Conversazioni sull'educazione

Di Zygmunt Bauman, Riccardo Mazzeo

 Commento di Ludovica IV A LST al libro

Mi piacerebbe che questo libro non fosse letto perlopiù da “studiosi”, ma che si riconoscesse che, in quanto Cultura, è rivolto ad ognuno, per stimolare la nostra riflessione in modo da comprendere, e quindi costruire, la nostra società; se riguarda l’uomo, la comunità, allora riguarda anche noi, serve a tutti.
Serve; ci tengo a dirlo perché conversazione e educazione non sono uno spreco.
È tempo lungo, fatto di pause di riflessione, tempi d’arresto, momenti di deviazione per guardarsi in giro, di immobilità e silenzio per ascoltare l’altro, passeggiate insieme per comprendersi, cammini di educazione. Non è veloce; si rimane “inutili” per anni prima di giungere alla meta, e noi vogliamo denaro e realizzazione, e subito; allora, si vede questo percorso come un lungo passaggio che siamo costretti a fare e che si vuol ridurre il più possibile, allo stretto indispensabile.
Realizzazione: termine che quasi inconsciamente associamo sempre al soddisfacimento del desiderio; impulso frenetico che ci spinge a ricercare l’appagamento di una mancanza. La ricerca della soluzione è delegata ai prodotti, alle tecnologie; la nostra soluzione, la nostra decisione, sarà quindi ridotta all’indolore, pratico e istantaneo acquisto della merce, e ogni vuoto sarà incanalato nell’assenza di un bene. Ogni problema potrà essere facilmente risolto nel consumo.
Meccanismo che può essere, ed è, comodamente sfruttato dal marketing: se la soluzione per la costruzione della propria identità, il bisogno di appartenenza a un gruppo e a un certo grado sociale, la costruzione di un rapporto con gli altri, l’edificazione di un’amicizia, tutto questo e ogni altro desiderio e ambizione o aspirazione possibile, è il consumo dell’ultimissimo bene di mercato, siamo condannati a non realizzarci mai, a non soddisfare il desiderio e colmare i vuoti, in una continua alimentazione dell’impulso che sentiamo come strada per affermare noi stessi e che invece è strada per arricchire gli altri.
La conversazione e l’educazione non rientrano in questo meccanismo, quindi si tagliano. Deleghiamo anche questo al mercato e alla tecnologia.
Se qualcuno inventasse una macchina che istantaneamente crei tutte le conoscenze utili nel cervello, sarebbe applaudito. Quel lungo cammino potrebbe essere definitivamente eliminato. Desiderio colmato subito dalla merce.
Sarebbe un giro di giostra che, in un attimo vorticoso, ci porta a un fine: in realtà è illusione, ci hanno riportato al punto di partenza ma non abbiamo potuto vederlo, ci hanno trascinato così velocemente che non abbiamo potuto accorgerci di niente.
È per questo che voglio la conversazione, voglio l’educazione.
Voglio essere libera, che non vuol dire finire scaraventati in un mondo liquido dove apparentemente non sei costretto in nessun legame, mentre invece sei trascinato da vortici in cui sei così immerso da non rendertene conto.
Voglio il confronto con l’altro, l’apprendimento continuo, lo scavo profondo al di là dell’apparenza, il parlare e lavorare insieme per risolvere i problemi, voglio stimoli alla riflessione, capire la realtà che mi circonda, voglio poter trovare in ogni materia, persona, libro insegnamenti per crescere.
Questa è educazione e conversazione.
E allora leggete. Anche se non capite, anche se non condividete, il libro e l’insegnante saranno sempre elemento critico che induce a riflettere.
E ricordate che assegnare valore e portare rispetto alla scuola e agli insegnanti vuol dire anche portarne agli studenti, a tutti noi.

Chiudi finestra