L’ acqua è
diventata un’emergenza
(per i più
poveri)!!!
ITIS
Cannizzaro di Colleferro (RM) – IV° Chimica
Insegnante coordinatrice Anna Cocchini
Durante il recente
vertice di Johannesburg la comunità internazionale ha
preso finalmente coscienza del problema idrico: infatti,
se venti anni fa si parlava di guerre per il petrolio
oggi si inizia a discutere di “guerre per il controllo
dell’acqua e delle risorse idriche”, segno, nemmeno
troppo celato, che questo problema ha già superato il
livello di guardia e se non verranno presi
provvedimenti, l’acqua potrebbe prendere il posto del
petrolio come principale causa di conflitti.
Le Nazioni Unite hanno
indicato l’anno 2003 come Anno Internazionale
dell’Acqua, richiamando così tutti i paesi del mondo a
prendere atto del costante aggravarsi del rapporto tra
le risorse idriche e l’aumento vertiginoso della domanda
d’acqua, dovuto all’esponenziale incremento della
popolazione e all’aumento dei consumi.
Nel mondo, infatti,
sono assetate molte zone dell’Africa sub-sahariana,
dell’Asia, del Medio Oriente, ma il problema comincia a
farsi sentire anche in alcune zone degli Stati Uniti,
come la California, e in Italia, dove il 45% della
popolazione soffre, episodicamente, di difficoltà
nell’approvvigionamento di acqua potabile, in
particolare nel Sud.
In totale, secondo l’OMS,
sono 1 miliardo e 680 le persone che non dispongono di
acqua potabile con tutte le conseguenze immaginabili per
la salute e le altre attività umane.
Se il 28% della
popolazione mondiale non dispone di fonti idriche; un
altro 20%, quello che detiene l’86% della ricchezza del
pianeta, consuma il 58% dell’ acqua disponibile;possiamo
dire che 100 clienti di un hotel di lusso consumano in
circa due mesi la stessa quantità di acqua necessaria
per irrigare un ettaro di risaia per un anno oppure
soddisfare per 2 anni le esigenze idriche di 100
famiglie di un paese del terzo mondo.
Una tonnellata di
cereali necessita di 1000 tonnellate di acqua e
contemporaneamente è bene ricordare che il 60% delle
terre irrigate nel mondo, serve per alimentare l’11%
della popolazione più ricca. E il 70% della produzione
agricola serve all’alimentazione animale, per fornire
carne alla tavola dei ricchi.
In realtà la
quantità d’acqua esistente sulla terra è enorme, essendo
stimata in ben 1.5 miliardi di Km3; il 93%
però, è acqua salata oceanica ed il restante 7% è acqua
dolce. I tre quarti di quest’ultima si trova nelle
calotte polari, nei ghiacciai e nelle distese nordiche.
Il rimanente ¼ è quello
costantemente riciclato nei cicli climatici, sporcata,
inquinata da agricoltura, industria ed insediamenti
abitativi, tanto è che l’acqua potabile pro-caopite
giornaliera disponibile è passata anch’essa negli ultimi
40 anni, da 17000 m3 a 7500 m3.
Sicuramente tra le principali cause della rarefazione
delle risorse idriche vi sono quelle dovute
all’inquinamento provocato da rifiuti e emissioni di gas
dannosi per l’ambiente, allo sviluppo
indiscriminato,alla cementificazione eccessiva ed a una
popolazione mondiale in rapida crescita; un esempio
eloquente di questo fenomeno è la falda di Ogalalla
negli (USA), la falda più grande del pianeta, che serve
ben 8 Stati, che possedeva un volume d’acqua pari a 200
volte la portata del fiume Colorado. Ebbene questa falda
dal 1960 ha perso un volume paria 18 volte la portata
del Colorado.
Attualmente in Italia il problema dell’acqua emerge con
forza e sempre più spesso; infatti l’allarme è ormai
esteso a un terzo dei Comuni che sono a forte rischio
idrogeologico. Si stimano, ogni anno, danni
all’agricoltura, per mancanza di acqua, per milioni di
euro.
E’ quindi necessario avviare iniziative per ridurre i
prelievi di acqua e incentivarne il riutilizzo;
fondamentalmente limitando il prelievo di acque
superficiali e sotterranee, oltre che riducendo
l’impatto degli scarichi e sotterranee, oltre che
riducendo l’impatto degli scarichi sull’ambiente (laghi,
fiumi,falde,ecc..).
Attualmente, in Italia, è in corso un significativo
processo di riforma normativa che avrà serie
ripercussioni su tutto il settore dei servizi idrici e
sulla gestione del ciclo delle acque.
Tra le principali leggi emanate negli ultimi 10 anni c’è
la 36/94, meglio conosciuta come legge Galli, che
definisce come servizio idrico integrato l’insieme dei
servizi pubblici di captazione, adduzione e
distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e
depurazione delle acque reflue.
Se si vuole scongiurare il rischio che nel 2020
il numero delle persone che non hanno accesso all’acqua
potabile sia raddoppiato è necessario:
a)
Una politica
dell’acqua;
b)
Promuovere la
conoscenza pubblica dei problemi relativi all’acqua per
favorire una partecipazione effettiva dei cittadini alla
gestione dell’acqua sia al livello locale/regionale che
al livello nazionale.
In fine possiamo dire che si può vivere senza petrolio,
perché si può sostituire con il carbone o con l’energia
degli animali o delle nostre braccia ma l’acqua è
insostituibile e ciò la rende Unica perché è un
bene Comune di Tutta l’Umanità ed un Diritto Umano
inalienabile e non contrattabile, proprio in quanto
diritto.
Ciambella Maurizio
IV° chimica
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