IL GALATA MORENTE

 

di Riccardo Frattolillo

IV^ A,  Liceo Scientifico Tecnologico


Galata morente (particolare)


Quando la si osserva, questa meravigliosa scultura, imprime, a mio parere, l’agghiacciante senso della fine che incombe sul corpo del guerriero galata inerme, oramai trapassato nel costato dall’avversario e destinato a morire.
Secondo i popoli celti, per non vedere il proprio nome scomparire nel vento, occorreva che il proprio venisse ricordato nel tempo oralmente, al fine di esorcizzare la vera e propria fine, la più agghiacciante e oscura esistente: l’essere dimenticati. Nonostante siano passati molti secoli da quanto i celti dominavano nelle foreste del nord Europa, specialmente in questo secolo, la paura di finire nel dimenticatoio e, proprio in questi ultimi anni di restare nell’anonimato, ha sempre accompagnato l’uomo, e anche molti noti artisti sono stati soggetti a questo antico e profondo terrore.
Tra i molti, spicca la figura cult della fine degli anni sessanta di Jim Morrison, musicista (cantante dei Doors) e poeta che fece del suo successo una travolgente e brevissima ondata di irrazionale vena creativa, ed il cui nome è ancora un’icona del rock e della musica internazionale. Questi non viene ricordato solo per la sua breve e tormentata vita, ma anche per alcune canzoni da lui scritte per la sua band, tra le quali un vero e proprio capolavoro, “The End”. Questa canzone, il cui titolo letteralmente significa “la fine”, tratta lo stesso tema del Galata Morente ma in maniera diversa: nel brano il cantante invoca l’arrivo questa fine, per lui bellissima ed unica amica, come l’arrivo di un autobus blu al quale autista sembra chiedere “dove verrai a prenderci?”. Lui non sapeva dove e quando sarebbe arrivata questa fine, da lui rincorsa e temuta allo stesso tempo, ma ne conosce solo l’oscuro fascino e invita chi lo ascolta a seguirlo su quell’autobus che ci porterà alla “fine delle risate e delle leggere bugie, la fine delle notti in cui abbiamo provato a morire”. Anche il Galata, ormai vinto ed accasciato sullo scudo, non sapeva quando la fine l’avrebbe colto, ma sapeva che non poteva sfuggirvi, ed in tutti i modi non voleva subire quella che per un guerriero sarebbe stata la peggiore sconfitta, l’umiliazione, alla quale sono già andati incontro i suoi compagni (vi erano anche altre statue come il Galata Suicida), ma ormai si avvicina inesorabile e, nonostante l’enorme sforzo muscolare fatto per non inchinarsi, prostrarsi alla bellissima amica di cui parlava Jim Morrison, sa che è arrivata la fine della sua vita fatta di guerre, di una vita vissuta per toglierla ad altri, ed il cui culmine è la sconfitta.

 

Galata suicida (Roma, Palazzo Altemps)


Lui non vuole a mio parere scampare alla morte, ma a quella sconfitta di cui sopra ho parlato, che accompagnerà il suo nome per sempre come un’orrida ed indelebile macchia o che, peggio ancora, farà sì che il suo nome non sia che un sussurro nell’aria e niente più.
La cruciale differenza tra le due opere sta nell’epoca in cui furono realizzate, basti pensare che Jim Morrison visse in anni in cui la follia dell’uomo veniva costantemente messa in luce e spesso veniva inneggiata e ricercata; per lui la morte è un’altra esperienza, l’ultima, che porrà fine a tutte le altre che hanno segnato la sua vita ma restano così invisibili di fronte alla fine, ciò a cui noi mortali sfuggiamo sempre e a cui sempre più ci avviciniamo con il lento trascorrere dei giorni, che possono sembrare tutti uguali e rappresentare una fine che, anche se non è ancora arrivata l’ora, ci segna l’esistenza. Invece nel Galata Morente la fine è ciò a cui ci si allontana con il compimento di gesta eroiche, la morte invece è ciò che pone fine al compimento di queste imprese in questa terra, ma che darà vita ad altre nel mondo che più rispecchia il vero e articolato immaginario dell’uomo, la memoria e il sogno; il sogno costituiva buona parte dell’ideologia di vita Morrisoniana, ma la morte e la fine, a differenza del Galata, coincidevano in un’unica grande strada a senso unico.

 

Galata morente (Copia romana. Roma, Musei Capitolini)


Ma chi è dei due quello che più si avvicina a questa società moderna, Jim Morrison che ne vuole evadere e vuole solo aspettare quell’autobus che lo porterà al più arcano e lontano dei suoi sogni, o il Galata che non vuole rinunciare a vivere, a poter esser ricordato e conosciuto come un uomo dalla straordinaria esistenza? Ma se noi uomini comuni di questo nuovo secolo vogliamo la notorietà, perché ci arrendiamo a quel destino al quale il guerriero galata vuole a tutti costi sfuggire? Perché non cerchiamo di sfuggire la nostra squallide posizione di servi dell’opprimente mondo in cui viviamo e non combattiamo come fece il galata?

