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Carissime
Sara e Valentina,
sono
un collega del Prof. De Leo, e rispondo con piacere alla
vostra richiesta. Vi
faccio presente che sto diffondendo il vostro
questionario prima
di tutto nella classe dove insegno (uguale alla vostra)
e
poi nelle altre
realtà della nostra scuola (ITIS Galilei di Roma).
Non
sono un amante della storia, per i seguenti motivi:
imparzialità
delle fonti
nessun
popolo trae giovamento dal suo insegnamento
...
antipatia personale...
ma quello che ho
detto vale per molte altre cose della vita, quindi non
conta. Quanto ho
detto potrebbe rispondere alla domanda n° 1; comunque,
aggiungo come
risposta il fatto che per me la Storia (con la S maiuscola)
dovrebbe essere
l'insieme dei fatti di un certo tempo, caratteristici dei
vari paesi del
pianeta, e degni di essere ricordati. Mi accorgo da me di
essere - forse -
riduttivo in questa definizione, ma è la mia sensazione
nei
confronti della
storia.
2) Un evento può
essere definito storico se è degno di essere ricordato, e
la sua memoria può
essere - o essere stata - di aiuto alle generazioni
che
seguono (nel tempo)
per risolvere problemi del loro tempo.
3) Penso che il
fluire della storia sia determinato soprattutto da eventi
umani; gli altri
eventi naturali lo possono in parte - ma solo in parte -
condizionare
4) Il singolo
"uomo" (ovviamente nel senso di persona) "fa storia"
se le
azioni che compie
modificano, o sono capaci di influenzare
considerevolmente
e radicalmente,
la vita e le abitudini degli altri uomini. E' chiaro che
la cosa - se
relativa a più popoli - può applicarsi all'intera umanità. Molte
invenzioni (come la
luce elettrica, il telefono, la radio, la
televisione... )
sono prodotti di singoli uomini, ma, per la loro portata,
sono diventate
eventi storici.
5) Non capisco cosa
si intenda per sfuggire. Siicuramente, se si
identifica
la storia come una
tendenza, o l'instaurarsi di tendenze, molti uomini
orienteranno il
corso della loro vita su basi che dalla storia traggono il
loro
indirizzo. Ma ciascun uomo può - se vuole, e a rischio di rendersi
poco simpatico a
quelli del suo tempo - "sfuggire alla storia opponendosi alle
trasformazioni che
essa comporta. L'esperienza dei totalitarismi
(fascismo,
comunismo) intesi come regimi politici insegna molto, su questo punto.
Molti antifascisti e
anticomunisti sono sfuggiti alle loro storie, scappando dai
propri paesi e
vivendo in altro modo. Il tempo ha sempre dato ragione a
costoro.
6)
Non credo.
7) No, non mi
pare.Sicuramente questo vale in generale. Ma esistono
persone che sono
emerse dai loro tempi, e sono diventate eventi storici per il
semplice fatto che
hanno voluto farlo. Questi - in qualche testo che li
voleva osannare -
hanno fatto storia; per coloro che la pensavano
diversamente,
invece, questi uomini sono stati contro la storia, pur
essendone prodotti.
Per cui, penso chele contraddizioni sull'argomento
esistano, eccome.
8) Non sempre, e non
in tutti i settori. Ad esempio, in politica, la
storia non è
riuscita a produrre regimi che migliorino di molto la qualità della
vita degli uomini.
Il progresso è avvenuto in aclune scienze, nelle arti,
e in altre attività;
ma in molti casi l'umanità ha segnato una stasi, se non
un regresso.
Vi posso garantire di
aver risposto a tutte le domande per quello che sono
le mie convinzioni.
E vi prego di considerare queste risposte come
assolutamente
personali e soggettive.
Spero di poter
inviare - o contribuire ad inviarvi - le altre risposte,
sia di vostri
coetanei, sia di insegnanti di storia.
Auguri,
da un insegnante di Informatica e Sistemi, della V.a T dell'ITIS
Galilei di Roma.
Lavinio
Ricciardi
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