Viaggio della Memoria - Auschwitz 29 - 31 marzo 2009
Il Viaggio della Memoria, promosso dalla Provincia di Roma e rivolto ai docenti e agli studenti delle scuole secondarie del territorio, ha rappresentato un momento significativo per ogni singolo partecipante.
La storia della Shoah e delle persecuzioni naziste è stata oggetto di riflessione nei tre giorni trascorsi tra Cracovia e Auschwitz-Bikenau.
I racconti dei sopravvissuti, Samuel Modiano, Piero Terracina, Shlomo Venezia, hanno accompagnato i nostri passi rendendo più doloroso ma più consapevole il percorso.
Visitare i luoghi simbolo dell’Olocausto ha sortito l’effetto desiderato: il silenzio dei duecentoquaranta ragazzi, i loro volti contratti, gli sguardi commossi e attenti sono stati la riprova che è importante parlare del Passato per comprendere il Presente.
I giovani devono essere i destinatari di questo messaggio: ricordare per capire, per non dimenticare, per impedire che quanto è stato possa accadere ancora.
“E’ un miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora nonostante tutto, perché continuo ancora a credere nell’intima bontà dell’uomo”(dal Diario di Anna Frank).
Insieme nella memoria

Il “Viaggio della memoria”, avvenuto ad Auschwitz alla fine di marzo, è stato viaggio nella memoria: un' esperienza indescrivibile che non poteva essere assolutamente persa, l' occasione per conoscere e capire cosa sia successo in passato; la possibilità di avvertire personalmente la tragedia, consumatasi non molto tempo fa, attraverso gli sguardi, velati dai ricordi e le parole pronunciate dai testimoni..
Poche parole: quelle che bastano per capire quanto un uomo possa essere considerato meno di niente e, per questo, oggetto di una carneficina. Frasi concise, ma dirette e precise. Ricordi che riaffiorano nitidi nella memoria di chi ci ha accompagnato in questo viaggio:immagini, luoghi, oggetti che scorrono davanti agli occhi di chi ha vissuto sulla propria pelle la pazzia di un uomo. Un'esperienza bruciante, indelebile che non può essere compresa appieno da chi è estraneo a tutto ciò:è già difficile credere,vedendo i luoghi della “morte” con i propri occhi, che possa essere esistito tanto odio verso un proprio simile. Non siamo tutti fratelli? Non siamo uguali e non abbiamo tutti diritto ad una dignità? E' impossibile capire, anche in piccolissima parte, le idee e le convinzioni che hanno portato alla morte milioni di perone:Ebrei, omosessuali, zingari, testimoni di Geova, avversari politici.
Quando sui testi scolastici si legge dello sterminio attuato nei campi nazisti si rimane basiti:quando la Storia ti si presenta davanti è tutta un'altra cosa. Si rimane agghiacciati davanti ad una realtà crudele ed inaudita, di fronte alla presunzione di una ideologia. Ogni singolo oggetto, anche il più banale, ogni elemento intorno a noi si carica di significati: i colori scuri e opprimenti del ghetto di Cracovia, il buio nelle baracche dei lager provocano una sensazione di angoscia, di claustrofobica desolazione; la pioggia e il cielo plumbeo partecipano al dolore che echeggia nei campi di concentramento, ormai vuoti. Il tempo scorre ma sembra rallentato, cristallizzato dalle testimonianze di tre grandi uomini (Terrracina, Modiano, Venezia, tre dei superstiti)che ci fanno tornare in un passato così poco conosciuto da noi giovani, ma che riemerge nella loro mente passo dopo passo in quei luoghi desolati. Si rivivono con loro il dolore, la sofferenza, l'amarezza, la rabbia,la delusione e mille e mille altre passioni che traspaiono dal loro viso,dagli sguardi, dalla voce tremante che confessano una realtà così assurda da sembrare fattibile. Nonostante tutto riescono a parlare a noi giovani, a raccontare la loro esperienza nella speranza che il loro inferno non si ripeta.
Il motivo per tutto il male? Cosa spiegherebbe l'inspiegabile? non troviamo risposte..Essere Ebreo o “diverso”? é questa la colpa? per molto tempo la sensazione che hanno avvertito i deportati è stato un senso di inadeguatezza, la sensazione di essere “sbagliati”..Sbagliati per cosa? Per la società? Perché non conformi alle caratteristiche richieste? Diversi in cosa, se si può parlare di diversità? noi siamo tutti UOMINI, viviamo uno stesso destino: dobbiamo affrontare la vita (che di per sé è già una bella sfida!!!) aiutandoci gli uni con gli altri, attraverso il dialogo e il confronto .Ogni vita vale quanto un'altra né più né meno..Chi ha quindi il diritto di scegliere della vita dell'altro di considerarsi superiore ad un altro essere umano? La persona acquista il suo valore, non dimostrando di sapere uccidere il prossimo, ma vivendo con gli altri e PER gli altri lasciandogli la possibilità di gestire la propria esistenza e di modellarla secondo le proprie aspettative..

Albero della vita

Un'immagine che mi ha colpito particolarmente è stato un albero visto il giorno che abbiamo visitato Cracovia, un albero che mi ha fatto pensare alla vita .Una riflessione arricchita da tutto ciò che è stato vissuto nei giorni precedenti, durante la visita nei campi di concentramento dove tutto si annulla e non rimane altro che un insieme di numeri che contraddistinguono quelli che una volta erano uomini..Pensavo alla vita in cui tutti siamo coinvolti ognuno affrontando le proprie difficoltà, i dolori e le gioie, percorsi più o meno tortuosi, ma comunque vite che si intrecciano tra loro così come i rami di questa pianta: rami più o meno estesi, più o meno lineari che protendono verso il cielo intrecciandosi fra loro e facendo parte l'uno dell'altro. Da ogni ramo poi se ne estendono altri che affronteranno la loro esistenza e da questi ne nasceranno altri e così vai dicendo fin quando ci sarà il supporto e l'aiuto del ramo precedente..Da una vita ne nascono tante altre: così dovrebbe essere per l'uomo affinché con la sua solidarietà e la sua comprensione sia promotore della vita e non l'assassino dell'umanità

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