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DA VENEZIA

 

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FAR FROM HEAVEN

 

Usa/Francia

2002

drammatico/romantico

regia : todd haynes

cast :
Cast: Julianne Moore, Dennis Quaid Produzione: Clear Blue Sky Productions, John Wells Productions, Section Eight Ltd., TF1 International.

 Trama:

E? la storia della classica famiglia americana, anni ’50. Ricchi , figli in salute,  padre un uomo d’affari, la moglie è una bella donna ed è molto popolare. Questa situazione di felicità e benessere crolla con un duro colpo di scena: la moglie trova il marito mentre bacia un altro uomo. La donna è disperata e non crede a cio’ che ha visto. Tra i due c’è prima un grande distacco, poi  lei cerca di farlo curare. Comunque la situazione degenera totalmente quando lui conosce un ragazzo molto più giovane, e lei comincia a frequentare il suo giardiniere facendo esplodere nel suo paese una lunga serie di pettegolezzi….

 

 


 

Dom Durakov - La casa dei matti

 

Russia-Francia

1h e 43’

drammatico

regia Andrei Konchalovsky


Trama:
Cecenia, 1996. In un ospedale psichiatrico sul confine con la Russia vive la fragile paziente Janna. Quando si scopre che l'intero personale ha abbandonato l'ospedale
a causa del conflitto tra Cecenia e Russia, scoppia il caos tra i pazienti che devono organizzarsi l'esistenza da soli, tra mille difficoltà: Ne capiteranno di tutti i colori. Ormai liberi, alcuni di loro decidono di andarsene, ma i rumori assordanti dei cannoni sbarrano loro la strada. Janna si rifugia suonando la sua fisarmonica e ascoltando Bryan Adams, il suo idolo, mentre un gruppo di soldati utilizza il manicomio come rifugio dagli attacchi russi……..

 


 

Velocità massima

 

Italia

1h e 52’

drammatico

regia Daniele Vicari

Fandango

Medusa

 

La storia di Claudio, un ragazzo di 17 anni con un sogno nel cassetto: lavorare in un’auto-officina e riparare le auto. Stefano un meccanico di Ostia con la passione delle auto da corsa, propone al padre di Claudio di mandare il figlio a lavorare da lui. Stefano si accorge del grande carisma che ha il ragazzo nel maneggiare i motori e decide di utilizzarlo per le sue gare clandestine che di solito si tengono all’obelisco vicino all’Eur. I due, tra modifiche di vecchie automobili e corse clandestine contro un rivale chiamato dagli amici “Fischio”, riescono a vincere le gare intascando ingenti somme di denaro, riuscendo così a risolvere tutti i problemi economici. Nel frattempo Claudio si innamora di  Giovanna, la ragazza di Stefano e trai due meccanici cominciano i litigi……

 


 

Ten minutes older: the cello

Regia: artisti vari

"The cello" è la seconda parte di un progetto realizzato da tre produttori che hanno investito ben cento milioni di dollari, coinvolgendo quindici autori famosi.I registi coinvolti in questo progetto sono: Bertolucci, Figgis, Menzel, Godard,ecc.. E’ una raccolta di cortometraggi molto particolari, tutti di una durata di circa dieci minuti dove è possibile  cogliere tutta la creativita’ di questi registi. In particolare voglio riportare il cortometraggio che mi ha colpito più di tutti:

 Histoire d'eaux. Regia: Bernardo Bertolucci

La storia e’ paragonabile a un piccolo racconto zen:

un immigrato clandestino indiano arriva in Italia scambiandola per la  Germania e promette di dissetare il maestro lasciato sotto un albero. Vaga per le campagne. aggiusta il motorino ad una ragazza , la sposa, i figli crescono, si compra una Panda e finisce subito nel fosso, vaga nella campagna e ritrova il suo maestro: "Sono stato ad aspettarti tutta la mattina", si lamenta il vecchio.

