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Gli articoli pubblicati nel quotidiano il TEMPO

da alcune classi della nostra scuola

Noi e i giornali


La maggior parte dei giovani confessa di leggere poco e quasi esclusivamente notizie sportive

COLLEFERRO -I giovani del duemila mostrano una quasi totale disaffezione nei confronti dei quotidiani, non si può, quindi, dire che questo rapporto sia dei più felici. Da un sondaggio effettuato nell’ I.T.I.S. “Cannizzaro” di Colleferro, è risultato che uno scarso 40% legge almeno tre volte a settimana un quotidiano e tutti trovano maggior interesse nelle pagine sportive; un ulteriore 40% non si dedica minimamente alla lettura in quanto sostiene che sia noiosa e troppo impegnativa. Altri, invece, non avendo molto tempo a disposizione, poiché si dedicano a molteplici attività extrascolastiche, preferiscono la visione del Telegiornale, meno faticosa, più accessibile a tutti e più coinvolgente.
Infine un ultimo 20% è più propenso a servirsi dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, quali internet, per mantenersi costantemente informato. I dati rilevati rispecchiano in parte la situazione generale nazionale. Il grande problema di questa nuova generazione è che non riesce a valutare la reale importanza di crearsi una propria cultura che vada oltre lo sport, oltre la sola informazione e che permetta di spaziare con la propria mente in ogni campo del sapere. Per attenuare la distanza tra i giovani e il giornale è stata avanzata recentemente una proposta da parte del Ministero della Pubblica Istruzione che prevede la distribuzione gratuita di quotidiani nelle scuole.
L’adesione al progetto è stata consistente ed ha coinvolto gran parte della popolazione scolastica. Ragazzi di tutta Italia, quotidianamente, leggono, discutono, commentano, riflettono insieme su informazioni di ogni genere cercando di aprirsi nuovi orizzonti e di trovare un canale di comunicazione più diretto tra il mondo scolastico e la realtà circostante. Anche la nostra scuola ha voluto aderire con entusiasmo all’iniziativa “IL quotidiano in classe” perché siamo fermamente convinti che un ragazzo che legge è più ricco, più vicino alla realtà che lo circonda. E’ importante educare gradualmente gli adolescenti alla riflessione critica e al libero giudizio anche attraverso la lettura di varie testate giornalistiche come ”La Repubblica” e “Il Corriere della Sera”. Il lavoro finora svolto si è dimostrato molto utile e positivo e si spera che con l’aiuto degli insegnati questo mezzo di comunicazione di massa si diffonda maggiormente tra i giovani; solo cosi svilupperanno un senso critico e non si lasceranno soffocare da un mondo di illusioni.

 

I° B Liceo Scientifico Tecnologico e II D

 

L'ambiente e le nuove tecnologie
 

Le problematiche ambientali spingono la scuola ad una continua riflessione per una corretta cultura scientifica

Il nostro è un istituto tecnico e non può non aprirsi a riflessioni sul rapporto tra tecnologia e realtà umana. Rientrano in questa ottica i seminari sulle fonti energetiche organizzati lo scorso anno e i collegamenti degli alunni del liceo scientifico tecnologico con alcuni scienziati italiani presso l’ Antartide per approfondimenti sull’inquinamento.
Ma anche un film coinvolgente come “Vajont” sulla tragedia causata nel ’63 nel Bellunese dalla costruzione di una diga in una zona geologicamente non idonea, può essere spunto per una riflessione sul prevalere degli interessi economici su quelli umani, ieri come oggi.
La qualità della vita è strettamente legata alla tutela ambientale e alla salvaguardia delle risorse naturali. Ogni modifica che l’uomo apporta all’ambiente ne sovverte l’equilibrio, con gravi e irreparabili conseguenze. A proposito viene naturale citare il disastro di Sarno in Campania del 1998.
Ma ci sono anche disastri non legati direttamente alla modifica “aggressiva” dell’ambiente, ma alla scarsa attenzione del mondo industriale alla qualità della vita sul pianeta. È il caso di incidenti presso industrie, centrali nucleari o petroliere.
Nel mondo industriale il modo più semplice per raggiungere il massimo profitto è la minimizzazione dei costi d’esercizio diminuendo le attività di manutenzione dei macchinari o eludendo l’adeguamento delle misure di sicurezza agli standard definiti dalle normative vigenti o, addirittura, le procedure e i sistemi di sicurezza nei cicli di lavorazione.
Un esempio di mancata manutenzione è lo scoppio del’38 nel reparto di lavorazione del tritolo degli stabilimenti BPD di Colleferro, in cui i macchinari obsoleti giocarono un ruolo determinante. Un ricordo storico ormai questo, ma che dire di fatti più recenti come l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl o la vicenda della centrale nucleare nipponica Tokaimura, in cui un errore operativo, grave nella sua grossolanità quanto quello di Chenobyl, ha causato la contaminazione di 19 operai e di 5 cittadini?
Un altro esempio? Il 28 settembre 2000 negli stabilimenti EVC della società EniChem l’incendio di tre trasformatori della cabina elettrica della Società EniPower che alimenta anche due impianti dell'EVC ha provocato mancanza di energia elettrica e il blocco degli impianti con la conseguente apertura delle valvole di sicurezza dei reattori dell'impianto PVC che disperdevano nell’atmosfera una quantità non precisata di cloruro di vinile, altamente cancerogeno. Si è trattato di un evento accidentale o ci troviamo di fronte ad una insufficienza cronica del sistema di sicurezza? Naturalmente per questo episodio è scattata un’inchiesta giudiziaria conclusasi con l’assoluzione degli imputati ma rimangono, comunque, gli interrogativi della gente comune.
Per quanto tempo ancora l’uomo potrà continuare a pensare solo al profitto incurante delle sorti dell’umanità e, molte volte, del pianeta ?


III° A
Liceo Scientifico Tecnologico

Alessio Bianchi, Alessandro Scarozza, Francesco Fabbrizi

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