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Articolo tratto dal settimanale "Il Cittadino" del 17 febbraio 2006
Un ospite d'eccezione all'Istituto Tecnico Cannizzaro di Colleferro
Il Prof Mario Tozzi presenta il suo libro "Catastrofi" di Fabrizio Ponziani
Colleferro - Mercoledì 15 febbraio u.s. alle ore 10:30 l'aula di
scienze dell'ITIS "Cannizzaro" ha ospitato la presentazione del
libro "Catastrofi" ed il suo autore Prof. Mario Tozzi, geologo,
ricercatore dell'istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG)
del CNR di Roma e noto divulgatore scientifico per le sue
trasmissioni in TV (Gaia su Rai Tre in prima serata) e radiofoniche.
L'illustre ospite è stato accolto nell'aula con grande entusiasmo da
tutti, in particolare da un gruppo di cinque studenti della 5^ A
corso Scientifico Tecnologico: Questi ragazzi: Giacomo Cirillo,
Leonardo Manzari, Martina Ronzoni, Riccardo Frattolillo, Di Pietro
Fancesco, hanno svolto per l'occasione uno studio approfondito del
libro, il criterio dei docenti che li hanno seguiti è stato quello
di prepararli in anticipo, affinché potessero partecipare
attivamente. Così hanno toccato da subito un tema fondamentale:
l'incapacità dell'uomo a convivere in armonia con la natura per la
scarsa sconoscenza della storia naturale. Il libro nasce proprio
dalla volontà di diffondere informazioni per contrastare la tendenza
dell'uomo a prescindere da queste conoscenze. Dall'eruzione di Toba
più di 70000 anni fa, quando la specie umana rischiò l'estinzione,
all'esplosione del Krakatoa del 1883, e poi i terremoti che
annientarono la Calabria nel XVIII secolo fino ai più recenti in
Irpinia, Assisi, la frana del Vajont nel 1963, lo Stromboli l'unico
vulcano costantemente in eruzione da oltre 2000 anni. Un lungo
elenco che deve far ricredere l'uomo dal sentirsi invulnerabile nei
confronti del pianeta, ma anche dal credersi vittima delle forze
della natura evitando comportamenti irresponsabili, come
l'insediarsi su pendici di vulcani o su coste a rischio. Poi il
dott. Tozzi, garbato e gentile, come sempre, ha risposto alle
numerose domande poste dall'attento pubblico: se al mondo servono
più scienziati o filosofi il ricercatore risponde che servono
soprattutto persone che si informano e che mirano ad una cultura
globale, in passato, infatti, gli scienziati erano anche filosofi,
una scissione culturale, come quella operata da Benedetto Croce è
inammissibile. In Italia, poi, è essenziale conoscere l'incipit dei
promessi sposi, mentre non si conoscono gli scopritori del DNA:
James Watson può essere confuso con il collega di sherlock Holmes e
Crik è lo strumento per cambiare la ruota dell'auto.
Ecco che bisogna "invertire la rotta" per evitare altre vittime
dell'incapacità dell'uomo di vivere in armonia con il pianeta: lo
tsunami di Sumatra è un evento naturale, ma la catastrofe è
responsabilità dell'uomo che non ha tenuto conto di esperienze
passate, cosa che hanno saputo fare gli indigeni che, seppure privi
di tecnologia, hanno saputo mettersi in salvo. Si
è poi parlato delle profonde analogie del basso Tirreno (in
espansione) con il sudest asiatico e della forte probabilità che uno
tsunami possa verificarsi anche sulle nostre coste ed ecco costruire
ponti ed opere edilizie in tali siti è alquanto azzardato. Con
questo non bisogna limitare la tecnologia, ma indirizzarla in modo
da evitare quella inutile.
Poiché il danno è nostro, poiché il pianeta è inerte e lavora
comunque, solo adottando misure preventive adeguate, anche in
Italia, saremo in grado di ridurre i danni spaventosi prodotti dagli
eventi naturali, che non possono essere evitati, ma che non sono
unici nella storia, conoscere la storia naturale ed evidenziare le
nostre mancanze, (come lo sfruttamento inadeguato dei combustibili
fossili anziché di energia eolica e fotovoltaica) è il primo passo
verso un rapporto più responsabile nei confronti di Gaia. |