Teatro e altri spettacoli recensiti per voi

 

 


 

Un interessate pomeriggio letterario

 


Giovedì 28 settembre 2006 nell’atmosfera medievale della cittadina di Genazzano, lo scrittore Aldo Onorati, critico dantesco, nonchè membro della società “Dante Alighieri”, ha declamato il terzo canto dell’Inferno di Dante per una piccola folla d’intenditori tra cui c’erano anche otto allievi della IV A del Liceo Scientifico Tecnologico con la loro insegnante di lettere.
Dopo un’istrionica lettura del canto, preceduta dalle note del liuto del maestro Simone Vallerotonda, Onorati lo ha commentato soffermandosi in particolare sulla questione dell’individuazione di colui “che fece per viltade il gran rifiuto”. Fin dai primi commentatori della Divina Commedia sono state formulate diverse ipotesi circa il personaggio cui Dante si riferiva, quella più accreditata fa riferimento a Celestino V (“a scuola”, ha detto Onorati, “non ci hanno lasciato dubbi a proposito”). Lo scrittore, invece, ha rifiutato quest’interpretazione a favore dell’identificazione di Ponzio Pilato, ma con quali argomentazioni? Prima di tutto l’impossibilità di attribuire a Dante la meschinità di una condanna di Celestino V perché avrebbe permesso con l’abdicazione l’elezione del suo nemico Bonifacio VIII, ma soprattutto per la propensione di Dante verso il misticismo che non poteva non fargli ammirare la spiritualità profonda di Celestino che lasciò il pontificato per tornare all’eremitaggio.
Nonostante le sue argomentazioni, però, qualche dubbio serpeggia ancora tra noi: il contesto del terzo canto tutto volto alla condanna degli “astensionisti”, la ferita ancora recente da parte di chi come Dante aveva voluto operare al di sopra delle parti per la giustizia ma era colpito dagli intrighi di Bonifacio VIII, potrebbe anche far perdonare la “meschinità” di un attacco di riflesso al povero Celestino V.
In conclusione uno scenario fantastico ed un gran capolavoro interpretato con intensità hanno fatto vivere a noi studenti un pomeriggio particolare tra arte e letteratura.


Un gruppo di alunni del IV A del Liceo Scientifico Tecnologico

 


 

Teatro: un “Don Giovanni” tutto da ridere

 


L’ 11 Febbraio 2006, alcune classi del Cannizzaro sono state accompagnate a Roma per assistere allo spettacolo diretto e interpretato da Lando Buzzanca, “Don Giovanni”.
La versione di Fausto Costantini punta molto a dare l’immagine di seduttore e ipocrita al protagonista, mettendo in ombra il lato ateo della versione originale, ma questa nuova esposizione convoglia l’attenzione del pubblico su un Don Giovanni di sicuro fascino, giocato tutto sulla fisicità e su una recitazione di grande comunicativa, ben affiancato da Cristina Lionello, uno Sganarello travestito, vivace e piacevole.
La trama si concentra sulle vicende amorose di Don Giovanni che seduce varie ragazze contemporaneamente, aiutato dal suo fedele Sganarello, che dopo molte vicende intrecciate fra loro, si scopre una ragazza profondamente innamorata del suo “padrone”.
Il finale drammatico è stato bilanciato dalla romantica rivelazione con il quale Sganarello si dichiara a Don Giovanni.
Alla rappresentazione erano presenti molte altre scuole, che non trattenevano applausi e risate, dovute ad un interpretazione comica e coinvolgente, lasciando negli spettatori un senso di allegria e piacere.

 

R.G. IV A LST
 


 

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