 


 

Pinocchio

Cast: Roberto Benigni, Nicoletta

Braschi, Carlo Giuffré, Peppe Barra,

Mino Bellei, Alessandro Bergonzoni,

Massimiliano Cavallari, Franco

Javarone, Bruno Arena, Luis Molteni,

Kim Rossi Stuart, Aroldo Tieri,

Corrado Pani

Anno: 2002

Nazione: Italia

Produzione: Melampo Cinematografica

Distribuzione: Elda Ferri e Gianluigi

Braschi per Medusa e Cecchi Gori

Regia: Roberto Benigni

Sceneggiatura: Vincenzo Cerami,

Roberto Benigni

Fotografia: Dante Spinotti

Musiche: Nicola Piovani

Scenografia: Danilo Donati

Costumi: Danilo Donati

Montaggio: Simona Paggi

 

Un tronco di legno impazzito semina il panico per le vie di una cittadina, colpendo carabinieri, rovesciando banchi di frutta. Poi il tronco arriva davanti alla casa di Geppetto, il vecchio falegname senza figli che amorevolmente lo scolpisce fino a farlo diventare un burattino, il più famoso di tutti, vestito di carta colorata e con lo zuccotto di pan bagnato. Con lo stesso amore e lo stesso entusiasmo Benigni ha plasmato il suo Pinocchio, un sogno che aveva in mente da vent’anni, e in lui ha investito l’enorme successo che “La vita à bella” gli ha dato. Roberto Benigni dedica un commovente, divertente, incantevole omaggio al Pinocchio di Carlo Collodi con questa trasposizione cinematografica davvero bella: una pellicola che ci fa rivivere le avventure del burattino più famoso del mondo in una favola per tutti che riscopre il valore dell'amicizia, la gioiosità della fanciullezza e la magia incontaminata dell'opera d'arte collodiana, caratterizzata dall'estro, dalla profondità e dall'umorismo del comico toscano. Stiamo parlando della grande vittoria personale di Benigni nel far rivivere le emozioni, le atmosfere e la morale di un capolavoro della letteratura mondiale in soli 102 minuti di proiezione sul grande schermo: memorabile la sua interpretazione del burattino, splendide le scenografie di Danilo Donati che evocano un mondo felliniano nella riproduzione del Paese dei Balocchi, gradevole e frizzante il commento musicale di Nicola Piovani, ottimi gli effetti speciali visivi e sonori, incantevole la fotografia e la suggestione visiva dei paesaggi, eccellenti i tratti animali umanizzati e i costumi dei personaggi, ritrovata perfettamente la caratterizzazione del lessico toscano.

Un grande film, si sa, è fatto dagli attori, ed è per questo motivo che Benigni si è circondato di attori teatrali di primo livello, dal commovente Carlo Giuffrè nei panni di Geppetto alla dolce Nicoletta Braschi nei panni della Fata Turchina, dagli esperti Peppe Barra, Mino Bellei e Franco Javarone a Kim Rossi Stuart, vera rivelazione del film, capace di offrire una forte e sentita interpretazione e di rivalutare il sentimento dell'amicizia tra Lucignolo e Pinocchio. Delude in piccola parte la caratterizzazione dei personaggi di Bruno Arena e Max Cavallari, forse troppo "Fichi d'India" e troppo poco "Il Gatto & la Volpe", ma solo in alcuni atteggiamenti e in alcuni adattamenti del linguaggio, anche loro hanno sicuramente giovato al successo dell'ambizioso progetto. Il nostro burattino di legno, durante le sue avventure, scoprirà le effimere tentazioni del quotidiano, la gioia e la tristezza, gli affetti e la sofferenza delle persone amate, il pentimento e la redenzione, i valori e la bellezza della vita, il tutto scandito dall'occhio visionario e geniale del "Pinocchietto" toscano. L'opera non manca di simpatiche auto-citazioni di Benigni, dalla camminata sulle spalliere delle sedie in stile "Notte degli Oscar" alla frase "La vita è bella", e scorre via attenendosi fedelmente al testo di Collodi fino al finale, ideato dal regista, a conclusione di un film affascinante, fiabesco, da non perdere. Dedicato a tutti i piccini e a tutti i grandi che sanno ancora commuoversi e divertirsi davanti ad una bella favola.

