Memorie intime

di George Simenon

Simenon nel suo studio Simenon col figlio Marc

-Autobiografia-

Editore Adelphi

Costo 29,80 €

Simenon racconta la propria storia come solo lui può raccontarla, costruendo un monumento letterario e lo fa senza pudori, mettendosi completamente a nudo, sin negli aspetti più intimi. Le "Memorie" nascono da una tragedia, la morte della figlia venticinquenne Marie Jo per suicidio e lui decide di raccontare a lei e agli altri tre figli la propria vita e la vita insieme a loro e per questo riprende in mano la penna otto anni dopo aver definitivamente smesso di scrivere. "Memorie intime" si divide in due parti, la prima, scritta da Simenon, comprende 1020 pagine del poderoso volume e la seconda, da lui intitolata "Il libro di Marie Jo", occupa le ultime 190 e raccoglie gli scritti, le lettere, le canzoni e le poesie della figlia. Nella realtà questa sorta di diario della memoria appare diviso in più di due parti , anche se non fisicamente. Si percepisce una netta distinzione, nel clima della narrazione, dal punto in cui Simenon comincia a parlare della tragedia che lo ha coinvolto con la morte della fragile Marie Jo, nonostante questo è sin dalla prima pagina di questo libro che si sente affiorare una colonna sonora che accompagna il lettore per tutta la storia, e questa musica, che mano mano aumenta di volume, parla di dolore, un dolore infinito e tremendo, irreparabile, irreversibile. Nella prima e più ampia parte del "diario" Simenon parla della vita, dell'amore verso i figli, delle avventure amorose, delle splendide case. Dopo la nascita di Marie Jo qualcosa nel racconto cambia, c'è rimpianto in ogni parola, c'è l'analisi a posteriori della preannunciata tragedia, riaffiorano tutti i segnali di presagio, dalle struggenti lettere di Marie Jo al padre, alla consapevolezza dell'amore che la figlia nutre nei suoi confronti, sia fisico che mentale. La figlia, forse l'unica della famiglia ad aver letto tutti i libri del padre, cerca la sua strada confrontandosi con lui e ne è in qualche modo annientata. L'amore struggente, immenso e impossibile che la porta a vivere una vita drammatica passata a curare la propria mente tra una clinica e l'altra. Il desiderio di morte e quello di costruire qualcosa di proprio indipendente dall'influenza del padre, lo studio della danza, il teatro, la musica e le canzoni. Il rapporto con la madre, la canadese Denyse Ouimet, che diventa sempre più conflittuale e quello della madre con la figlia sempre più aberrante. Simenon ripercorre a posteriore tutta la tragedia, attraversando i momenti più teneri, quando lui e Marie Jo ballavano insieme, fino a a quelli più atrocemente drammatici come la lettera del primo tentato suicidio, una lettera straziante che ti rimane dentro e che ti fa star male per giorni. E lui, il padre, compie questo viaggio nel tentativo di chiarire, di sublimare la storia ed in qualche modo di uscirne serenamente, ma sente la sconfitta e ne è a sua volta annientato. Simenon in questo libro è un padre che ha perso la figlia, la più amata ed attesa, un padre che non ha saputo evitare la tragica conclusione dell'unica storia che non avrebbe mai voluto scrivere.

 

Antonio De Leo

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