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Emozione, solidarietà e successo per i
ragazzi del “Cannizzaro” di Colleferro
Appuntamento annuale di rito per il Laboratorio
teatrale del Cannizzaro di Colleferro.
Il 3 giugno 2010 , nella sala teatro Vittorio
Veneto, si è tenuta la rappresentazione della commedia musicale in
tre atti “I soliti idioti” di Paolo Starvaggi.
Il nutrito gruppo di studenti (Davide Baglioni,
Enrico Bellardini, Edoardo Brugnetti, Chiara Cacciotti , Alessandro
Ceccarelli, Davide Falconi, Elvira Fata, Gabriele Felici, Cristian
Genito, Elia Giacomi, Manuel Giacomi, Matteo Gizzi, Simin Kantarci,
Mykola Khomovskyy, Caterina Maggi, Caterina Marcelli, Andrea
Mazzone, Francesca Mosetti, Leonardo Negrin, Luca Palmieri, Alessio
Platani) diretti magistralmente da Maurizio Mosetti, coordinati
dalle prof.sse Anna Falcone, Patrizia Lunghi, Elisabetta Pinchera,
con la collaborazione di Teresa Giusti, hanno espresso al meglio le
loro doti di attori in erba.
La performance, gradevolmente variata tra
balletti, recitazioni e canti, è stata un momento di esilarante
divertimento sia per i ragazzi che hanno assistito alla
rappresentazione antimeridiana sia per il pubblico adulto che ha
seguito lo spettacolo serale, a cui era presente quest’anno la
giuria della Macchina teatrale di Carola Fornasini per il concorso
“Su il sipario”.
Emozioni, sorrisi, balli, canti, puro divertimento ma non solo.
Erano presenti in sala anche i responsabili
dellAssociazione Tuluile Bantu –A.TU.BA-creata per la promozione e
la difesa dei diritti umani nel mondo e specialmente in Africa.
La collaborazione tra il Cannizzaro di
Colleferro ed A.TU:BA è iniziata nell’anno in corso per
sensibilizzare i ragazzi alle problematiche del terzo mondo e
portarli alla consapevolezza che quanto possiedono è un dono e
devono saperlo apprezzare, superando così i problemi che
quotidianamente, come adolescenti, sono costretti ad affrontare.
Il ricavato della giornata è stato consegnato a
Padre Clemente kayembe Lubombo, fondatore di A:TU:BA, che in
chiusura della serata ha sottolineato le parole di Pasubio e di
Casimiro, i due protagonisti della rappresentazione: Non tutto è
perduto. Se lo ricordi sempre nella vita, la speranza non deve
morire mai. Ci dobbiamo impegnare tutti per un futuro migliore e
vedrà che ogni cosa cambierà.
Uno spettacolo “nonsense” ma con un profondo
senso di impegno, di speranza , di solidarietà.
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