L'Antartide ha una estensione di 13,8 milioni di Km2, quasi 50 volte l'Italia e 1,5 volte l'Europa. Il 98 % del suo territorio è ricoperto da calotta glaciale che costituisce il 68 % di riserva di acqua dolce  e il  91% dei ghiacci di tutta la Terra.

Il continente Antartico è costituito di due parti: la regione orientale, per lo più a Est del meridiano di Greenwich, formata da un'unica grande placca continentale e l'altra occidentale, a Ovest di Greenwich, che consta di un insieme di piccole isole raggruppate in un arcipelago ricoperto di ghiacci. La parte orientale si affaccia prevalentemente sull'Oceano Indiano, mentre la parte occidentale sull'Oceano Pacifico su cui si protende la Penisola Antartica.

L'Antartide Orientale è costituito da rocce magmatiche e metamorfiche in parte del Proterozoico (2500-600 milioni di anni fa)  e in parte dell' Archeano (oltre 2500 milioni di anni fa). L'Antartide Occidentale è invece formata da rocce più recenti di età mesozoica (230-65 milioni di anni fa) e Cenozoica (meno di 65 milioni di anni fa).

La scoperta di fossili vegetali e animali simili a quelli ritrovati nei continenti circostanti e la similitudine delle rocce, conferma che in tempi geologicamente remoti il continente antartico era parte del supercontinente Gondwana.

I Monti Transantartici si estendono per 3200 Km tra la parte occidentale e quella orientale e una sua estremità termina nel Mar di Weddel ( piattaforma di Filchner) mentre l'altra nel Mar di Ross ( Terra Vittoria del Nord); l'altitudine massima è raggiunta dal monte Kirkpatrick con 4528 metri, vi fanno  parte, inoltre, due vulcani attivi: l'Erebus (3784 m) situato sull'isola  di Ross e il Melbourn (2733 m) situato tra la baia di Terranova e la Baia di Wood. Quest'ultimo sorge nelle vicinanze della stazione italiana di Baia di Terranova; fenomeni vulcanici si manifestano inoltre nelle isole vicine alla Penisola Antartica come ad esempio nelle isole vulcaniche di Deception, Penguin, Bridgeman e Bradant. Dallo studio dei vulcani e delle rocce vulcaniche si possono trarre informazioni anche sulla natura litologica del luogo.Nei monti Ellsworth, situati alla base della penisola Antartica si trova il monte Vinson Massif che misura 5140.

da materiale fornito dal PNRA

La parte occidentale della Penisola è saldato al nucleo del continente tramite una spessa coltre di ghiaccio. Attualmente solo il 2% della superficie di questo continente è privo di ghiacci  ed è rappresentata prevalentemente dalle vette dei rilievi più elevati che emergono dalla copertura glaciale o da coste battute dal mare. Le aree prive di ghiaccio e di maggiori estensioni prendono il nome di oasi antartiche e qui, durante l'estate, la roccia nuda si riscalda più facilmente e cede così calore all'atmosfera circostante e la temperatura raggiunge anche + 15°C. Vi sono ancora altre aree prive di ghiaccio: le Valli Secche che sono  una distesa di terre brulle vasta circa 4000 Km2 , qui la furia dei venti spazza via la neve e tiene lontane le precipitazioni, perciò sulla superficie non riesce ad accumularsi il ghiaccio. L'area è dominata da tre valli parallele: Victoria, Wright e Taylor; questo angolo singolare di Antartide è chiamato Mc Murdo  Dry Valley ed è qui che sono compresi alcuni laghi e stagni, molti dei quali sono congelati; 

eppure uno di essi al di sotto dello strato di ghiaccio conserva  una temperatura di 25°C, perché l'acqua ha un calore specifico che le permette di trattenere il calore intrappolato nel periodo estivo e di cederlo lentamente nel periodo freddo.Nelle Valli secche di Mc Murdo la temperatura media annua è comunque - 20°C e la media delle precipitazioni è di 100 mm d'acqua l'anno.Lo studio delle Rocce in Antartide è favorito perché non vi sono precipitazioni o piante in decomposizione che provocano processi di alterazione, ma il freddo e l'asciutto le conservano identiche al giorno della loro formazione.

L'attività dei ricercatori italiani si svolge con uscite giornaliere, se il luogo da raggiungere è vicino alla base, in caso contrario vengono allestiti i  campi mobili costituiti da tende. Il materiale litologico raccolto è catalogato scrivendo una sigla da cui risultano il numero progressivo di rilevamento e la sigla del geologo. Trasportato in Italia il campione viene analizzato per rilevarne la natura mineralogica ed effettuare la valutazione per ricostruire la storia geologica del luogo di ritrovamento, i  dati ottenuti si confrontano poi con le osservazioni effettuate in campo.

Lo studio litologico ha permesso di ricostruire la storia della Terra Vittoria del Nord che si può riassumere in tre tappe importanti:

1.   Il processo che ha determinato la formazione della catena montuosa nota come Orogene di Ross è iniziata nel Paleozoico inferiore ( 570 -470 milioni di anni fa) e si rilevano frammenti  di tale natura nella Nuova Zelanda, Tasmania, Australia, Africa e America Meridionale.

2.  L'Orogene di Ross nella fase successiva fu sollevato e poi subì una profonda fase erosiva da cui si formò un'area continentale spianata denominata Kukri-Peneplain. Neòl Permiano e nel Triassico su questo basamento si depositò un'arenaria di ambiente fluvio-lacustre  e circa 180-170 milioni di anni fa iniziò un' intensa attività vulcanica perciò il basamento  di Kukri-Peneplain fu ricoperto da materiale vulcanico e sedimentario le cui presenze  possiamo ritrovare  anche in America Meridionale, Africa del Sud, Australia e India;  in tali continenti sono presenti anche alcuni fossili terrestri comuni. Nella fase successiva il supercontinente Pangea si divide in due parti: il Gondwana a Sud e il Laurasia a Nord separati dal Mare Tetide. Le prove litologiche relative al Cretaceo, Paleocene e Eocene  sono da ricercare nel Mar di Ross  e indicano l'età di apertura  e la formazione della Transantartic Mountains accompagnata da attività vulcanica ancora in atto con le fumarole del Mount Erebus.

 

 

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