I colori dell'Oceano

di Simone Bianchetti e Fabio Pozzo

-Cronaca di una vita-

Editore Longanesi & C.

Costo 15,50 €

Il diario di una vita: il diario di un grande navigatore accompagnato dal romanticismo dei tempi eroici della vela, la vita di un ragazzo desideroso di navigare che sin dall'età di 14 anni ha iniziato a sognare il mare delle traversate oceaniche in solitario. Simone aveva qualcosa in più e lo ha espresso nel modo di vivere la propria vita, senza risparmiarsi, affrontando il mondo a testa bassa pur di realizzare il suo sogno.

Quello di Simone è il racconto di una passione forte quanto la vita e le pagine scritte da lui hanno il fascino del diario, sono bellissime, degne dei vari Moitessier, Tabarly e Slocum. così vere, affascinanti e piene di vitalità. Riempire questo libro tra una pagina e l'altra di Simone è un ruolo scomodo che Pozzo ha assunto per contestualizzare gli eventi e per incoraggiare Simone a realizzare quest'opera, peccato però che spezzino la tensione del racconto. Se si fosse lasciato tutto completamente nelle mani di Simone, il racconto dei successi, l'amarezza delle sconfitte, la cronaca delle imprese memorabili. sicuramente il libro ne avrebbe guadagnato ma probabilmente Simone non l'avrebbe mai portato a compimento. Questo libro è uscito nelle librerie in Giugno, Simone è morto a 35 anni nel porto di Savona il 27 Giugno di quest'anno, non ha fatto neanche in tempo a raccogliere il frutto dei suoi sforzi.  Simone è uno di quegli eroi solitari che il grande pubblico purtroppo non conosce o che non riconosce più, sopraffatto com'è dal bombardamento di notizie sull'unico sport che interessi veramente questa nazione, il calcio. I nostri ragazzi hanno bisogno di esempi della tenacia, dello spirito e della levatura morale di Simone che li portino per mano ad incontrare le passioni, quelle vere. Purtroppo, a quanto pare, in una società come la nostra, tutto questo non ha più alcun valore.

Riporto qui un brano tratto dal prologo al libro.

 

Prologo

La tempesta

 

QUANDO arriva la tempesta vedo il mare e il cielo smorzarsi. Erano di una tonalità grigio latte, il non colore del Grande Sud; sono diventati più plumbei, come se un albatro gigante avesse disteso le sue grandi ali, coprendo un sole che non c'è mai stato.
La barca sta rispondendo bene. Ho ridotto l'invelatura, navigo con due mani di terzaroli e trinchetta. Mantengo una velocità media di 12 nodi, con punte massime di 18. Scendo sottocoperta. La barca vibra, va in risonanza. Il rumore del mare è incredibile, ogni suo respiro rimbomba come un colpo di maglio. Qui sotto il frastuono è amplificato dalla paura.
Devo dormire. Cerco di tranquillizzarmi con un po' di musica. Scelgo Chet Baker come compagno di viaggio. Le note di Time after time hanno il sapore di casa. Mi fanno sentire meno solo.
Espiro un groppo di fiato e tensione. Distendo le gambe nella cuccetta. Chiudo gli occhi e vedo Aquarelle.com dall'alto, come se fossi stato risucchiato via dal vento. Lo scafo si muove in un universo d'acqua. Sembra un fazzoletto bianco e giallo infilato nel cestello di un 'enorme lavatrice, che va su e giù, si torce e si spiega, in balia dei vortici della centrifuga.

Le onde sono impressionanti, viste da quassù. Forse più che ad aspettarle nel pozzetto. Montagne liquide che si gonfiano e frangono sotto la forza dell'aria. Le vedo arrivare da poppa, alte e nere; passare sotto la chiglia, squarciarsi sulla coperta con scoppi di schiuma. Vedo lo scafo sollevarsi sulla cresta, tenersi in equilibrio per qualche istante eppoi lanciarsi in una folle discesa nel cavo. Ho ben presente che cosa può provare chi sta laggiù, adesso, dentro quel guscio sballottolato come un tappo di sughero. Al passaggio del muro d'acqua si sentirà stringere la bocca dello stomaco; quando comincerà a scendere verso il fondo dell'oceano chiuderà gli occhi e tratterrà il fiato.

Non riesco a dormire. mi aggrappo alla barca. Ripasso mentalmente le manovre da fare nel caso in cui una rafffica stenda Aquarelle.com: vai fuori, ammaina la randa, aspetta che l'albero rialzi la testa dall'acqua e che la chiglia si riporti al centro e poi ridai un po' di tela; tre, due mani di terzaroli per riacquistare velocità e non farti travolgere dall'onda successiva.

La voce di Chet è più triste del solito. Time after time I tell myself that I'm so lucky to be loving you... Le tonalità della tromba si perdono nel rumore del mare, che a queste latitudini ruggisce davvero, e nelle grida acute e prolungate delle drizze, raschiate da 60 nodi di vento. Mi sembra di sentire anche delle voci, la fuori, che mi chiamano. Io rispondo sempre, anche adesso, con le mani che mi dolgono dal gelo, le lacrime ghiacciate e la gola serrata dalla malinconia. All'ocenao Indiano, su questi paralleli della desolazione, non manca proprio nulla per farti star male: freddo, vento, onde incrociate, buio.

Guai a lamentarti, però, capitan Bianchetti. E' quello che cercavi, no? Il tuo sogno, la tua sfida, la tua missione. Il Vandée Globe, il giro del mondo...

 

© 2003 Longanesi & C. Editore
 

Tanto per ricordare due imprese tra tutte, Simone è l'unico italiano che abbia mai portato a termine la Vandée Globe, il giro del mondo in solitario senza scalo ed è arrivato terzo alla gara che viene considerata l'Olimpiade della vela, l'Around Alone. Lo sapevate? No? Peccato... nessuno ve l'ha detto.

Antonio De Leo

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