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Questo è quanto abbiamo ricavato dai vostri
questionari: La storia è generalmente intesa come moria (ricordo) delle vicende umane.
Di questa memoria sembrano far parte solo gli eventi significativi (degni di
essere ricordati), ovvero tutti quelli che possono delineare un percorso
sempre più complesso (nel senso di articolato), del divenire dell'uomo e della suarealtà (in questo caso si può parlare di progresso anche se molto in generale,ancora!).
E' evidente, quindi, che il concetto di storia è strettamente legato all'uomo:non esisterebbe una storia senza l'uomo e non avrebbe senso dire che l'uomo
può"sfuggire" ad essa (l'uomo compie delle azioni, le azioni determinano
la storia, l'uomo è storia….in un certo senso!). Marc Bloch definisce la storia "scienza degli uomini nel tempo" (in "Apologia
della storia"). In effetti la storia può essere considerata come una
"scienza" in quanto la narrazione dei ricordi (delle azioni e degli eventi, quindi) è
sistematica basata cioè su un'ordinata concatenazione logica e razionale
in rapporto di causa-effetto.
Ma, possiamo affermare senza contraddizione che la storia è soltanto
narrazione degli eventi significativi? Senza un narratore, la storia esisterebbe ancora?
A questo punto è necessario riflettere sulla differenza tra Storia e
storiografia. Quest'ultima è il ricordo della Storia. Prendendo in
considerazione questa "definizione" stiamo implicitamente affermando che la
Storia è qualcosa di indipendente dalla narrazione! E allora abbiamo
risposto alle domande precedenti. La Storia con la esse maiuscola, non è
una narrazione; scegliere determinati eventi ed "etichettarli" come significativi e degni,
vuol dire interpretarli (in questo senso è bene notare la differenza tra
la narrazione storiografica e la cronaca: la "storia della storiografia" non è
una cronaca!). la Storia è indipendente dal racconto che ne viene fatto,altrimenti, cosa interpreta chi interpreta? Un evento storico può essere
significativo solo per la storiografia. Un'osservazione: le interpretazioni sono fatte dagli
storici e in un certo senso sono dei "giudizi" che dipendono dal punto di
vista da cui li si guarda.
E' da sottolineare in oltre l'imparzialità delle fonti che gli storici
utilizzano per ricostruire i fatti: facciamo un utile esempio che ci ha proposto un professore di letteratura:
(leggi la risposta al questionario)
" […] Immaginate un incidente stradale. Potete ricostruirlo guardando i
rottami che se ne sono prodotti, ma con molta difficoltà. […] Adesso, immaginate
di avere sul tavolo un pezzetto di vetro del fanalino posteriore sinistro di una
delle automobili coinvolta nell'incidente e di voler provare a ricostruire
tutto quel che è accaduto soltanto con quel pezzetto di vetro lì. Gli
storici lavorano così. […]" (prof. A. Boezi).
Per finire, quindi: cos'è la Storia raccontata dalla storiografia se non
una sorta di "ermeneutica" della realtà? Cosa se non uno degli strumenti che
la civiltà occidentale si è data per raccontare se a se stessa? Come
definiamo allora la Storia?
Tanto per cominciare, di certo non è un'entità sostanziale esistente
fuori dalla nostra mente! Mah…per ora non abbiamo ancora gli strumenti e le
conoscenze per azzardare una possibile definizione!
Sappiamo solo che esiste una Storia indipendente dalla narrazione ma strettamente legata all'uomo, meglio: al singolo uomo perché
una collettività è"la somma" di tanti singoli che mantengono la loro identità e che sono
tante Storie diverse.
Il singolo uomo, l'uomo qualunque, partecipa non da spettatore anche quando
pensa di non avere alcun peso e agisce sul fluire della Storia (anche il non
schierarsi fa la Storia) inconsapevolmente in quanto il fluire Storico del
singolo si intreccia con le grandi trasformazioni della società, con il
cammino di tutta l'umanità. Ci sono poi individui capaci di interpretare e leggere la realtà che
possono esercitare un ruolo maggiore nel fluire degli eventi mossi da valori,
sentimenti, fattori sociali, politici, ambientali…e questo dipende da come la
natura e la cultura hanno modellato tali individui.
Ecco quindi che la Storia collettiva è legata a quella del singolo! Solo
in apparenza ogni evento ha importanza relativa in quanto tutti i fatti (ma
proprio tutti) sono significativi nel momento in cui si interagisce con l'esterno in quanto indirizzano il flusso della realtà.
Parlando di interazioni, è interessante chiedersi se il fluire della Storia è
legato anche a qualsiasi evento naturale. In generale si dice che un evento naturale è legato alla Storia solo quando
in qualche modo l'evento si intreccia con il fluire delle azioni umane, quando
cioè condiziona le decisioni (e il percorso) dell'uomo. In tal senso,
non tutti gli eventi naturali sono legati alla storia.
Una riflessione: guardiamo il "problema" da un altro punto di vista. L'uomo da
senso alle cose nel momento in cui cerca di interpretarle (quando fa storiografia) pensandole come diverse da se. Un alluvione, una valanga
un'eruzione, un terremoto sono considerati dall'uomo come "entità negative"che
tentano di distruggerlo e non possano non essere importanti nel fluire delle
sue vicende. L'uomo tende a piegare la natura, possiamo affermare; ma, l'uomo
stesso non è natura? Nonostante personifichi semplici processi chimici, non è
semplicemente egli stesso un prodotto di questi? Il fluire della storia è legato allora a qualsiasi evento naturale?
Anche questa risposta è relativa: lo decide l'uomo quando narra.
Valentina e Sara ringraziano. |