Galata morente


Forse come lui finiremo sconfitti e temiamo che un nemico troppo più forte di noi ci schiacci, forse temiamo quell’umiliazione che è data dal non veder realizzato ciò in cui crediamo e che desideriamo, ma non abbiamo neanche la forza di prendere quell’autobus perché abbiamo paura che arrivi subito o, ancora peggio, alla sprovvista. La fine ci spaventa ma qual è la fine che temiamo, della nostra vita (come disse Gadamer ”nasciamo per morire”) o dei nostri sogni? Ma se abbiamo questi sogni, perché non tentiamo di realizzarli? Ciò che temiamo veramente è che il nostro nome venga ricordato come coloro che sono stati ignominiosamente sconfitti, ma forse la sconfitta sta nel salire su quell’autobus e non nel sorreggersi con le forze che ci restano ancora per poter dire di non esserci arresi.
Ormai del galata non è rimasta che una statua, e tutto quel mondo fatto di magia e coraggio è solo oggetto di libri di fantasia, ma di quella canzone ci sono rimaste le tristi note che ci dicono che la nostra unica, bellissima e forse ultima amica è la fine, e potrebbe essere così dolce l’accoglierla nell’amarezza di questo mondo, in cui tutti i bambini sono insani, come in una landa romana di dolore in cui ci perdiamo, che probabilmente sente veramente la mancanza del guerriero galata.

 

 

 

The end

Doors, Jim Morrison


(dal film Apocalypse Now)

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I'll never look into your eyes...again

Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need...of some...stranger's hand
In a...desperate land

Lost in a Roman...wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain, yeah

There's danger on the edge of town
Ride the King's highway, baby
Weird scenes inside the gold mine
Ride the highway west, baby

Ride the snake, ride the snake
To the lake, the ancient lake, baby
The snake is long, seven miles
Ride the snake...he's old, and his skin is cold

The west is the best
The west is the best
Get here, and we'll do the rest

The blue bus is callin' us
The blue bus is callin' us
Driver, where you taken' us

The killer awoke before dawn, he put his boots on
He took a face from the ancient gallery
And he walked on down the hall
He went into the room where his sister lived, and...then he
Paid a visit to his brother, and then he
He walked on down the hall, and
And he came to a door...and he looked inside
Father, yes son, I want to kill you
Mother...I want to...fuck you

C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
And meet me at the back of the blue bus
Doin' a blue rock
On a blue bus
Doin' a blue rock
C'mon, yeah

Kill, kill, kill, kill, kill, kill

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die

This is the end

 


Traduzione tratta da www.dartagnan.ch:

 

La fine

Doors, Jim Morrison

Questa è la fine
magnifico amico
Questa è la fine
mio unico amico, la fine
dei nostri piani elaborati, la fine
di ogni cosa stabilita, la fine
né salvezza o sorpresa, la fine
non guarderò nei tuoi occhi... mai più
puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una... mano straniera
in un... paese disperato
perso in una romana... regione di dolore
E tutti i bambini sono alienati
tutti i bambini sono alienati
aspettando la pioggia estiva
C'è pericolo alla periferia della città
cavalca la King Highway, baby
strane scene all'interno della miniera d'oro
cavalca l'autostrada ovest, baby
cavalca il serpente, cavalca il serpente
fino al lago, l'antico lago, baby
Il serpente è lungo, sette miglia
cavalca il serpente... è vecchio e la sua pelle è fredda
l'ovest è il meglio, l'ovest è il meglio
Vieni qui e ci occuperemo del resto
l'autobus blu ci chiama
Autista, dove ci porti
L'assassino si svegliò prima dell'alba, s'infilò gli stivali
Prese una maschera dall'antica galleria
e s'incamminò verso l'atrio
andò nella stanza dove viveva sua sorella e... poi lui
fece una visita a suo fratello, e poi lui
s'incamminò verso l'atrio
arrivò a una porta... e guardò dentro
padre, sì figlio, voglio ucciderti
madre... ti voglio... fottere
Vieni, baby, rischia con noi
e incontrami sul fondo del bus triste
faccio un rock triste, su un bus blu
uccidi, uccidi, uccidi,
Questa è la fine
magnifico amico
questa è la fine
mio unico amico, la fine
mi fa male liberarti
ma tu non mi seguirai mai
la fine delle risate e delle dolci bugie
la fine delle notti in cui tentammo di morire
Questa è la fine
 

 

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