Salve, Valentina e Sara: ho letto il vostro questionario e vi mando
le mie risposte in attached file. Grazie per avermi spinto a riflettere di
nuovo, dopo diverso tempo, su domande essenziali per il mio lavoro e per il
mio rapporto con gli studenti. Tra l'altro, è importante che in tempi in cui
ci si interroga delirando su come e quanto censurare i libri di Storia,
e niente affatto sul senso che la Storia debba avere nella formazione scolastica e non, abbiate preso con la vostra prof. una
iniziativa di dialogo con l'esterno su un simile problema. Vi auguro tante
risposte! Buon lavoro
1)
Che cosa significa e quale senso ha la parola Storia?
Direi che il senso più corretto, benché generale, della parola sia
quello della memoria, "memoria delle vicende dell'umanità".
2) A quali condizioni un evento può essere definito storico?
Ogni evento che causa modificazioni, anche minime, nell'esistenza delle
comunità umane e dei singoli, ha senso storico; la qualifica di storico
però credo spetti a pieno diritto agli eventi che hanno lasciato memoria di
sé. Sicuramente avvenimenti rimasti ignoti oppure ormai sepolti nell'oblio
hanno talvolta prodotto conseguenze di portata enorme, ma se l'umanità non
ne conserva alcun ricordo tali eventi non producono esperienza, non entrano
a far parte della consapevolezza di sé e del giudizio sul passato e sul
presente che l'umanità e i singoli si formano.
3) Il fluire della Storia, è legato unicamente agli eventi umani, oppure a
qualsiasi altro evento naturale?
Gli eventi naturali condizionano lo scorrere della Storia, perché
determinano cambiamento di colture agricole, di alimentazione, di attività
economiche, di costume, migrazioni di gruppi: dunque costituiscono un agente fondamentale degli eventi umani dei quali la Storia conserva memoria.
4) In che modo e in che misura il singolo uomo "fa la storia"? E
l'intera umanità?
Al di là dei casi di figure dominanti che occupano un ruolo decisionale
o di trascinamento in determinate contingenze ed epoche, il singolo uomo
(L'uomo qualunque) "fa la Storia" nella misura in cui il suo interagire con
gli altri determina situazioni che contribuiscono a mutare gli eventi: partecipa non da spettatore, anche quando pensa di non aver alcun peso,
perché anche accettare passivamente quanto accade, o quanto viene da altri
deciso, agisce sugli eventi: anche il non scegliere o il non schierarsi fa
la Storia.
5) Possono gli uomini "sfuggire alla storia"?
Non credo, per quanto ho detto al punto 4: anche subire la Storia è
comunque farne parte, volenti o nolenti. Una sospensione dello scorrere della Storia potrebbe darsi solo in assenza di interazione tra esseri umani
e in uno stato di sospensione di ogni esperienza, cioè in una condizione di
isolamento assoluto del singolo del tutto ipotetica.
6)
Esisterebbe una Storia senza l'uomo?
Non credo: esisterebbero degli eventi naturali, con conseguenze fisiche,
ma non esisterebbe esperienza né memoria, che credo siano l'essenza stessa
della Storia.
7)
E’ possibile affermare senza contraddizione che l’uomo è un
prodotto della storia e che egli fa la storia?
Sì: l'uomo è biologia (e anche questa componente ha subito mutazioni di
origine storica), ed è comunicazione, ricordo, progetto: tutto ciò che è
cultura è prodotto storico, e la differenza tra l'uomo e l'insieme delle
altre specie è culturale.
8)
Lo svolgimento della storia dimostra un progresso dell’umanità?
Non credo. In relazione a singoli problemi o situazioni o costumi ciò
può essere vero, ma non è vero, penso, in senso complessivo: l'umanità non
mi sembra migliorata nel profondo rispetto all'antichità classica o al Medioevo, le "magnifiche sorti e progressive" riguardano le tecniche (e
spesso con conseguenze molto controverse) non la natura profonda dell'uomo.
Il problema è filosofico, complesso, ma penso che la conoscenza della Storia dimostri che la Storia stessa non è un avanzare, è un divenire, un
cambiamento lento e profondo oppure tumultuoso ( a seconda della concatenazione dei fatti) dello stato dell'umanità. Di conseguenza, credo
che il concetto di Storia come maestra di vita non possa avere una applicazione
assoluta, ma piuttosto una contingente: per singoli problemi o accadimenti, la memoria del passato può
aiutare le scelte da fare nel presente e quindi è un bagaglio secondo me irrinunciabile comunque.
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