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La camera azzurra di George Simenon
-Romanzo- Editore Adelphi Costo 13,50 € Sin dalle prime pagine si coglie una tensione densa e palpabile, gonfia di ansia, all'interno della quale i protagonisti si muovono nell'angoscia della tragedia. Il romanzo si trasforma quasi subito nella cronaca di un interrogatorio giudiziario, questo pone il lettore nella consapevolezza che il fatto sia ormai avvenuto, ma Simenon lo trattiene in una sorta di sospensione, svelando l'accaduto solamente nelle ultime pagine. I personaggi vengono trascinati, loro malgrado, in un meccanismo che fatalmente li porta verso una conclusione drammatica; una donna ignorata in gioventù coinvolge il protagonista in un gioco sessuale clandestino, un tradimento quasi inutile, un ripensamento tardivo e impossibile nel tentativo di evitare l'inevitabile. Un'attrazione fatale narrata con la solita maestria da un Simenon che trapianta nel racconto delle sensazione talmente nitide che si immaginano da lui provate e sperimentate nella vita, forse nel periodo Newyorkese, quando inizia a frequentare quella che diventerà la sua seconda moglie. In qualche modo questo romanzo ne riporta alla memoria un'altro, "La verità su Bébé Donge". E' quasi inspiegabile il parallelo tra i due libri, ma qualcosa li mette in relazione, forse le storie di due donne che spingono i loro rapporti oltre ogni limite, fino alla ricerca di una conclusione voluta e definitiva. Storie costruite con minuzia, freddezza e premeditazione, pezzi di cronaca strappati ad un mondo all'apparenza normale, che si svolgono in luoghi normali, dove la quotidianità sembra essere nient'altro che una densa nebbia che ricopre le storie umane, quelle non narrate, quelle sconosciute che si perdono dietro le porte chiuse delle case. Antonio De Leo |