Consultando i testi di storia la figura di Catilina ci appare spesso come quella di un tiranno. Ma non è così…La storia, infatti, tende a minimizzare i vinti e a esaltare i vincitori: è più che naturale, dunque, che si esalterà Cesare come uomo giusto e “divino” mentre ci proporrà Catilina come un vile usurpatore. Se poi considerassimo le nostre conoscenze circa la vera natura del personaggio molto probabilmente noteremo che quest’ultime sono particolarmente superficiali e ristrette. Un personaggio avvolto dal mistero e dalle incertezze: ecco che cos’è per noi Catilina. Celebri personaggi e storici appartenenti ad una stessa corrente ideologica sono stati discordi per pareri su questo personaggio: se Gramsci sembra averne preso limitatamente le difese, un'altra sinistra lo ha sempre raffigurato con colori oscuri, indubbiamente in modo meno benevolo rispetto alla "rivoluzionaria" coppia dei fratelli Gracchi. Allo stesso modo la destra vi ha visto un pericoloso sovvertitore dell'ordine o un sognatore tradizionalista, una sorta di superuomo nietzschiano votato alla riconquista di un mondo perduto. Agl’occhi dello storico Gattuso Catilina appare come un rivoluzionario di destra mosso da alti propositi quali ideali di cambiamento ma anche da bassi istinti quali fama e sete di potere. Il suo istinto di rivolta contro l’oligarchia dominante lo avrebbe portato secondo Gattuso a combinare riforme economiche e sociali progressiste a progetti nostalgici di restaurazione. Pietro Zullino, uno scrittore moderno, mette in evidenza il fatto che, il nome Catilina, oggi, è sinonimo di disordine, trame oscure, mentre quello di Cesare è affine al “cesarismo” ovvero un regime saldamente ancorato alla figura di un uomo solo, carismatico e autorevole: “È difficile diventare Cesare, se prima non si è stati Catilina; ma chi resta Catilina e non va oltre, quasi sempre è un Cesare mancato” Zullino continua presentando Catilina come un uomo che guidò una rivoluzione socialista, qualche anno dopo, Cesare un altro esponente della sinistra di allora, i populares, avrebbe trasformato la repubblica romana in una monarchia imperiale. “Anche Catilina – continua Zullino- se avesse vinto sarebbe stato costretto dalle circostanze a trasformarsi in un tiranno se non l’avesse fatto, non sarebbe durato. Ma la storia è una grande semplificatrice; fa perdere i Catilina, e fa vincere direttamente i Cesari". Sempre proseguendo su questo territorio Zullino ci porta al paragone con il rapporto tra Trockij e Stalin, indubbiamente suggestivo, ma decisamente personale. Catilina, per tanto, nella storia romana non fu affatto un personaggio minore ma la sua impresa venne vista come una minaccia mortale dal potere costituito tanto è vero che molte onorificenze vennero fatte a Marco Tullio Cicerone il quale, avendo sventato il pericolo della congiura, assunse, per volere del Senato, il titolo di “padre della patria” facendo passare quindi la figura di Catilina in secondo piano risparmiandogli, però, l’oltraggio della mediocrità.