Ogni opera artistica realizzata dall’uomo fa riferimento ad un particolare concetto, intrinseco nella “forma” ricca di significato mitologico, divino o storico.

Stabilito che ogni età e società presenta diversificazioni artistiche, date dall’introduzione di pensieri filosofici differenti, si può analizzare uno di questi, il quale si basa e fa basare la materializzazione delle sue idee, sul rapporto tra l’arte e l’equilibrio proporzionale.

Principalmente in età greca viene introdotta la proporzione divina: ogni costruzione, tra le quali il Partenone , ed opera è pensata in funzione dell’uomo e delle sue necessità. Utilizzare il numero d’oro, la sezione aurea, per l’uomo greco vuol dire realizzare un tempio, in questo caso il Partenone, in cui l’equilibrio tra le parti garantisce il suo rapporto con le divinità.

È importante, quindi, non costruire un “blocco chiuso” ma innalzato e aperto all’ambiente esterno: ogni parte è proporzionale ad un’altra e si riesce in questo misurando e rendendo imperfetta la geometria, che renderà i risultati opposti.

Il tutto assume un significato filosofico, perché si utilizza un ideale perfetto, immutabile ed universale, quale la geometria stessa, per realizzare un’opera perfetta, per quanto possibile, nella quale la perfezione rimanda alla presenza divina nel tempio.

Poiché non è possibile concretizzare fedelmente il mondo delle idee, si ricerca un elemento che fornisca armonia tra il tempio e l’ambiente e cosa, meglio della geometria naturale, può rappresentare questo?

E l’uomo deve sentirsi partecipe di questa realtà e poiché lui è il centro dell’universo, il “Kosmos”, tutto deve essere concepito in base al valore e l’elemento principale del Partenone, l’uomo appunto, che reca una serie di correzioni ottiche, oltre alla sezione aurea con cui Fidia lo costruisce, in modo che lo “spettatore” indiscusso dell’arte, possa immedesimarsi, perdersi e ritrovarsi nella sua opera.

Quanto può sembrare una solida base geometrica si dimostra essere, invece,un ideale sul quale l’uomo greco basa la propria esistenza.

 

 

Anna Laura Fioribello II Alst

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