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FOGLIO DI INFORMAZIONE DEGLI STUDENTI LAVORATORI
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PERCHE’ NO! L’idea
è maturata durante una lezione di lettere allorquando la nostra
insegnante ci indicava dei testi per un compito in classe in cui avremmo
dovuto parlaredel tempo libero,
della musica, della droga ecc.: cioè degli argomenti attuali della
società ed allora abbiamo detto: perché non rendere pubblici
i nostri scritti? Erano già diverse lezioni che affrontavamo il
problema dell’informazione tant’è vero che abbiamo cominciato anche
a leggere (in un ora delle nostre lezioni) un articolo di un quotidiano
qualsiasi e a commentarlo dopo che un sondaggio in mezzo a noi aveva rivelato
che circa il 99% dei frequentanti il 3° serale non leggevano un giornale. In molti di noi la non lettura di un quotidiano è data dalla mancanza di tempo, gli impegni della giornata non permettono di dare uno sguardo al giornale e poi gli stessi parlano troppo di politica e a noi non ce ne importa molto. Ed allora accendiamo la televisione la mattina per quel telegiornale breve che ci da un minimo di informazione (purtroppo ci si scontrava con i soliti luoghi comuni). MA
ECCO; L’INFORMAZIONE CHE FA RIMA CON FORMAZIONE! Qui
si può aprire una prima riflessione che può anche essere
oggetto.Ma oggi chi fa l’informazione? E’
vero o no che l’avvento della televisione prima e del computer poi, hanno
modificato il nostro modo di formarsi? Essi in effetti si sono rilevati
i più formidabili condizionatori di pensiero, essi ci dicono come
dobbiamo pensare. Con il loro avvento in sostanza è finita la lunga
epoca de sapiens che si formava soprattutto leggendo e siamo entrati nell’epoca
dell’homo videns. La formazione è o no un problema della scuola?
Non si sta forse trascurando questo mutamento seguitando a privilegiare
metodi di apprendimento tradizionali? Parliamone…… Ritornando
al giornale il nostro obbiettivo è di aprire un dialogo con gli
studenti della mattina nonché con gli stessi docenti, potremmo arrivare
ad uno strumento di informazione dello stesso Istituto che sia di orientamento,
di analisi con la pretesache esso
sia leggibile per la chiarezza del linguaggio, per l’interesse delle questioni
che affronta, per l’efficacia delle soluzioni proposte. Dire
le cose come noi vorremmo che fossero con l’obbiettivo che chi le legge
viene coinvolto a sua volta significa anche far sentire la nostra voce
e non ascoltare sempre quella degli altri. In
tutti noi e soprattutto tra i giovani vive la voglia e la speranza che
il mondo cambierà ed è giusto che sia così; anche
se la realtà è ben diversa, ma ciò non ci deve indurre
all’abbandono: sarebbe un vero suicidio. L’importante
è che il mondo non cambi noi stessi in qualcosa che noi non siamo. Per
i passaggi epocali non ci sono ricette pronte, ma sfide di pensiero e di
paziente sperimentazione. Mettiamoci
al lavoro. ANTONIO
BOSCHI
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DOVE CI PORTERA’ ? Siamo
nell’era del progresso, esso è tutto ciò che ci circonda.Il
progresso negli ultimi anni è cresciuto a dismisura, toccando vertici
che i nostri progenitori non avrebbero mai pensato potesse raggiungere. Il
progresso è: il
telefonino, compagno inseparabile di quasi tutti, deleterio per noi in
quanto per funzionare ha bisogno di antenne, le quali mandano onde elettromagnetiche
che sono nocive. L’alta
velocità, che stanno costruendo e che attraverserà l’Italia
dal Nord al Sud deturpando i paesaggi e rendendo l’ambiente arido e insignificante. Il
computer,strumento che ci permette di fare tutto senza muoverci di casa:
lavorare, fare compere, divertirsi, con conseguenze che in un prossimo
futuro l’essere umano avrà una testa e un sedere abnorme, causa
di questo il lavoro a cui sarà sottoposto il nostro cervello e l’inattività
del nostro corpo. I
prodotti transgenici, prodotti vegetali trattati con cellule animali, le
quali non permettono ai parassiti di attaccarli, ma questi prodotti non
sono ancora sufficientemente sperimentati, per cui non sappiamo se essi
sono nocivi al nostro organismo e quali conseguenze possono avere sulla
nostra salute. L’automobile,
sempre più veloce e sofisticata, velocità per lo più
delle volte causa di gravi incidenti, mentre la continua sofisticazione
ci invita alla rottamazione, con la conseguenza che la periferia delle
nostre città viene deturpata da campi di deposito di vecchie automobili. Ho citato alcuni esempi di progresso, ma come ho già detto esso ci circonda, quindi potrei continuare all’infinito.Il progresso ci sta portando ad avere l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo ad essere sempre più inquinate e fra non molto ad essere sommersi da spazzatura e rottami, questo mi induce a una drammatica riflessione: il progresso ci porterà all’auto distruzione, se non saremo furbi e scaltri da dargli uno stop. GIANNETTI
GIANCARLO
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