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MENO ISCRITTI
AGLI ITIS?
Presentando al "Job 2000", nell'ambito della fiera di
Verona, la sezione dedicata alla formazione, curata dal ministero
della pubblica istruzione, la cui direzione generale
dell'istruzione secondaria, è presente con uno stand ed una serie
di convegni e seminari sul mondo della scuola, il 20 novembre, il ministro della
pubblica istruzione Tullio De Mauro coi direttori dell'istruzione
tecnica e professionale Giovanni Trainito e Pasquale Capo, ha
fatto il punto sull'area tecnologica della scuola italiana.
Diminuiscono gli iscritti agli istituti tecnici, mentre aumentano
gli studenti degli istituti professionali. Un segnale
apparentemente contraddittorio, che indica però come i giovani
che vogliono proseguire gli studi all'università, prediligano i
licei, considerati meno specialistici e maggiormente formativi,
mentre coloro che sono orientati verso una professione manuale,
tendano ad accorciare il più possibile il percorso di studi. Ma
il riordino dei cicli scolastici riconoscerà l'importanza degli
istituti tecnici, che già oggi sono comunque frequentati dal 60
per cento della popolazione studentesca.
Articolo
tratto da www.inclasse.it
DE MAURO: SCUOLE
NON PIU' DI SERIE B
Gli studenti che frequentano gli Itis o gli istituti
professionali, sono un milione e mezzo. «Abbiamo corretto la
falsa idea che la scuola superiore significhi solo liceo classico
- ha spiegato De Mauro - e gli studenti che frequentano gli
istituti tecnici e professionali, non devono più considerarsi di
serie B». Già dagli anni '80, ha osservato il ministro, questo
indirizzo di studi è stato il più reattivo alle proposte di
innovazione, trasformandosi in esperienza concrete, spesso legate
al territorio. Numeri confortanti arrivano dagli istituti
professionali, passati dai 488 mila studenti del '98 ai 517 mila
del 2000.
Articolo
tratto da www.inclasse.it
NASCE L'AREA
TECNOLOGICA
I dati parlano però di una di munizione di iscritti negli
istituti tecnici, passati negli ultimi cinque anni dal 42 al 39
per cento. In prospettiva, c'è la creazione di un'unica
"area tecnologica" e la riduzione degli indirizzi di
studio, oggi 251, con 39 specializzazioni. Negli Itis sarà
potenziata la conoscenza delle lingue straniere, con diplomi
rilasciati da organismi internazionali, e dell'informatica.
L'obiettivo resta un più stretto collegamento al mondo del lavoro
e l'occasione per fare il punto su questo problema e' stato "Job
2000" dove il ministero della pubblica istruzione ha avuto un
suo stand dedicato all'istruzione tecnica e professionale e ha
presentato la "Guida ai tirocini e stage".
(22 novembre 2000)
Articolo
tratto da www.inclasse.it
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