 

Roberto Reale E Pasqualini Fabio 2ALST

 

 

 


Pinocchio

 

Titolo:Pinocchio

Nazione:Italia

Anno:2002

Genere:commedia

Durata:110’

Regia:Roberto Benigni

Cast:Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Carlo Giuffré, Kim Rossi Stuart, Peppe Barra, Lando Buzzana, I Fichi d’India,.

Produzione:Gianluigi Braschi, Elda Ferri

Distribuzione:Medusa

Musiche:Piovani

Sceneggiatura:Gino Landi

 

TRAMA:

Pinocchio, burattino costruito da Geppetto, è molto vivace e ne combina di tutti i colori.

Va anche in galera e si lascia trasportare facilmente dalle persone che lo circondano.

Anche con l’aiuto della fata turchina però, riesce a lasciare la veste di burattino e a diventare un ragazzo bravo e studioso.

 

INTERPRETAZIONE:

Benigni si è immedesimato bene nel personaggio.

In alcune scene ci ha fatto capire che sono tante le gioie della vita.

Anche se in altri film da lui interpretati la trama è ben diversa da quella di Pinocchio salta sempre all’occhio la straordinaria bravura di Benigni che riesce a sdrammatizzare le situazioni più tragiche.

Dedicato a Fellini, nel film si trovano scene costruite nel puro stile feliniano come per esempio il paese dei Balocchi.

 

RECENSIONE:

Il film più costoso della storia del cinema italiano, 45 milioni di dollari e si nota!

Questa è la definizione che più salta agli occhi del film di Benigni.

Bellissime sono le interpretazioni di tutti gli attori per non parlare delle sceneggiature…

La più bella sicuramente quella del paese dei Balocchi totalmente ispirata alle idee feliniane.

Le musiche di Piovani erano molto coinvolgenti.

Naturalmente in 110’ non si potevano raccontare tutti i particolari del libro di Collodi e quindi Benigni, ha colto i punti più salienti, che colpivano di più e quelli dove c’erano sentimenti puri come l’amicizia.

La fotografia, i personaggi, le loro caratterizzazioni, l’evoluzione delle vicende, le musiche e soprattutto quel genio di Benigni…tutto era perfetto.

Chi, meglio di lui poteva interpretare Pinocchio?

Troviamo molta poesia in questo Pinocchio e a qualcuno potrebbe scappare anche qualche lacrima.

La cosa importante da capire è che nella vita non bisogna soltanto essere buoni ma il problema della vita è quello di lasciarsi amare.

È un film che coinvolge tutti, grandi e piccini!

Oltre alla sceneggiatura e agli effetti speciali è molto curato anche il lessico, quel lessico con accento toscano che da quel qualcosa in più ad un film già perfetto!

La frase più bella è secondo me:< ANIMA GRANDE>.

Credo che l’amicizia tra Pinocchio e Lucignolo sia qualcosa di veramente speciale, che fa commuovere e questo già dimostrato in <Jonny Stecchino> e <La Vita è Bella> viene riconfermato in Pinocchio, e credo che la sua particolarità sia quella di saper entrare nel personaggio e restarci, perché questo è l’unico modo per girare scene di felicità unite a scene di grande tristezza.

Alla fine del racconto si vede che quel burattino diventa bambino…sarà veramente così?

Per me, è impossibile perché rimane il cuore di un burattino un po’ burlone ma che ha conquistato tutti.

