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Incontro col Prof Mario Tozzi, noto conduttore del programma
televisivo "Gaia, il pianeta che vive"
Mercoledì 15 febbraio
gli alunni del Liceo scientifico tecnologico hanno incontrato un
ospite d’eccezione, il prof. Mario Tozzi, geologo, ricercatore del
CNR, noto conduttore ed autore del programma televisivo “Gaia, il
pianeta che vive”. Questo importante momento culturale è stato
gestito in prima persona dagli alunni che erano stati opportunamente
preparati dagli insegnanti. Alcuni di loro in particolare hanno
aperto l’incontro presentando il suo ultimo libro “Catastrofi”.
Segue la prima parte della presentazione.
“Contrariamente a quanto il titolo potrebbe far supporre, il tema di
questo saggio non è l’imponderabile forza della natura che si
abbatte sugli uomini ma piuttosto l’incapacità delle istituzioni di
gestire armonicamente il rapporto con il pianeta. Le ricorrenti
catastrofi legate agli effetti di eventi naturali, anche ai più
ineluttabili quali i terremoti, sono da imputare ad una cattiva
gestione del territorio e all’incapacità di far tesoro della memoria
storica attuando misure di prevenzione. A proposito di prevenzione
la teoria di questo saggio è che anche da un punto di vista
economico prevenire è più conveniente che far fonte ai danni
materiale di un cataclisma. L’approccio di Mario Tozzi con certi
eventi naturali terribili per il senso comune è quello del geologo
che ha dedicato la sua vita allo studio della terra e ne è
affascinato. Non a caso la dedica del libro recita a “a zio Biagio
geologo che sa di appartenere alla terra, e a noi pare che lo stesso
si potrebbe dire di Mario Tozzi. La tesi di questo saggio non è,
quindi, una riproposta della leopardiana concezione di natura
matrigna, certo le pagine dedicate al Vesuvio, alla descrizione
delle sue passate eruzioni e della prossima ventura, ci riportano
alla mente i versi leopardiani dedicati al “formidabile monte
sterminator Vesuvo”, ancora si può intravedere una comune linea tra
il poeta e l’uomo di scienze moderno nell’appello alla forza della
conoscenza, della consapevolezza che la vita del pianeta segue il
suo divenire incurante della presenza umana. Se Leopardi auspicava
che dalla conoscenza del rapporto uomo-natura sarebbe nata una
catena umana di solidarietà e sarebbero cessate le guerre tra gli
uomini inutili, Mario Tozzi auspica la fine del prevalere degli
interessi privati che inducono a non operare per la prevenzione, a
sacrificare vite umane per il profitto.
A questo proposito un’attenzione particolare viene data alla
situazione italiana.
Il libro nasce, quindi, dalla volontà di favorire il diffondersi di
una cultura scientifica fondata su una maggiore consapevolezza dei
fenomeni naturali per un rapporto più armonico dell’uomo con il
pianeta. A tal fine Mario Tozzi descrive puntualmente fenomeni come
Tzunami, terremoti, eruzioni, frane e alluvioni anche con il
supporto di schemi e fotografie e con un’ampia documentazione
storica (una delle tendenze pericolose della nostra società è
proprio il venir meno di una dimensione storica e il vivere
pericolosamente immersi nel presente, per cui tanto più ci sembra
lodevole porre l’accento sull’importanza di far tesoro dell’analisi
storica per progettare il futuro non solo dal punto di vista
politico-sociale ma anche ambientale”.
A questa introduzione hanno fatto seguito tre interventi di studenti
che hanno sinteticamente esposto gli argomenti principali di ogni
sezione del libro.
La presentazione degli studenti si è chiusa con una domanda rivolta
all’autore: "Dal libro sembra emergere che il progresso tecnologico
poco può se non accompagnato da un parallelo sviluppo sociale, per cui
viene da chiedersi se servono più i filosofi o gli scienziati". La
risposta del Prof. Tozzi, affascinante parlatore, si è incentrata
sull’unità del pensiero umanistico e scientifico, testimoniata dalla
filosofia classica, che si tende a dimenticare nella cultura
italiana ancora troppo di ascendenza crociana. Dopo di che il Prof. Mario
Tozzi ha invitato gli studenti a rivolgere domande ed è riuscito a
coinvolgerli con estrema abilità in un interessantissimo dibattito
che si è protratto per quasi un’ora. Tra i temi affrontati il
pericolo tzunami nel basso tirreno e, quindi, l’insensatezza del
continuare a costruire in determinate zone costiere o del progettare
ponti tra il continente e la Sicilia, la polemica nei confronti di
quella tecnologia inutile e fine a stessa e molti altri argomenti
che gli alunni hanno proposto stimolati dalla lettura del libro.
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