"Chi ci capisce è bravo"

 

 Protagonista il laboratorio teatrale dell'ITIS Cannizzaro di Colleferro

Il 6 giugno, presso la sala Vittorio Veneto, i ragazzi del Laboratorio teatrale dell’ITIS “Cannizzaro” di Colleferro ancora una volta hanno dato prova delle loro spiccate capacità, mettendo in scena “Chi ci capisce è bravo”, cabaret in due tempi di Paolo Starvaggi.

Sketch e fantasie coreografico – musicali tenute insieme da un filo conduttore, l’incomunicabilità, hanno divertito ed entusiasmato un nutrito pubblico nei due spettacoli antimeridiano e serale.

Ventitré giovani attori (Andrea Bartolomei, Edoardo Brugnetti, Gioele Casarza, Alessandro Ceccarelli, Marco Curzi, Mirian De Cesaris, Alexi Di Cristofaro, Elvira Fata, Cristian Genito, Elia Giacomi, Beatrice Giordani, Maria Ivanova, Caterina Maggi, Caterina Marcelli, Andrea Mazzone, Martina Menta, Costanza Moffa, Francesca Mosetti, Leonardo Negrin, Lorenzo Noro, Valerio Pierucci, Daniele Rufino) partendo da un prologo ,“Matassa di parole”, hanno ripercorso la strada della comunicazione in relazione al tempo, allo spazio e al contesto.

“Chi ci capisce è bravo”, “Telegramma d’amore”, “La piuma”, “Le situazioni di lui e di lei”, “La verità è dentro di noi”, “Zapping”, “La rapina”, “Fratelli di lingua”, “La catena di montaggio”, “Ma cos’è successo”, “La maestra” etc., i quadri in cui sono stati rappresentati i particolari momenti della comunicazione. Ad esempio nel monologo “La piuma” si è contrapposta la comunicazione del passato con quella del presente, a volte arida e poco emozionante; in “Telegramma d’amore” si è sottolineato che le parole pronunciate in contesti diversi assumono significati diversi, creando situazioni divertenti e paradossali; ancora in “Fratelli di lingua” si è riflettuto sui prestiti linguistici ormai parte integrante della lingua italiana; in “La moglie al Tg” una situazione familiare comune è stata vissuta alla luce dell’influenza nel quotidiano dei linguaggi dei media.

Tutti i quadri erano legati da un fil – rouge in cui venivano presentati di volta in volta gli aspetti positivi e negativi di un certo tipo di comunicazione ed alla fine si è ribadito che l’essere umano cerca inequivocabilmente qualcuno di più grande e superiore a cui poter comunicare le ansie, le paure e le attese nella speranza di guardare al futuro con più amore, con più fiducia, con più serenità.

Quest’anno inoltre ricorrono i dieci anni di attività del laboratorio e non potevano essere celebrati in modo migliore.

Grande emozione quando, a fine rappresentazione, a sorpresa, ai nuovi attori si è unito un nutrito gruppo di ex allievi che ha messo in scena una performance in cui ripercorrevano momenti di vita vissuta insieme attraverso gli spettacoli prodotti nel corso degli anni.

Un palco gremito di ragazzi felici di ritrovarsi insieme e di rivivere  gioie ed emozioni.

Forte è stata la commozione del regista Maurizio Mosetti, delle professoresse Anna Falcone, Angela Patrizia Lunghi, Elisabetta Pinchera e della signora Teresa Giusti che in questi anni hanno mantenuto vivi nei ragazzi l’entusiasmo e la passione.

Il magico gioco del teatro era lì, davanti agli occhi di tutti, il teatro che unisce, che diverte, che matura, che permette di guardare al futuro con un sorriso.

Questa è la scuola che vogliamo: una scuola che forma, che educa, che migliora, una scuola che rende orgogliosi.

Una giornata speciale per ragazzi speciali all’insegna dell’impegno e del divertimento.

 

 

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