Ramona Bianchi 2ALST


Pinocchio

Durata: 110 minuti circa
Il film nella parte organizzativa

 Regia: Roberto Benigni
 Produttore: Nicoletta Braschi
 Sceneggiatura: Roberto Benigni V. Cerami
 Musiche: Piovani

Interpretazioni dei personaggi, attori

 Grillo parlante: Beppe Barra
 Gatto e la volpe: Fichi d’india
 Geppetto: Carlo Giuffré
 Lucignolo: Kim Ross Stewart
 Pinocchio: Roberto Benigni
 Fata Turchina: Nicoletta Braschi
 Domatore di asini del circo: Alessandro Bergonzoni

Breve Trama

Un ciocco di legno di pino cade da un carrettino e mette a soqquadro il paese, arriva, infine, davanti la porta della casa di Geppetto che lo lavora con molta cura ed amore; man mano il ciocco prende vita, è un burattino di legno: è Pinocchio. Incosciente del mondo viene portato, suo malgrado, in galera, dove conoscerà il suo migliore amico: un’anima grande cioè Lucignolo. Trascinato da questi e dal gatto e la volpe si ritrova in vari pasticci, viene imbrogliato dalla coppia della malavita ed illuso più volte. In molte occasioni promette alla Fata Turchina di diventare un burattino buono, ma invano; diventerà, poi, un ragazzo vero e modello, quando, con astuzia, riuscirà a salvare dal pescecane il padre Geppetto, il quale aveva girato mari e monti nel tentativo di ritrovare il suo figliuolo. Poi, per sfamare il Babbo, Pinocchio lavora in una fattoria con grande fatica, senso di responsabilità ed amore. Infine andrà a scuola, ma una parte di sé rimarrà sempre un burattino, si divertirà come ha sempre fatto.

 

Il film in generale

Benigni è stato molto fedele alla favola di Collodi ed è riuscito alla grande a suscitare nel pubblico le sensazioni ed i sentimenti che la favola contiene. E’ riuscito ad esprimere: amore, gioia, felicità, allegria, tentazione, ingenuità, tristezza e voglia di vivere. “Pinocchio” è un film del genere fantasy e, proprio per far risaltare le sue caratteristiche, Benigni, attraverso la macchina da presa, mostra tutta la realtà dell’immaginazione degli eventi. Nella scena della festa, nel Paese dei Balocchi, si è potuto apprezzare il sottofondo musicale che riprende lo stile di Fellini, con la musica ritmata in modo caratteristico, propria delle opere del famoso regista.

In questo film, come ne “La vita è bella” il tema principale da trasmettere al pubblico è l’amore: l’amore verso la Fata, figura guida, interpretata dolcemente da Nicoletta Braschi, che muore di dolore e poi rivive per proteggere Pinocchio per sempre; l’amore del grillo parlante, interpretato magnificamente da Beppe Barra che ha a cuore l’avvenire di Pinocchio e lo mette in guardia nei confronti dei pericoli; l’amore di Geppetto che vaga alla disperata ricerca del suo “burattino”; l’amore di Pinocchio che si sacrifica a lavorare per mantenere in salute il suo babbo, ed ancora l’amore di Pinocchio verso il suo amico Lucignolo, quando lo riconosce nell’asino che sta morendo, e leccano insieme il loro lecca-lecca preferito, quello al mandarino, e la disperazione del nostro protagonista negli ultimi istanti di vita della sua anima grande, anche se costui gli aveva procurato problemi e tentazioni, e, non per ultimo, l’amore di Pinocchio verso la vita, considerata il dono più prezioso, manifestato dall’inizio fino alla fine del film con il volo della farfalla nelle immense vallate toscane.

Il film è stato entusiasmante per la sua attualità; mi sono piaciute in particolar modo le panoramiche sulle valli toscane, le scenografie che riproducono gli ambienti e soprattutto il Paese dei Balocchi, piacevole la colonna sonora principale dal titolo “Quando il Sole spunta fa cri cri”, che accompagna tutto il film per poi essere cantata nello scorrere dei titoli di coda.

