Nell’anno 63, durante il consolato di Marco Tullio Cicerone, mentre già si andava profilando l’astro nascente di Cesare, Roma fu teatro di fatti destinati ad essere ricordati nei secoli, forse più che per la loro rilevanza storica e politica, per essere stati immortalati dalla penna di un grande storico, Sallustio, e dalla grande oratoria di Cicerone. Ci riferiamo alla congiura di un nobile romano, Lucio Sergio Catilina. Questi era di una antica famiglia patrizia decaduta. Era stato un seguace di Silla e, all’epoca delle proscrizioni, come Crasso si era arricchito. Si distinse nel clima drammatico delle persecuzioni sillane per la sua particolare crudeltà: famoso l'episodio dell'esecuzione deI cognato Mario Gratidiano, rispetto al quale si racconta che Catilina si presentò nel Foro, con la sua testa grondante di sangue nelle mani. (Indubbiamente la sua fine da ribelle ha condizionato fortemente i giudizi su di lui degli storici della Roma Antica che ne hanno voluto rimarcare solo i lati peggiori). Disordinato, vizioso e dilapidatore distrusse in breve la sua fortuna. Nel periodo post-sillano, le idee e l'azione politica di Catilina subirono profondi cambiamenti ed egli si fece espositore di una politica idealista a favore della plebe, radicale chiusa ad ogni compromesso. Sulla base di questa politica rivoluzionaria nel 66-67 Catilina governò come propretore la provincia d’Africa e il suo operato dette luogo a molte proteste, sicchè il senato, in vista dell’accusa di concussione, non ammise la sua candidatura al consolato per l’anno 65. L’anno successivo Catilina, assolto dall’accusa di concussione, poté presentare la sua candidatura per l’anno 63, sostenuto finanziariamente da Crasso. Tra gli altri candidati spiccava Cicerone che seppe abilmente sfruttare le voci che circolavano sulla scandalosa campagna condotta da Catilina e convinse i senatori a dargli il loro appoggio. Catiliana fu, così, sconfitto per pochi voti e Cicerone fu console per l’anno 63. Alle elezioni consolari di Luglio per l’anno successivo Catilina ostinatamente si ripresentò ponendo come base del suo programma la cancellazione dei debiti chiamando a raccolta intorno a sé tutti coloro che non avevano più nulla da perdere e che in un moto rivoluzionario avevano sempre qualcosa da sperare. Le intenzioni proclamate da Catilina erano distruttive, difficile stabilire quale fosse poi, una volta abbattuto, il suo programma di ricostruzione. Cicerone diresse con abilità la sua campagna contro il violento patrizio che fu di nuovo sconfitto. Catilina non ebbe più ritegno e chiamati a sé i suoi uomini più fidi pose le basi della sua famosa congiura. I suoi programmi erano di eliminare violentemente i consoli, spargere il terrore per la città e impadronirsi del potere. A tal fine aveva assoldato dei gladiatori e un suo uomo raccoglieva in Etruria un esercito di veterani Sillani. La congiura doveva esplodere il 28 di ottobre, bande armate avrebbero iniziato i loro atti terroristici in città mentre le milizie dall’Etruria sarebbero arrivate in sostegno. Ma Cicerone scoprì la congiura e la denunciò in Senato.