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Le risposte di Lavinio Ricciardi

 

Carissime Sara e Valentina,

 

sono un collega del Prof. De Leo, e rispondo con piacere alla vostra richiesta. Vi faccio presente che sto diffondendo il vostro questionario prima di tutto nella classe dove insegno (uguale alla vostra) e poi nelle altre realtà della nostra scuola (ITIS Galilei di Roma).

Non sono un amante della storia, per i seguenti motivi:

imparzialità delle fonti

nessun popolo trae giovamento dal suo insegnamento

... antipatia personale...

  ma quello che ho detto vale per molte altre cose della vita, quindi non conta. Quanto ho detto potrebbe rispondere alla domanda n° 1; comunque, aggiungo come risposta il fatto che per me la Storia (con la S maiuscola) dovrebbe essere l'insieme dei fatti di un certo tempo, caratteristici dei vari paesi del pianeta, e degni di essere ricordati. Mi accorgo da me di essere - forse - riduttivo in questa definizione, ma è la mia sensazione nei confronti della storia.

  2) Un evento può essere definito storico se è degno di essere ricordato, e la sua memoria può essere - o essere stata -  di aiuto alle generazioni che seguono (nel tempo) per risolvere problemi del loro tempo.

  3) Penso che il fluire della storia sia determinato soprattutto da eventi umani; gli altri eventi naturali lo possono in parte - ma solo in parte - condizionare

  4) Il singolo "uomo" (ovviamente nel senso di persona) "fa storia" se le azioni che compie modificano, o sono capaci di influenzare considerevolmente e radicalmente,  la vita e le abitudini degli altri uomini. E' chiaro che la cosa - se relativa a più popoli - può applicarsi all'intera umanità. Molte invenzioni (come la luce elettrica, il telefono, la radio, la televisione... ) sono prodotti di singoli uomini, ma, per la loro portata, sono diventate eventi storici.

  5) Non capisco cosa si intenda per sfuggire. Siicuramente, se si identifica la storia come una tendenza, o l'instaurarsi di tendenze, molti uomini orienteranno il corso della loro vita su basi che dalla storia traggono il

loro indirizzo. Ma ciascun uomo può - se vuole, e a rischio di rendersi poco simpatico a quelli del suo tempo - "sfuggire alla storia opponendosi alle trasformazioni che essa comporta. L'esperienza dei totalitarismi (fascismo, comunismo) intesi come regimi politici insegna molto, su questo punto. Molti antifascisti e anticomunisti sono sfuggiti alle loro storie, scappando dai propri paesi e vivendo in altro modo. Il tempo ha sempre dato ragione a costoro.

6) Non credo.

  7) No, non mi pare.Sicuramente questo vale in generale. Ma esistono persone che sono emerse dai loro tempi, e sono diventate eventi storici per il semplice fatto che hanno voluto farlo. Questi - in qualche testo che li voleva osannare - hanno fatto storia; per coloro che la pensavano diversamente, invece, questi uomini sono stati contro la storia, pur essendone prodotti.  Per cui, penso chele contraddizioni sull'argomento esistano, eccome.

  8) Non sempre, e non in tutti i settori. Ad esempio, in politica, la storia non è riuscita a produrre regimi che migliorino di molto la qualità della vita degli uomini. Il progresso è avvenuto in aclune scienze, nelle arti, e in altre attività; ma in molti casi l'umanità ha segnato una stasi, se non un regresso.

  Vi posso garantire di aver risposto a tutte le domande per quello che sono le mie convinzioni. E vi prego di considerare queste risposte come assolutamente personali e soggettive.

  Spero di poter inviare - o contribuire ad inviarvi - le altre risposte, sia di vostri coetanei, sia di insegnanti di storia.

Auguri, da un insegnante di Informatica e Sistemi, della V.a T dell'ITIS Galilei di Roma.

  Lavinio  Ricciardi

 

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