Di certo, da parte di Benigni, tenendo conto dei suoi show televisivi, qualcuno si aspettava un’impronta negativa, una nota critica verso il mondo d’oggi, forse è stata proprio la fedeltà alla favola di Collodi che ci ha stupito. “Pinocchio” è dedicato al defunto Federico Fellini del quale Benigni è un grande ammiratore. Nel giorno in cui il nostro amico Roberto ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Collodi si è presentato con la classica sciarpa rossa, tipica dell’abbigliamento felliniano, sicuramente per rendere omaggio al grande regista scomparso.

Inoltre, notizia delle ultime ore, il film “Pinocchio” è candidato all’Oscar di Hollywood ed uscirà in America a Natale. L’amico di tutti noi, Roberto Benigni commenta dicendo che è come candidare al Nobel “Gianburrasca”.

Marco Roberti 2ALST


 

PINOCCHIO

 

Sappiamo già tutti chi è Benigni, uno dei migliori attori e registi italiani, capace di calarsi in ogni ruolo; ebbene credevamo di conoscerlo, sì credevamo, perché non sapevamo che un uomo così, per quanto simpatico, intelligente o astuto potesse essere, potesse così, da un giorno all’altro cambiare la sua forma e diventare bambino, farci cambiare con la semplice visione di un film la forma, i colori e la percezione di un mondo pieno di orrori ma che racchiude dentro di sé tante cose belle.

Una di queste, secondo me, è proprio il film “Pinocchio”, diretto proprio da Benigni che, interpretando il ruolo del burattino è anche il protagonista, con musiche e scenografie rispettivamente di Piovani e Danilo Donati, che vede come attori principali N. Braschi, che ne è anche la produttrice, Peppe Barra, attore napoletano di teatro che si cala a perfezione nel ruolo del grillo parlante, gli irriconoscibili (per la “allegra-serietà” del loro ruolo) Fichi d’India, Kim Rossi Stuart che è un lucignolo perfetto, coinvolgente e Geppetto, interpretato da Giuffrè e da un Bergonzoni che si immedesima nel domatore.

In questa ora e quaranta minuti  si mostra la storia del libro di Collodi, raccontata quasi alla lettera. Il film narra di un pezzo di legno(Pinocchio), che viene raccolto dal falegname Geppetto che ne farà un burattino; questi è molto svogliato e capirà, dopo tantissime peripezie , che, per avverare il suo sogno, quello di diventare bambino, dovrà imparare a lavorare i, dopo tanta fatica, il suo desiderio si realizzerà ma, mentre scompare il legno, non scompare la voglia di divertirsi.

Ebbene se una persona va a vedere questo film, di certo capirà l’amore con cui è stato prodotto; la recitazione dei vari attori è stata ottima calcolando il ruolo difficile di tutti i personaggi, grazie ad un Benigni camaleontico che riesce sempre a stupire, i suoi movimenti sembrano quelli di un burattino, e ad una dolcissima Nicoletta Braschi, capita però che alcuni attori pecchino, talvolta, di in naturalità ma che, visto il ruolo unico ed inedito, tralasciamo visto che si sono immedesimati molto bene nella loro parete e visto che sono stati scelti nel modo migliore possibile. Anche scene e musiche sono state appropriate ad ogni momento, triste o allegro, sembra quasi di leggere o addirittura di sognare il libro.

Questo film ci aiuta, secondo me, a guardare la parte bella della vita, facendoci riscoprire tutti un po’ Pinocchio e lo valutiamo quindi con un bel 10, visto che gli attori, al contrario di molti latri film, si sono divertiti e lo hanno fatto con i loro sentimenti più belli; il film ripropone il vero motivo per cui è stato scritto il libro, Il film presenta anche tracce felliniane (è dedicato infatti al celebre regista), vedi il paese dei balocchi che mostra i particolari tipici di un mondo fantastico che ci scuote, ci resta impresso per la grandiosità di costumi, musiche e dei mille divertimenti di un mondo ormai scomparso o meglio assopito.

