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da "The Illustrated London News", un ritratto di Amudsen 

Dopo aver trovato il famoso Passaggio a Nord-Ovest a bordo del Gjoa, in un viaggio durato 3 anni, partito dalla Norvegia nel 1903 Amudsen, forte dell'esperienza acquisita, diresse i suoi interessi di esploratore al raggiungimento del Polo Nord, ma proprio mentre stava allestendo la sua nave, il Fram, ebbe la notizia che Peary, dopo vent'anni di sforzi, lo aveva battuto conquistando il Polo Nord il 6 aprile 1909. Non sapendo più come utilizzare il suo Fram ormai quasi pronto a salpare, Amudsen pensò di indirizzare i propri sforzi verso la scoperta del continente Antartico e al raggiungimento del Polo Sud geografico.

Visita la pagina del Fram, la nave con cui Amudsen salpò alla volta del Polo Sud.

 

Nella foto Robert Edwin Peary

 

Amudsen a bordo del Fram con i cani da slitta da "The Illustrated London News"

Amudsen portò con se 52 cani da slitta che egli stesso definì i propri "stivali dalle sette leghe", durante il viaggio i cani vennero utilizzati per trascinare le slitte e per il nutrimento del gruppo di esploratori. 

Amudsen ritratto con uno dei suoi cani da slitta da "The Illustrated London News"

 

Scott stava per salpare dalla Nuova Zelanda verso il Mare di Ross a bordo del Terra Nova, quando ricevette un cablogramma dalle isole Madeira "Sto venendo a Sud, Amudsen".

Amudsen, salpò direttamente verso la banchisa del Pacifico, si aprì a forza un varco nel Mare di Ross e si diresse verso la Baia delle Balene nella barriera di ghiaccio. Attraverso due varchi era possibile portarsi a circa 78° di latitudine, attraverso il Mare di Weddel, spesso ostruito dai ghiacci, dall'Atlantico meridionale, o attraverso il Mare di Ross dal Pacifico meridionale, d'estate libero. Quando Scott arrivò al Polo Sud geografico il 17 gennaio 1912 vi trovò la bandiera norvegese che sventolava al vento ghiacciato ed una lettera di Amudsen per lui con la richiesta di consegnarla al re Haakon. Il 14 dicembre del 1911 Amudsen, appena un mese prima di Scott, aveva raggiunto il polo ed era tornato indietro.

Raggiunto il Mare di Ross, Amudsen si dirige subito verso la Baia delle Balene e compie un sopralluogo sulla Barriera. Contrariamente a Shackleton, la ritiene sicura e adattissima per installarvi una base; ben presto, a circa quattro chilometri dalla costa, nasce Framheim, dove nove uomini trascorreranno tutto un anno. Inizia immediatamente il lavoro per stabilire al sud depositi tali da facilitare la marcia durante la primavera seguente. E, prima che cali la notte antartica, tre depositi sono sistemati a 80°, a 81° e 82°.

Dopo i mesi dell'oscurità, dedicati a migliorare l'equipaggiamento in base alle prime esperienze delle condizioni antartiche, Amudsen, spinto dall'impazienza, inizia la marcia al primo apparire del sole. Ma il freddo che regna sulla Barriera nel mese di settembre (meno 55°) è ancora eccessivo e, dopo alcuni giorni di marcia è costretto a rientrare alla base. La partenza definitiva avviene il 20 ottobre: cinque uomini, con quattro slitte, cinquantadue cani, e viveri per quattro mesi si muovono alla conquista del Polo Sud. Leggendo la relazione di Amudsen non si può non rimanere meravigliati dalla facilità con cui si svolge la marcia. Anziché spingere i cani, spesso bisogna frenarli, impedire che corrano troppo, perché non superino i 30 Km per tappa.  Quando si giunge alle montagne però sorgono difficoltà impreviste. I cinque norvegesi imboccano un ghiacciaio - quello di Axel Heiberg - che li porta abbastanza rapidamente a una altezza di 3000 metri, dopo di che ridiscendono a meno di 2400. Credendosi ormai sull'altipiano polare, uccidono venticinque cani, lasciandone in vita solo diciotto, al traino di tre slitte. Con la carne degli altri viene costituito un prezioso deposito. ma ecco che, proseguendo, mentre le condizioni atmosferiche peggioravano sensibilmente, vengono a trovarsi su un altro ghiacciaio, ancora più infido del primo, fratturato da crepacci, così infernale da meritarsi il nome ghiacciaio del Diavolo. A questo segue la Sala da Ballo del Diavolo, la cui superficie rimbomba cupa sotto i passi degli esploratori, che sovente sprofondano nello spazio vuoto formatosi tra due strati di ghiaccio. Finalmente il 2 dicembre, dopo più di venti giorni di dura lotta, il grande altipiano è raggiunto, a una altezza di oltre 3000 metri. 

La marcia riprende allora facile e rapida. La meta è ormai vicina; tutti sono in ottime condizioni e i cani non hanno perso le loro forze. Il 14 dicembre del 1911, il Polo è raggiunto: Roald Amudsen, Helmer Hansen, Sverre Hassel, Olaf Bjaaland e Hoscar Wisting, innalzarono la bandiera norvegese. Per tre giorni i cinque norvegesi si fermarono al Plo a compiere osservazioni ed effettuare puntate in ogni direzione per essere ben sicuri d'averlo davvero raggiunto. Da Framheim a Polheim (l'accampamento del Polo) avevano percorso oltre 1400 Km a una media di 25 Km al giorno. Il ritorno è ancora più rapido, e senza storia. Il 26 gennaio del 1912 gli esploratori, in ottime condizioni, raggiungono di nuovo la Baia delle Balene.

 

 

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