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LE ORIGINI
LA PROTOSTORIA
La
protostoria rappresenta il passaggio a forme sociali in insediamenti
stabili, alla coltivazione, alla produzione di suppellettili e
all’allevamento. Dal punto di vista religioso si afferma l’animo in
cui si riconosce l’esistenza di forze superiori nel manifestarsi di
fenomeni naturali e di oggetti materiali. Si afferma anche il culto
dei morti accompagnato all’idea dell’anima che sopravviveva oltre la
morte.
IL PALEOLITICO E I CACCIATORI
Le
prime manifestazioni artistiche avvengono nel Paleolitico, dove gli
uomini vivevano di caccia e di raccolta ma sentivano anche un forte
bisogno di raffigurare degli avvenimenti. E’ proprio questo l’inizio
dell’arte. Raffiguravano scene di caccia, animali selvatici e si
pensa che questi cacciatori dipingevano sulle pareti delle rocce,
per scacciare la paura della caccia che sarebbe avvenuta il giorno
successivo Molti artisti moderni, ritengono queste forme di arte pure e ne prendono spunto perché sono pure, senza sovrastrutture che impediscono il vero contatto con la natura. E si considera un artista proprio chi, come i cacciatori, nei loro disegni erano semplici e trasmettevano molte emozioni. Questi dipinti contengono la tecnica della caccia dove la sicurezza dei tratti, corrisponde alla sicurezza del cacciatore. E’ una pittura che prende la scena di caccia raffigurando la dinamica precisa. I cacciatori dipingevano gli animali, come li vediamo in flash, quindi era una visione frettolosa che permetteva di concentrarsi solo su alcuni particolari.
GLI UOMINI DEL PALEOLITICO
Nel mondo, col passare degli anni, sempre maggiori sono i ritrovamenti storici e artistici che ci permettono di ricostruire la vita degli uomini del passato. Prendiamo ora in considerazione il Paleolitico , e cioè il lungo periodo che va dal 650000 al 10000 a.C. ; e poi andiamo a visitare le grotte di Lascaux o di Altamira; come possiamo collegare questi due elementi? Grazie all'uomo. E' la risposta più ovvia ma cerchiamo anche di ricostruire il pensiero di quest' uomo che raffigurava con i graffiti un qualcosa e la funzione dei graffiti stessi. Innanzitutto proviamo a immedesimarci nel periodo descritto e capiremo subito che gli uomini primitivi avevano un solo grande problema: sopravvivere. Oggi il significato di questa parola può sembrarci banale; ma noi saremo capaci di procurarsi il cibo, difendere noi e la propria famiglia, procurarci e costruirci un posto sicuro con i pochi mezzi che avevano nel Paleolitico? E l'uomo primitivo oltre ad adempire tutti questi importanti compiti, dipingeva nelle caverne. Sicuramente sarà stato spinto da un bisogno incombente perché altrimenti il tempo necessario poteva dedicarlo a fini più utili. Ma quale è la motivazione di questo bisogno? Un uomo del Paleolitico decideva di andare al buio in una grotta, prepararsi i colori tritando e mischiando varie erbe naturali precedentemente colte e spendere del tempo per dipingere scene i caccia. Queste raffigurazioni non avevano un'esperienza tecnica e figurativa e a prima vista neanche una funzione, ma andiamo analizzando ancora il pensiero di quell'uomo e capiremo che una funzione pratica la possedevano. Egli infatti, aveva la necessità di risolvere un problema : procurarci del cibo. Perciò doveva combattere contro le bestie feroci e sicuramente la prima reazione che lo raggiungeva era la paura. Così possiamo trarre una conclusione : essi raffigurando la scena di caccia, viveva quei momenti e potevano prevedere le mosse dell'avversario capendo come si dovevano muovere per risolvere il loro problema. Tutto questo era possibile perché scacciavano la paura con la sicurezza che acquistavano dipingendo e guardandola fiera. E' come un ragazzo che scrive nel suo diario le preoccupazione e le problematiche ; egli scrivendone le cause e le probabili soluzioni, sarà più sicuro il giorno dopo quando le dovrà risolvere. Probabilmente quando l'adolescente non avrà più problemi incombenti e gravi, non sprecherà più del tempo a scrivere il diario perché la funzione che rappresentava non sarà più necessaria. E così anche nel Paleolitico, infatti, nel Neolitico i graffiti cambiano in quanto l'uomo diventa sedentario, conosce ciò che lo circonda e lo raffigura non più con un simbolo generico ma con un disegno approfondito nei particolari. E anche i graffiti non avranno più la funzione di scacciare la paura di qualcosa di sconosciuto, ma dai disegni messi insieme nasce l'ornamentazione.
IL NEOLITICO E L’ARTE DEI PASTORI
Nel
neolitico i pastori e i cacciatori diventarono sedentari e quindi
sanno che forma hanno le cose del quotidiano. Molti animali non sono
più prede, ma allevati e usati per il lavoro. Si usano segni per
indicare le cose e gli animali, ma quel segno che prima era usato
per un solo bisonte, ora rappresenta l’idea o l’assenza di tutto ciò
che i bisonti hanno in comune (4 zampe, lunghe corna). Dalla
ripetizione dei segni nasce l’ornamentazione, cioè i simboli danno
valore a ciò a cui si associano; anche i suppellettili prendono
diverse forme a seconda dell’uso e si arricchiscono con ornamenti
pretendo un valore spaziale.
PRIME COSTRUZIONI PER IL CULTO
Le
prime costruzioni per il culto ritrovate sono i Dolmen,
lastre di pietra poste orizzontalmente su sostegni verticali;
Le migrazioni
indoeuropee, modificano l’organizzazione politica e la formazione di grandi
stati tra cui troviamo la Mesopotamia e l’Egitto ricordati per le loro arti che
influenzano la civiltà mediterranea.
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