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News dal mondo della scuola:

 

 

Dicembre 2000

 

 

Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici

(Questa new non interessa direttamente il mondo della scuola ma tutto il comparto dei servizi pubblici)

Un nuovo codice di comportamento per la nuova pubblica amministrazione. Il Ministro per la Funzione Pubblica Franco Bassanini ha licenziato il nuovo codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni previsto dal D.Lgs. 29/1993. Un piccolo ma importante tassello che modifica il lavoro pubblico indirizzandolo verso una diversa cultura del servizio che si manifesta innanzitutto nel comportamento quotidiano dei dipendenti.

In 14 articoli il codice - che verrà affiancato dai regolamenti emanati dalle singole amministrazioni - disegna il profilo del dipendente pubblico nell’ambito degli obiettivi di riforma della pubblica amministrazione. Imparzialità, efficienza, responsabilità, cultura del servizio, lealtà e diligenza nell’esecuzione delle proprie mansioni, semplificazione dell’attività amministrativa e del linguaggio, trasparenza e sussidiarietà sono i principi che devono guidare il dipendente nel suo agire quotidiano al fine di costruire un rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e amministrazione.
Il codice, afferma il Ministro Bassanini, non è solo uno strumento per assicurare l’imparzialità amministrativa sancita dagli obblighi costituzionali ma, nel quadro del disegno di modernizzazione, è concepito come un mezzo per assicurare la qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni attraverso una più incisiva declinazione del principio di responsabilità. Significativo a questo proposito l’articolo 11, dedicato ai rapporti con l’utenza, che richiama il dipendente al rispetto degli standard di qualità fissati dall’amministrazione ed al dovere di adottare un comportamento collaborativo rispetto alle istanze ed alle richieste di cittadini e utenti.

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Novembre 2000

 

 

MENO ISCRITTI AGLI ITIS?

Presentando al "Job 2000", nell'ambito della fiera di Verona, la sezione dedicata alla formazione, curata dal ministero della pubblica istruzione, la cui direzione generale dell'istruzione secondaria, è presente con uno stand ed una serie di convegni e seminari sul mondo della scuola, il 20 novembre, il ministro della pubblica istruzione Tullio De Mauro coi direttori dell'istruzione tecnica e professionale Giovanni Trainito e Pasquale Capo, ha fatto il punto sull'area tecnologica della scuola italiana. Diminuiscono gli iscritti agli istituti tecnici, mentre aumentano gli studenti degli istituti professionali. Un segnale apparentemente contraddittorio, che indica però come i giovani che vogliono proseguire gli studi all'università, prediligano i licei, considerati meno specialistici e maggiormente formativi, mentre coloro che sono orientati verso una professione manuale, tendano ad accorciare il più possibile il percorso di studi. Ma il riordino dei cicli scolastici riconoscerà l'importanza degli istituti tecnici, che già oggi sono comunque frequentati dal 60 per cento della popolazione studentesca.

Articolo tratto da www.inclasse.it 

 

DE MAURO: SCUOLE NON PIU' DI SERIE B

Gli studenti che frequentano gli Itis o gli istituti professionali, sono un milione e mezzo. «Abbiamo corretto la falsa idea che la scuola superiore significhi solo liceo classico - ha spiegato De Mauro - e gli studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali, non devono più considerarsi di serie B». Già dagli anni '80, ha osservato il ministro, questo indirizzo di studi è stato il più reattivo alle proposte di innovazione, trasformandosi in esperienza concrete, spesso legate al territorio. Numeri confortanti arrivano dagli istituti professionali, passati dai 488 mila studenti del '98 ai 517 mila del 2000.

Articolo tratto da www.inclasse.it 

 

NASCE L'AREA TECNOLOGICA

I dati parlano però di una di munizione di iscritti negli istituti tecnici, passati negli ultimi cinque anni dal 42 al 39 per cento. In prospettiva, c'è la creazione di un'unica "area tecnologica" e la riduzione degli indirizzi di studio, oggi 251, con 39 specializzazioni. Negli Itis sarà potenziata la conoscenza delle lingue straniere, con diplomi rilasciati da organismi internazionali, e dell'informatica. L'obiettivo resta un più stretto collegamento al mondo del lavoro e l'occasione per fare il punto su questo problema e' stato "Job 2000" dove il ministero della pubblica istruzione ha avuto un suo stand dedicato all'istruzione tecnica e professionale e ha presentato la "Guida ai tirocini e stage".
(22 novembre 2000)

Articolo tratto da www.inclasse.it 

 

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