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due opere a confronto
Compianto sul Cristo morto e Guernica
di Antonio De Leo 2004
Per prima cosa parliamo di Giotto, poi vedremo le analogie con Guernica.
Nel Compianto sul Cristo morto appaiono molte figure che per brevità
schematizzerò. Le figure con l’aureola sono quelle investite di
sacralità mentre quelle senza sono persone comuni. La scena è
introdotta da due donne di spalle, una con l’abito giallo che
sostiene la testa del Cristo e l’altra con l’abito azzurro scuro che
ne copre parzialmente il corpo alla vista dell’osservatore esterno.
Le due donne sono poste specularmente una a destra e l’altra a
sinistra di un asse immaginario che passa per il petto di Cristo. In
piedi, dietro la testa del Cristo c’è Maria di Cleofa con le braccia sollevate in atto di dolore, mentre Maria Salomè, al centro
della scena sostiene i polsi di Cristo quasi a non volersi staccare
da lui. Ai piedi c’è Maria di Magdalen, ritratta in maniera tale da
esaltare la sua femminilità e bellezza, i capelli sciolti e
abbandonati sul corpo, l’occhio a mandorla allungata, che con le
lacrime lava i piedi di Cristo. Maria Vergine sostiene il Cristo,
adagiato sulle sue gambe, per le spalle ed il suo volto è accanto a
quello del figlio. In piedi, alla destra della scena, ritratti con
compostezza nel loro dolore, ci sono Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.
La figura di San Giovanni Evangelista è in piedi di profilo con lo sguardo
diretto verso il volto del Cristo e le braccia tese all’indietro.
Gli angeli hanno volti umani e come gli umani esprimono la loro
partecipazione al dolore per il deicidio. Questo primo sguardo c’è
servito esclusivamente per conoscere i personaggi, ora passiamo alla
lettura dell’opera. Ora andiamo a vedere cosa c’entra Guernica di Picasso con tutto questo.
La
gamba posteriore del cavallo e quella anteriore creano altre due
bande verticali più centrali. La composizione è quindi divisa in
quattro quadri intersecati da un triangolo. Nel quadro di scena a
sinistra c’è una mamma col figlio morto stretto in braccio. Alla
base, orizzontalmente che, lega i due quadri di sinistra col quadro
centrale, c’è il
corpo dilaniato di un soldato che ancora stringe in mano la propria
spada, mentre nel quadro centrale di sinistra, in asse, c’è un
uccello, una sorta di angelo morto. Il cavallo centrale rappresenta
la guerra in tutta la sua brutalità, con la bocca a forma di bomba
d’aereo. Il toro è la Spagna colpita a morte. Nel quadro centrale di
destra c’è una figura col volto proteso verso la luce e le braccia
spinte all’indietro, nel quadro di destra una figura in piedi con le
braccia dirette in alto in segno di dolore ed una finestra, da cui
penetra una luce chiara, in corrispondenza del suo volto. Un braccio
stringe una lampada a petrolio e la porta al centro della scena
principale. Le luci mostrano la speranza verso un futuro ed un mondo
non colpiti dalla tragedia della guerra. Picasso dipinse questo
quadro nel ’37 in occasione di un’esposizione in cui una sua opera
doveva rappresentare la Spagna. Mentre era intento a preparare il
disegno avvenne il bombardamento della città spagnola di Guernica da
parte dell’aviazione tedesca chiamata da Franco, Picasso trasformò
il quadro, destinato a rappresentare il proprio studio di pittore,
in quello del racconto, come una sorta di cronaca giornalistica, del
bombardamento di Guernica. Nel quadro Picasso ha sottratto il colore
e l’ha dipinto in toni di grigio, nel dolore non può esistere il
colore, il sole non c’è ad illuminare la scena.
Nella parte sinistra del quadro c’è una madre che stringe tra le braccia il figlio morto posato sulle proprie gambe, analogamente alla Vergine nel dipinto di Giotto. L’unico elemento orizzontale è il corpo di un uomo, un soldato che muore vittima della violenta aggressione tedesca in Picasso ed il Cristo che muore vittima della violenza degli uomini in Giotto. Lo schema geometrico di Picasso pone il proprio fulcro al centro del quadro sulla luce centrale, quello di Giotto sui volti di Cristo e della Vergine. Il primo verso la speranza di vita, il secondo verso il dolore della morte.
