Caro sindaco, lavora per noi
Lo abbiamo intervistato insieme all’Assessore alla cultura
Noi giovani guardiamo con incertezza al futuro, spesso anche poco consapevoli di ciò che la società ci richiederà. L’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione comunale può risvegliare in noi interrogativi latenti per spingerci ad uscire dalla “gabbia dorata” di un atteggiamento a volte disinteressato rispetto ai progetti futuri e ai problemi sociali, può farci sentire già partecipi delle scelte che influenzeranno la vita di tutti i giorni. Quali i principali interrogativi che vengono a galla? Prima di tutto quelli legati all’inserimento nel mondo del lavoro, ma anche sul futuro dell’ambiente che ci circonda, e magari può prendere forma anche l’espressione di un sogno, quello della creazione di un campus studentesco in cui gli studenti di scuole diverse possano realizzare progetti comuni. Prende l’avvio, così, la nostra intervista al sindaco, dottor Mario Catoni, e all’assessore alla cultura, dottoressa Grazia Mazzoli. Le domande si susseguono chiare e puntuali: quali prospettive di lavoro nel territorio per gli studenti dei corsi di laurea in ingegneria ambientale e spaziale istituiti a Colleferro? Quali risultati dopo la nascita dell’Incubatore di imprese? Quali i progetti per un potenziamento dell’occupazione giovanile? Incertezza si percepisce nella risposta del sindaco sul futuro occupazionale nel settore spazio dopo i risultati dei due ultimi lanci di Ariane 5; ottimismo, invece, per le prospettive del corso in ingegneria ambientale. Per un resoconto sui primi risultati dell’incubatore di imprese è presto: la novità e complessità del progetto, che va dalla consulenza a chi voglia impiantare nuove imprese all’assistenza per assolvere alle pratiche burocratiche più complesse, impone un arco di tempo più lungo per le valutazioni. Certo è una realtà importantissima a cui i giovani devono avvicinarsi vista la tendenza del futuro al superamento del lavoro dipendente e la sempre maggiore richiesta del mercato di flessibilità in campo occupazionale. In questo senso l’incubatore offre opportunità a chi ha delle idee e le vuole metterle in atto. Circa l’impegno per un potenziamento dell’occupazione si segnala anche il progetto SLOI, che prevede una zona sulla via Casilina a 3 Km da Colleferro, per lo stanziamento di capannoni industriali. Già sono pervenute da aziende venete richieste di assegnazioni di lotti: medie e piccole imprese già affermate che verranno a stanziarsi a Colleferro, considerato per le sue tradizioni un polo industriale all’avanguardia. In questo modo si offriranno opportunità di lavoro a personale locale competente. Per la realizzazione, invece, del parco giochi a Valmontone che offrirebbe 5000 posti di lavoro, molti dubbi e nulla ancora di concreto. Dall’occupazione ai problemi ambientali: la decisione di proseguire i lavori del termovalorizzatore dopo tante polemiche è stata dettata dall’esigenza di evitare una grossa perdita economica e occupazionale o dalla reale convinzione dell’assoluta sicurezza e non nocività dell’impianto? La risposta è immediata. Il problema dei rifiuti, sottovalutato spesso, è di enorme importanza. In tutto il mondo ci si orienta verso il tentativo di recuperare ricchezza da essi. In Italia sono già presenti diversi termovalorizzatori. Circa le polemiche, sono state solo relative all’ubicazione dell’impianto. Purtroppo, però, la giunta quando ha ereditato il progetto non avrebbe potuto più fare niente per cambiarla. Si nega assolutamente che l’impianto possa arrecare danni ambientali, sicuramente ciò che Colleferro ha subito da questo punto di vista negli anni passati, soprattutto per il settore chimico, è molto più grave. Quanto alla sicurezza dell’impianto è stato richiesto un continuo monitoraggio in varie punti di Colleferro perché i cittadini possano tenere la situazione sotto controllo. Certamente, l’impatto paesaggistico è negativo ma la bilancia da una parte deve pendere, se vogliamo stare meglio a qualcosa dobbiamo rinunciare! Altri interrogativi relativi a preoccupazioni ambientali avremmo voluto porre al nostro sindaco, se il tempo a disposizione fosse stato sufficiente, ad esempio circa la discarica di rifiuti vicina al parco naturale “La selva” di Paliano e alla futura sede dell’Istituto professionale “Parodi Delfino” o circa l’attendibilità dell’inquietante dato statistico trovato navigando su internet relativo ai livelli di inquinamento della nostra città tra i più elevati d’Italia. Non è stato possibile, ma speriamo nella possibilità di poter ancora ripetere l’esperienza di dialogo sereno e costruttivo con le istituzioni locali vissuta oggi per approfondire le tematiche che più ci stanno a cuore. IV LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO |