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Addio ciliegi in fiore di Yoshida Mitsuru -Autobiografico, una storia vera di guerra- Editore Piemme € 12,90 Questo libro è ritenuto un classico della letteratura di guerra, e lo è. Noi della generazione post bellica quando immaginiamo la guerra dell'America contro il Giappone, immaginiamo i Kamikaze che si lanciano sul nemico coi loro aeroplani al grido di "Banzai!", esaltati dal fuoco divino che brucia in loro, pronti a morire per l'onore del Giappone e dell'Imperatore. Questo in parte è vero, ma questo libro fa ripensare completamente la visione "occidentale", distorta e semplicistica che abbiamo noi della mentalità giapponese, ed è un bene; questo libro aiuta a comprendere e riavvicina due mondi talmente lontani e lo fa con vigore, poesia, crudezza e amore infiniti . Mentre leggevo le pagine del libro di Yoshida Mitsuru sono rimasto incantato, sorpreso e affascinato, brani di vera intensa poesia ci trasportano lungo tutto il racconto dell'affondamento della corazzata giapponese più grande di tutti i tempi, Yamato. Pagine raccontate da un giovane ufficiale di vent'anni scampato miracolosamente alla morte. Yamato, sempre e solo "Yamato", mai "La Yamato", per tutto il libro la corazzata viene nominata con rispetto, come se fosse stata una cosa viva, quasi un essere umano. Yamato in giapponese simboleggia l'essenza geografica e sacra del Giappone, Yamato è il Giappone inteso nel senso più spirituale del termine, per questo tutte le volte che viene nominata la corazzata viene chiamata col nome e viene sempre omesso l'articolo. Yamato è orgoglio, amore, e rimpianto, l'affondamento della nave è la fine del Giappone, la sconfitta di un simbolo quasi sacro. Pagine di intensa poesia descrivono la sconfitta e la consapevolezza della partenza per una missione disperata, senza speranza, una missione Kamikaze. Una task force di molte navi parte per Okinawa, per contrastare l'attacco americano, ma a metà strada centinaia di aerei nemici attaccano il convoglio e affondano quasi tutte le navi, migliaia di giovani vengono uccisi, la crudezza delle descrizioni di morte viene portata avanti con serenità assoluta, con la rassegnazione di un destino inevitabile, con il terrore negli occhi e nel cuore e con la paura di dimostrarlo, con la ricerca continua della dignità nel momento del passaggio tra la vita e la morte. Essere degni di morire. L'istante del passaggio tra la vita e la morte viene vissuto come una occasione unica, unica e irripetibile, che va vissuta con onore, con piacere e che non deve essere sprecata inutilmente. Vi propongo alcune pagine in modo tale che possiate assaporare lo stile e l'animo dell'autore: "Dalla nave si vede la costa e " Una voce grida: "Fiori di ciliegio". E' un marinaio alla terza postazione di guardia. Ha rivolto il binocolo in dotazione alla vigilanza verso la costa; gli occhi incollati alle lenti, ha alzato la mano per l'eccitazione. Dev'essere una varietà a fioritura precoce. Sgomitando per essere i primi della fila, afferriamo il binocolo, cercando di imprimerci nella retina l'immagine dei boccioli, petalo per petalo. Radiosi e magnifici nella visuale sfuocata del binocolo, ci incantano con il loro fremito incessante. Fiori di ciliegio, oh fiori di ciliegio del Giappone, addio!" e poi ancora, quando nei suoi pensieri ci sono i cari e il pensiero dell'abbandono degli affetti:
"Padre, madre, sorella,
il cognato disperso in battaglia un anno fa. Li vedo tutti distintamente
davanti a me.
O quando incontrando un
amico disperato ha il desiderio di consolarlo:"..., consolarci a
vicenda ci avrebbe regalato un attimo di felicità. Non è possibile descrivere l'intensità di questo libro con solamente poche scarne parole, non basta dire che è Bello, ho preferito regalarvi qualche pagina e darvi un "vero" assaggio di questa indimenticabile lettura. Antonio De Leo |