I fichi d’India sembrano, per esempio, i più adatti a ricoprire il ruolo del gatto e la volpe che ingannano l’ingenuo Pinocchio e, secondo me, questa è una parte divertente sì, per la comicità dei personaggi, ma anche drammatica, se la prendiamo sotto il profilo simbolico; rappresentano, infatti, quegli individui che pur sembrando simpatici, gentili e disponibili, sono invece dei malintenzionati.

Comunque è ovvio che chi vede questo film non possa aspettarsi un film holliwoodiano, deve invece recarsi al cinema con le aspettative di vedere”PINOCCHIO”, un capolavoro che rappresenta il nostro paese,dedicato non solo ai bambini italiani, ma a tutti i piccoli Pinocchio di tutto il mondo, un capolavoro nostrano che, nonostante tutto, resterà così com’è, indenne nel tempo. 

 

 

 

Frattolillo Riccardo 2ALST

 


Altri film

 

Tutto su mia madre

 

Titolo originale: Todo sobre mi madre

Produzione: Spagna 1999

Regia. Pedro Almadovar

Vivace, ironico, intelligente, commovente, il film di Almadovar, tra dramma e melò riesce a sintetizzare tutti gli stati d’animo, al femminile, che hanno caratterizzato i suoi film.

I personaggi che si susseguono (tutte donne, gli uomini sono fantasmi o ricordi) sono pieni di carica emotiva ed ognuna racchiude una tragedia carica di dolore e di fatica nel viverla.

Il film narra la storia di Manuela ( Cecilia Roth ) che va alla ricerca di un ex-amico, che non vede da diciotto anni, per condividere con lui un dolore. Il dolore che l’accompagna è quello più estremo e distruttivo, quello della morte del figlio Esteban, diciottenne aspirante scrittore, investito davanti al teatro dove si rappresentava “Un tram che si chiama desiderio”. Ricorrono spesso le immagine di questa commedia, nel film, e sembra che tutte le protagoniste ne ripercorrano il dolore.

La dolorosa ricerca di Manuela non sarà facile anche perché il padre di suo figlio ha cambiato letteralmente identità, è un travestito che si fa chiamare Lola, e la “metamorfosi“ è un altro leit-motiv del film. Nella ricerca del fantasma di Lola, a Barcellona, Manuela troverà molto di più di quel che stava cercando, e finirà per concretizzare una frase celebre pronunciata in “ Un tram che si chiama desiderio  "mi sono sempre fidata degli sconosciuti" e saranno infatti una serie di sconosciute, dalla dolce suor Rosa, al travestito Agadro, all’attrice Huma, che attraverso la complicità femminile e la condivisione d’affetti renderanno possibile la rinascita di Manuela.

Ernesta Cicini


Ricomincia da oggi

 

Regia: Bertrand Tavernier

Produzione:francese

Il film narra la storia di un insegnante di una scuola materna comunale. La storia si svolge in un piccolo paese del nord della Francia con grandissimi problemi di disoccupazione, dopo la chiusura delle miniere. Daniel si rende conto subito che i  bambini hanno bisogno di qualcosa in più che imparare a scrivere e a leggere, quei bambini che arrivano in classe hanno bisogno di cibo, di vestiti e la maggior  di loro vive in condizioni pietose. Daniel inizia una lotta contro la burocrazia, che ostacola l'elargizione del sussidio alle famiglie dei disoccupati e quindi, il diritto a un buono pasto e ad una vita dignitosa. Daniel fa questo in nome del diritto alla speranza per i bambini della scuola. La vita può e deve ricominciare da oggi, “ dai nostri padri abbiamo ereditato un mucchio di pietre e il coraggio di sollevarle”.

Un film appassionato, girato in presa diretta e attualissimo. Tavernier non cerca solamente di commuovere, sarebbe troppo banale. Se vengono le lacrime agli occhi, sono lacrime di desolazione, di rabbia e di impotenza.

Ernesta Cicini

 

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