Ancora successo per i giovani del laboratorio teatrale dell'ITIS "Cannizzaro" di Colleferro

Incredibile ma vero. Per nove anni consecutivi il Laboratorio teatrale dell’ITIS “Cannizzaro” di Colleferro , diretto da Maurizio Mosetti, coadiuvato dalle prof.sse Anna Falcone e Patrizia Lunghi, ha dato prova  della sua valenza e costruttività.

Il 1 giugno c.a. nella sala-teatro Vittorio Veneto, al cospetto di un pubblico entusiasta ed attento, è stato messo in scena una commedia in tre atti di  Paolo Starvaggi “ La mummia è sempre la mummia”.

La suggestiva scenografia, allestita con l’ausilio di Manuel Giacomi e di Teresa Giusti, ha fatto da sfondo alla  storia di un gruppo di giovani archeologi che si muovono nell’antico Egitto dei Faraoni e nella contemporaneità.

Storia e fantasia, comicità ed umorismo, equivoci ed intrecci hanno caratterizzato la performance in cui sono stati coinvolti un nutrito numero di attori: Andrea Bartolomei, Edoardo Brugnetti, Alessandro Ceccarelli, Marco Curzi, Elvira Fata, Mikola Komovskyy, Cristian Genito, Elia Giacomi, Beatrice Giordani, Stefano Giovannini, Caterina Maggi, Micaela Maiorani, Caterina Marcelli, Andrea Mazzone, Martina Menta, Francesca Mosetti, Leonardo Negrin, Lorenzo Noro, Luca Palmieri, Valerio Pierucci, Alessio Platani, molti alla loro prima esperienza teatrale.

Cambi di scena, salti temporali e trasposizioni di linguaggi e situazioni hanno fatto incuriosire e divertire sia il pubblico giovanile dello spettacolo antimeridiano sia quello adulto della rappresentazione teatrale.

La serata si è conclusa con un’esibizione eccezionale del coro polifonico della scuola coordinato dalla prof.ssa Alessandra Faraoni e  diretto dalla maestra Nicoletta Evangelista e con la supervisione artistica del maestro Stefano Spallotta.

E’ doverosa una riflessione sulla validità di questa attività extrascolastiche  che vengono fortemente penalizzate  dai tagli sconsiderati ai danni della scuola pubblica.

Esse hanno una valenza formativa indiscutibile: aiutano la socializzazione, permettono ai soggetti più timidi di superare le loro paure, acutizzano il processo di memorizzazione  e di apprendimento, responsabilizzano nei rapporti con gli altri, aiutano a far emergere attitudini che altrimenti rimarrebbero allo stato latente, danno l’opportunità ai ragazzi diversamente abili che vi partecipano di sentirsi parte integrante di un gruppo che impara divertendosi.

La buona volontà degli insegnanti e l’entusiasmo dei ragazzi, però, rendono ancora possibile un “teatro per la vita”.

 

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