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La scialuppa, con un ponte fatto da vele leggere, scivola fra i frangenti di un nero isolotto antartico, chiamato isola dell'Elefante. Le onde la spingono contro una roccia, quasi la capovolgono, ma riesce a farcela. Le vele vengono spiegate e in pochi minuti il forte vento occidentale la spinge fuori di vista. E' il 24 aprile 1916; sir Ernest Shackleton ha iniziato uno dei viaggi più audaci negli annuali del mare. Coraggioso esploratore artico irlandese aveva stabilito di marciare attraverso l'Antartide; ma il ghiaccio della banchisa nel Mare di Weddel stritolò la sua goletta Endurance.
Nella foto l'Endurance intrappolato tra i ghiacci Dopo aver salvato delle provviste e tre scialuppe, egli e i suoi vent'otto uomini si trascinarono, andarono alla deriva, navigarono per ventiquattro settimane per raggiungere l'isola dell'Elefante. Shackleton chiede dei volontari per raggiungere, in cerca d'aiuto, la Georgia del Sud, un'isola avamposto a ottocento miglia fra i mari più tempestosi del mondo. Tutti si offrirono di andare e Shackleton ne scelse cinque.
Nella foto Shackleton con cinque compagni parte alla volta della Georgia Australe sulla scialuppa James Caird Caricarono sulla scialuppa James Caird, di sette metri, razioni per un mese, due barili d'acqua, un fornello e pochi galloni di cherosene. La Caird ballava, rollava, si impennava come impazzita. "Mentre le onde si frangevano attorno a noi la barca veniva sollevata vertiginosamente. In quei momenti potevamo vedere per miglia e miglia all'intorno solo grigio, grigio, grigio". Per una settimana non ci fu più sole; il battello si coperse di ghiaccio e fece del suo meglio per sbarazzarsi dei suoi uomini. Essi lottarono per tenerla in direzione con la bussola. Cosa sarebbe successo se avessero mancato la Georgia del Sud? Un uomo si congelò alla barra "dura come il ferro". Ci volle un'ora per disgelarlo. Poi scoppiò una tempesta; le onde riempivano il pozzetto e gli uomini disperatamente gettavano fuori l'acqua. Poi finirono l'acqua dolce e"la nostra sete divenne un tormento". Dopo quattordici giorni avvistarono delle montagne, ma un'altra tempesta li colpì e fu necessario tenersi lontano dalla terra. La Caird prese il largo ma i venti a 150 k/h la sospingevano inesorabilmente verso le scogliere. Quando ormai erano a dieci minuti da esse e quindi dalla morte, il vento cadde e la scialuppa accostò per approdare in una baia. Shackleton scalò il dorsale della Georgia del Sud, superando montagne e ghiacciai inesplorati per raggiungere una stazione di caccia alle balene; qui riuscì ad avere un vapore e ritornò all'isola dell'Elefante. Uno dei suoi compagni soccorsi disse: " sapevamo che Shackleton ce l'avrebbe fatta in un modo o in un altro".
Nella mappa il viaggio di Shackleton e dei suoi uomini Sir Ernest Shackleton parte per il suo viaggio a bordo dell'Endurance il 5 dicembre 1914, la sua nave, di fronte alla terra antartica di Coats viene imprigionata dai ghiacci il 18 gennaio 1915 e da questi non riuscirà più a liberarsi. Trascinata alla deriva verso nord dal movimento dei ghiacci che la trattengono si muove parallelamente alla Costa Lassiter nella Terra di Graham per affondare stritolata il 21 novembre 1915. Gli uomini si fanno coraggio e recuperato tutto il recuperabile dalla goletta, si incamminano trascinando a mano le scialuppe cariche di viveri e attrezzature fino a raggiungere, dopo sforzi sovrumani e una dura lotta per la sopravvivenza, l'isola dell'Elefante il 15 aprile 1916, Shackleton prende una delle scialuppe e affronta il mare tempestoso raggiungendo, dopo 650 miglia nautiche di navigazione percorse in quindici giorni, la Georgia Australe ponendo termine ad una avventura durata 522 giorni. Shackleton tornerà all'isola dell'Elefante e finalmente il 30 agosto del 1916 riuscirà a portare in salvo i suoi uomini.
Nella foto Shackleton torna a salvare i suoi uomini prigionieri nell'isola dell'Elefante |