impegnarsi a forgiare il carattere del giovane figlio del senatore del West Virginia Bell, di nome Sedgewick.

Il giovane, infatti, non presenta alcune attitudini per lo studio e per di più le sue motivazioni di vita riguardo le giovani ragazze e lo sport sono ben lontane da quelle richieste dal St. Benedict, uno dei più prestigiosi collegi per ragazzi americani. Sarà invece proprio il professor Hundert a guidare il giovane nel tirar fuori il meglio di se stesso e cercherà di coinvolgerlo nella gara del Giulio Cesare, nella speranza di fecondare il suo processo di maturazione e far iniziare a prosperare in lui i veri ideali della vita.Ma l'esito non positivo della gara menzionata, dal punto di vista del piazzamento a quello dell'ideale della lealtà, porterà Sedgewick ad arretrare dalla posizione dei progressi fatti e tornare nella sua vecchia "dimora".

Il giovane giungerà al diploma nel collegio, senza condivisione da parte del professor Hundert, ma solo e4d esclusivamente grazie alla posizione influente del padre, e per di più con delle sufficienze stentate. Ritrovatisi tutti a distanza di anni, dai vecchi compagni al professor Hundert in una cena di gala, sarà riproposta l'elezione del Giulio Cesare, che vedrà nuovamente protagonista in senso negativo Sedgewick, ora colosso del mondo politico e padre di un bambino, che non esiteràaffatto a ricorrere a mezzi subdoli e peccaminosi per farsi titolare. Ma questa volta il professor Hundert non lascerà impunita la sua empiezza e costringerà Sedgewick prima di ammettere la sua linea di condotta e poi a distruggere le buone convinzioni del figlio nei suoi confronti .

Tuttavia, non soltanto Sedgewick uscirà poco penalizzato dallo scontro, anche se poi continuerà nella sua vecchia falsa riga, ma anche il professor Hundert, che capirà di essere stato battuto con il ragazzo, ma per nulla affatto abbattuto, e pronto ad iniziare ad intraprendere una nuova sfida con la vita.

Film non straordinario, così come era stato infatti indicato dalla critica, ma nuova e piacevole storia della vita come magistra di tutti i sentieri delle coscienze umane.

Alessio Martella classe V A chimici 

 

 

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