Il primogenito dei Ferchaux

di Georges Simenon

Edizione Biblioteca Adelphi costo 16,00 €

Che atmosfere! In Simenon le parole scorrono come l'acqua in quei canali che attraversano tutta la Francia, tante volte da lui descritti. Non fiumi turbinosi in piena, nessuna ricerca di frasi a effetto, nulla che faccia pensare a una fatica creativa, solo parole, normali parole che scorrono con naturalezza. Parole semplici che costruiscono immagini reali, di tutti i giorni. Come acqua che scorre lentamente, senza salti, senza mulinelli improvvisi. Simenon ti trascina piano piano dentro le storie come la corrente di quei canali trascina i barconi, lentamente, inesorabilmente, sempre alla stessa velocità, attraversando paesaggi, personaggi e storie. Quando leggi i suoi racconti entri in quell'atmosfera rarefatta e immagini te stesso seduto proprio davanti ad uno di quei canali che da una panchina guardi il fiume scorrere assieme alle parole del romanzo. La storia si srotola sotto i tuoi occhi e senza accorgertene vi scivoli dentro e vieni trascinato via,  l'appiglio per uscirne fuori ti arriva con l'ultima parola dell'ultima pagina. La forza di Simenon è nella naturalezza della descrizione, nella semplicità del suo raccontare. La scrematura da ogni forzatura linguistica, è chiarezza, maestria, semplicità, genialità. Bastano poche parole, un'immagine, per gettarti in un altro stato d'animo, opposto al precedente. Il tuo spirito è in balia degli sbalzi d'umore dei personaggi, come la barca è in balia della corrente. Un attimo sei in un quadro di Manet e l'attimo dopo in uno di Hopper, dove alla pace, alla pacatezza, si sostituiscono la solitudine, l'incertezza, la depressione. Dopo questo doveroso preambolo dovuto a Simenon dopo tanto leggerlo, parliamo dei Ferchaux. Questo romanzo prende spunto da una storia vera, uno scandalo che ha coinvolto la Francia intera. Simenon non racconta la storia dei fratelli Ferchaux, Emile e Dieudonné, se non in una premessa al racconto. Nel romanzo si parla di un piccolo e apparentemente insignificante episodio della vita di Dieudonné. Tutto è ormai avvenuto, lo scandalo, le avventure in africa, la fortuna creata dal nulla. La storia riguarda principalmente Michel Maudet, un giovane spiantato che si fa assumere come segretario ed il suo rapporto con Dieudonné Ferchaux. Prima l'ammirazione per il personaggio tanto famoso, originale e strambo, poi lentamente, in un sottile gioco delle parti, attraversando un caleidoscopio completo di stati d'animo, il rapporto tra i due si fa romanzo. Tutto si incentra sull'analisi psicologica del giovane segretario, sull'evoluzione del rapporto, la metamorfosi che si fa clima denso e tensione, dipendenza e rabbia, stizza, analisi, ossessione e vendetta. Lo straordinario di questo romanzo è la sensazione che tutto questo sistema complesso di sentimenti si auto costruisca, come un'erba che cresce spontanea, sin dall'inizio la mutazione del rapporto, l'inasprirsi dei sentimenti è nel romanzo, lo senti lo previeni, una descrizione di qualcosa ti da il presagio di quello che sarà, un lampo e già sai, una frase e senti l'inevitabile farsi strada e serpeggiare tra i due. E' un gioco magistrale di sentimenti che si evolve e nessuno può farci niente, è nelle cose sin dall'inizio, proprio come l'acqua di quel lento fiume è costretta a ridiscendere tutto il percorso, dalla sorgente sino al mare e già conosce il suo destino al momento che sgorga dalla montagna.

Antonio De Leo

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