Nella parte destra del dipinto di Picasso, vicino alla gamba anteriore del cavallo, c’è una figura femminile con le braccia protese indietro, proprio con la medesima postura di Giovanni nel Compianto, tutti e due hanno lo sguardo puntato verso il fulcro della scena, uno verso la luce centrale, l’altro verso il volto del Cristo. In Guernica, ad aggiungere forza all'analogia tra i due dipinti, si aggiunge un viso che dirige lo sguardo verso la donna che tiene in braccio il figlio morto. Le due figure di Picasso presentano lo stesso identico volto, e quel volto è estremamente somigliante a quello del Giovanni di Giotto. I tre personaggi hanno, nei due dipinti, il medesimo slancio del collo proteso in avanti. In Guernica il personaggio viene scisso in due elementi distinti, uno che punta in cielo e l'altro in terra, proprio come fanno le mani di Giovanni nel Compianto.
Nel dipinto di Picasso gli angeli sono rappresentati dall’uccello strillante disegnato nella parete di fondo, al centro del quadro centrale di sinistra, le cui ali sono in postura identica a quelle dell'angelo che Giotto pone poco sopra il capo della donna che si dispera a mani giunte, in piedi, alle spalle della Vergine Maria. Stessa postura delle ali e medesima posizione nel quadro, il primo rispetto al busto di Cristo, il secondo a quello del soldato.
Ogni elemento presente nel dipinto di Giotto è presente anche in Guernica e viene trasformato ma non nei significati, viene riletto e riproposto in una sorta di rinnovamento del dolore universale, che modifica i propri connotati ma si ripresenta producendo eternamente la medesima "scena". Il cubismo di Picasso smembra la composizione di Giotto, la spezza in più parti, ne sconvolge le forme e le fa diventare ritagli di giornale senza spessore. La quasi totalità delle corrispondenti figure che in Giotto rivolgono lo sguardo verso il Cristo in Picasso lo rivolgono verso l'alto nell'ambivalente significato di legarsi alla luce della speranza simboleggiata dalla lampada centrale e al contempo al luogo da cui la morte e la distruzione sono arrivate, cioè dal cielo, da cui si è scagliato sulla città il violento bombardamento aereo, proprio come avviene nel dipinto di Giotto in cui il Cristo rappresenta il doppio significato di morte e disperazione e di speranza per l'umanità nella resurrezione futura. In Picasso la composizione è illuminata dalle lampade e non esiste il colore, sottratto dalla tragedia, in Giotto il cielo è cupo perchè il sole è oscurato dal dolore dell'universo e prendono luce i corpi dei personaggi come fossero lampade. Il significato di speranza che assume la luce è il medesimo, le tragedie assolute non sopportano il colore e la luce del sole, il dolore, come una sorta di buco nero, sottrae la luce al mondo, e tutto rimane immerso nel buio della morte.
Ora facciamo una carrellata su altre analogie tra le due opere, alcune delle quali riconducibili a semplici segni grafici, senza soffermarci troppo nelle descrizioni:
La posizione della mano di Maria che sorregge Cristo passandogli il braccio attorno al collo in Giotto e la posizione della donna che sorregge il proprio bimbo morto in Picasso:
La posizione dell'albero rispetto alla roccia in Giotto e quella della piantina in Picasso, notare il segno dell'ombra analogo al segno della roccia:
La posizione relativa dei due segni generati dalle ali degli angeli in Giotto e dell'uccello e delle corna del toro in Picasso e come le posizioni delle orecchie e delle corna del toro corrispondano perfettamente alle forme delle ali dei due angeli sovrapposti sulla sinistra in Giotto:
La direzione data da Giotto alla roccia rispetto al volto di Cristo e quella data da Picasso al segno obliquo sulla parete rispetto al volto del bambino morto:
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